Treno del Foliage: cosa mangiare e le sagre da non perdere

Sul Treno del Foliage tra castagne, polenta e sagre d’autunno

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 10/09/2026

Dal finestrino ci sono i boschi della Val d’Ossola e della Valle Vigezzo che in autunno passano dal giallo al rosso. Scendendo dal treno, invece, si trovano polenta, castagne, formaggi, salumi di montagna e sagre di paese. Dal 10 ottobre al 15 novembre 2026 torna il Treno del Foliage, lungo i 52 chilometri della Ferrovia Vigezzina-Centovalli tra Domodossola e Locarno: un percorso che vale la pena scoprire anche attraverso la cucina dei territori che attraversa.

Soprattutto sul versante italiano, infatti, il percorso attraversa un territorio con una cucina di montagna molto riconoscibile, legata a ingredienti come farine, burro d’alpe, formaggi e salumi. Ci sono piatti nati per accompagnare il lavoro dei boscaioli, come la polenta dei buratt, e specialità che cambiano nome e qualche dettaglio nella preparazione spostandosi di pochi chilometri, come gli stinchéet di Santa Maria Maggiore, i runditt di Malesco e gli amiasc di Coimo. Nel periodo del foliage il viaggio incrocia anche feste dedicate a zucche, castagne, mele e miele.

Treno del Foliage, un viaggio tra Val d’Ossola e Valle Vigezzo

treno-foliage-Ferrovia Vigezzina-Centovalli- ph. Christian Guerra
Treno del Foliage ph. Christian Guerra

La linea collega Domodossola a Locarno in poco meno di due ore e raggiunge una quota massima di poco superiore agli 800 metri. Dalla Val d’Ossola sale verso la Valle Vigezzo, conosciuta anche come Valle dei Pittori, tocca Santa Maria Maggiore e Re e poi supera il confine per scendere nelle Centovalli fino al Lago Maggiore.

Il biglietto del Treno del Foliage permette una sosta intermedia all’andata oppure al ritorno. La scelta della fermata può quindi diventare parte dell’itinerario: Santa Maria Maggiore è è una delle soste più interessanti per chi vuole approfondire la cucina vigezzina, mentre chi dispone di un intero weekend può partire da Domodossola per raggiungere anche altre località della Val d’Ossola.

Cosa mangiare in Val Vigezzo in autunno: prodotti e piatti tipici

prosciutto-montano-vigezzino-ph-ilaria-vangi
Il Prosciutto montano vigezzino ph Ilaria Vangi per Comune di Santa Maria Maggiore

Farine, burro d’alpe, formaggi e salumi sono alla base di molte preparazioni tradizionali della Valle Vigezzo. Tra le più particolari c’è la polenta dei buratt, cioè dei boscaioli: polenta di grano saraceno trasformata in palline farcite con pezzetti di formaggio locale e un tempo abbrustolite sotto la cenere.

A Santa Maria Maggiore si preparano gli stinchéet, sottilissime sfoglie di farina e acqua cotte su piastre di ferro roventi e condite con burro d’alpeggio e sale. Considerati una sorta di street food vigezzino, dal 2011 sono tutelati dalla De.Co. di Santa Maria Maggiore. Basta spostarsi di pochi chilometri perché preparazioni simili cambino nome e presentino alcune varianti: a Malesco ci sono i runditt, mentre a Coimo si trovano gli amiasc.

Un’altra specialità De.Co. sono gli gnoch ad la chigiàa, letteralmente gnocchi al cucchiaio: un impasto piuttosto denso di farina bianca, acqua e sale viene fatto scivolare a cucchiaiate nell’acqua bollente. La ricetta tradizionale prevede un condimento di burro e formaggio locale, eventualmente con erbe aromatiche, oppure soffritto di lardo e formaggio nostrano.

Tra i salumi spicca il Prosciutto Montano Vigezzino, prodotto a Crana, frazione di Santa Maria Maggiore, e anch’esso tutelato dalla De.Co. Le cosce di suino italiano vengono lavorate con aromi naturali, affumicate con bacche di ginepro e poi stagionate per 15 o 18 mesi all’aria della Val Vigezzo.

La produzione casearia locale comprende invece formaggi vaccini e caprini, freschi e stagionati, erborinati, ricotta e burro, prodotti con il latte degli allevamenti della valle.

Tra i prodotti riconosciuti c’è anche il Capretto Tipico Vigezzino, inserito tra i PAT, i Prodotti Agroalimentari Tradizionali del Piemonte, e allevato secondo uno specifico disciplinare. È una specialità legata soprattutto alla primavera e al periodo pasquale, quando a Santa Maria Maggiore si tiene anche la tradizionale Mostra del Capretto Tipico Vigezzino: vale quindi la pena conoscerlo, anche se non è il prodotto da cercare durante il viaggio autunnale.

Per finire ci sono due dolci tipici di Santa Maria Maggiore: la torta pan e lac (letteralmente pane e latte), nata come ricetta di recupero del pane, e la fiacia, una torta di pasta frolla caratterizzata da una generosa presenza di burro.

Le sagre d’autunno da abbinare al Treno del Foliage

treno-del-foliage-Ferrovia Vigezzina-Centovalli - ph. Alberto Lorenzina
Il Treno del Foliage- ph. Alberto Lorenzina

Una delle date più interessanti coincide direttamente con una fermata della ferrovia. Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 a Santa Maria Maggiore si tiene Fuori di Zucca, manifestazione che coinvolge il centro storico con mercato, degustazioni, caldarroste e proposte dedicate alla zucca nei locali del borgo.

La sosta permette quindi di abbinare il viaggio sul Treno del Foliage alla visita di Santa Maria Maggiore e, soprattutto, di assaggiare alcune delle specialità vigezzine citate sopra senza dover organizzare ulteriori spostamenti.

Per chi sceglie invece di trascorrere un weekend in zona c’è un altro appuntamento da considerare. Il 31 ottobre e 1° novembre a Baceno c’è MeleMiele, sagra nata nel 1989 e dedicata alle varietà locali di mele, ai mieli degli apicoltori e alle altre produzioni della montagna ossolana.

Baceno non si trova lungo la Ferrovia Vigezzina-Centovalli e va quindi considerata come una deviazione rispetto al percorso del treno. Può però essere una tappa interessante per chi parte da Domodossola e dedica l’intero weekend alla Val d’Ossola.

Leggi anche: Tra le montagne della Val d’Ossola nasce il te italiano

Oltre confine: l’autunno gastronomico del Canton Ticino

treno-del-foliage-Centovalli - ph. David Dan - Photoprisma
Treno del Foliage ph. David Dan – Photoprisma

Dopo Re, la ferrovia supera il confine, attraversa le Centovalli e prosegue fino a Locarno. Anche sul versante svizzero il periodo del foliage coincide con alcuni appuntamenti dedicati alla cucina locale.

Fino al 27 ottobre è in programma l’Autunno Gastronomico del Lago Maggiore e Valli, rassegna che coinvolge più di 50 ristoranti e grotti della regione con menu dedicati ai prodotti e ai piatti stagionali.

Ad Ascona il 10 ottobre, giorno in cui prende il via l’edizione 2026 del Treno del Foliage, è prevista la Festa delle Castagne.

In cerca di ispirazione? Guarda i nostri itinerari enogastronomici

 

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici