Milano Cortina 2026: migliaia di porzioni di cibo recuperate durante e dopo i Giochi
Un primo bilancio delle attività di recupero delle eccedenze alimentari realizzate insieme a Banco Alimentare e Trentino Solidale ODV durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 25/05/2026
Dalle sedi olimpiche ai centri di produzione Food & Beverage, passando per le Paralimpiadi e le strutture di accoglienza dei territori coinvolti: la Fondazione Milano Cortina 2026 traccia un primo bilancio delle attività di recupero delle eccedenze alimentari realizzate insieme a Banco Alimentare e Trentino Solidale ODV durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.
Che il cibo sia stato uno dei fattori di maggiore successo durante i Giochi Invernali è fuori discussione, con i social invasi da reel, storie e foto di atleti e giornalisti stranieri impazziti per il tiramisù, la pasta, i pizzoccheri. Un’ondata positiva che ha contribuito ad alzare il livello di soddisfazione per l’ospitalità e (per una volta!) l’organizzazione italiana.
Lo spreco alimentare alle Olimpiadi
Fermo restando la necessaria riflessione sulla sostenibilità delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali, che tocca diversi temi fondamentali, dal cambiamento climatico alla costruzione di nuovi impianti, sul fronte dello spreco alimentare ci sono buone notizie. La Fondazione Milano Cortina 2026 ha fatto sapere che durante e dopo i Giochi sono state recuperate diverse migliaia di tonnellate di cibo ancora commestibile, redistribuite a persone in condizioni di vulnerabilità attraverso una rete di organizzazioni territoriali.
In Lombardia, per esempio, Banco Alimentare ha recuperato oltre 22mila porzioni di cibo cotto e più di 42 tonnellate di eccedenze alimentari tra pane, prodotti da forno, frutta, verdura e alimenti sfusi. Le organizzazioni territoriali coinvolte sono state 455, tra mense sociali, case-famiglia e centri di accoglienza.
Anche il Veneto ha partecipato al progetto con il recupero di oltre 5.900 porzioni di cibo cotto e 2,7 tonnellate di eccedenze alimentari. Sei volontari hanno collaborato alla redistribuzione degli alimenti verso diverse realtà assistenziali di belluno, Verona e Mestre, tra cui Fraternità Francescana di Betania di Verona, Casa Accoglienza Il Samaritano e il Convento Frati Minori San Bernardino.
In Val di Fiemme, Trentino Solidale ODV ha recuperato oltre 4,4 tonnellate di cibo tra pasti pronti, ingredienti crudi e prodotti confezionati a lunga conservazione. Inoltre, durante le Olimpiadi sono stati distribuiti oltre 480 kg di vaschette di cibo cotto all’Associazione Amici dei Senza Tetto di Trento, mentre durante le Paralimpiadi sono stati consegnati altri 186 kg di pasti pronti e 100 kg di prodotti secchi.
Sempre durante le Paralimpiadi, circa 400 kg di prodotti, pari al 9% del totale recuperato, sono stati destinati all’Oratorio Parrocchiale, alla Casa di Riposo, al Comune, alla Società Sportiva Dolomitica e alle scuole elementari di Predazzo. Il restante 74% degli alimenti raccolti è stato distribuito alle famiglie in difficoltà della Val di Fiemme. Complessivamente le operazioni di recupero hanno richiesto oltre 230 ore di lavoro, più di 4.500 chilometri percorsi e l’utilizzo di 10 veicoli.
Al termine dei Giochi sono stati inoltre donati prodotti secchi a lunga conservazione come frutta secca, crackers, biscotti, tè, tisane, caffè e olio, attraverso una rete di organizzazioni non profit attive in Lombardia, Veneto e Trentino.
Lo spreco alimentare nei grandi eventi

Secondo la Fondazione, il progetto si inserisce negli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare nel Target 12.3 dedicato alla riduzione dello spreco alimentare globale entro il 2030.
Al termine dei Giochi, spiega Gloria Zavatta, direttrice sostenibiulità e impatto di Fondazione Milano Cortina 2026, “possiamo confermare l’impegno di Fondazione nel recupero del cibo non consumato e che tale impegno può essere raccolto anche da altri organizzatori di eventi internazionali. Il risultato ottenuto dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali è stato reso possibile grazie al lavoro delle organizzazioni del Terzo Settore con una profonda conoscenza dei territori”.
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