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Teresa Bellanova è la nuova ministra delle Politiche Agricole

La dichiarazione della neo-ministra e i commenti di Simona Caselli, Confagricoltura Emilia Romagna e Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d’Italia

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 05/09/2019

Questa mattina si è svolto il giuramento al Quirinale del governo Conte 2 (o Conte bis), oggi pomeriggio il primo consiglio dei ministri.

Teresa Bellanova è il nuovo Ministro delle Politiche Agricole, una delle 7 donne del nuovo Governo. Già parlamentare Pd per più legislature, proviene dal mondo del sindacato agricolo dove lei, pugliese di origine, di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi, si è occupata a lungo di lotta al caporalato. Una seconda novità riguarda lo scorporo del Ministero del Turismo che torna in capo ai Beni Culturali affidati invece a Dario Franceschini. Si torna quindi alla sigla Mipaaf?

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La dichiarazione della neo-ministra rilasciata all’Ansa

Dopo la cerimonia del giuramento al Quirinale ha reso note quali saranno le sue priorità, parlando di export, giovani, innovazione, tutela ambientale, caporalato.

C’è molto da fare” ha spiegato la Ministra Bellanova. “Penso al sostegno all’export agroalimentare che dobbiamo portare dai 43 attuali a 50 miliardi entro i prossimi anni anche in un contesto difficile come quello attuale dove si parla più di di dazi e barriere”. “Export – ha proseguito Bellanova – “ma anche investimenti nelle filiere per migliorare i rapporti tra agricoltori e trasformatori, vera chiave del Made in Italy, soprattutto nel Mezzogiorno”.

Ho sempre sostenuto la necessità di un’agricoltura finalmente attrattiva per le nuove generazioni e in questa direzione intendo spendermi”, ha spiegato il Ministro. “A disposizione c’è uno spazio enorme. Agricoltura di qualità significa futuro, imprese, posti di lavoro, rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e tipicità, servizi di eccellenza: uno dei più importanti biglietti da visita del nostro Made in Italy. Una grande occasione per le nuove generazioni. Soprattutto, ma non solo, quelle del Mezzogiorno. Per questo l’interlocuzione con le imprese sarà cruciale. Come quella con le Regioni che dovrà essere costante, alimentata dal riconoscimento reciproco e dalla leale collaborazione istituzionale”.

“Abbiamo davanti una sfida importante anche a Bruxelles, per cambiare l’Europa e avvicinarla a cittadini, agricoltori, imprese”, ha aggiunto Bellanova, sottolineando che, “In Europa dobbiamo difendere l’agricoltura mediterranea, scrivere regole che diano futuro al lavoro di migliaia di giovani che stanno investendo la loro vita nelle nostre campagne. Anche per questo battaglia aperta al caporalato: il mio impegno in questa direzione sarà assoluto perché non dimentico Paola Clemente e le tante, troppe vittime di caporalato, italiane e migranti, uomini e donne. Il mio pensiero va a loro, costantemente”.

Naturalmente”, ha concluso poi “una delle priorità per me ineludibile sarà affrontare immediatamente l’emergenza xylella, verificare lo stato dell’arte dei provvedimenti e la loro attuazione, riprendere il filo con i territori, garantire il giusto sostegno alla rigenerazione del paesaggio salentino e pugliese e a quanti già si stanno spendendo con generosità e impegno in questa direzione”.

Il commento di Simona Caselli, assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna

Teresa Bellanova è il nuovo Ministro dell’Agricoltura e ne sono molto felice. Conosco Teresa da tempo e ne apprezzo l’energia, la dedizione e l’incredibile capacità di lavoro. Sono certa che saprà applicare anche al settore agricolo, di grande importanza strategica per questo paese, la sua grande determinazione e capacità di affrontare problemi complessi. Nel farle i complimenti più vivi per la prestigiosa nomina a Ministro della Repubblica, le ho ho già manifestato nelle scorse ore la mia totale disponibilità a collaborare sui dossier di maggiore attualità e mi auguro di poterla avere già con noi dopodomani a Bologna all’inaugurazione del Sana, la grande Fiera del biologico”.

Eugenia Bergamaschi, presidente Confagricoltura Emilia Romagna alla neo ministra Bellanova

«La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Chiediamo un sostegno concreto per salvare il comparto e ridare dignità ai produttori». Confagricoltura Emilia Romagna desidera esprimere al meglio il proprio augurio di buon lavoro al nuovo Governo e in particolare alla neo ministra delle Politiche Agricole e Forestali, Teresa Bellanova.

«Le nostre aziende hanno bisogno di un dicastero agricolo che risponda in tempi stretti alle richieste dei settori in difficoltà – è l’auspicio della presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi -. Ci permettiamo di sottolineare alla ministra Bellanova la drammatica crisi della frutticoltura emiliano-romagnola e dell’intera filiera dal post-raccolta alla distribuzione, con gravissime ricadute sul sociale. La cimice asiatica è un flagello come la Xylella e sta facendo collassare la frutticoltura dell’Emilia-Romagna. Chiediamo un sostegno concreto per salvare il comparto e ridare dignità ai produttori».

Il settore ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna conta 20.000 aziende attive sul territorio e 200.000 addetti impiegati nell’aggregato agroindustriale; una superficie totale di 104.000 ettari (il 10% della Sau regionale); una PLV di 1.151 miliardi di euro pari al 25% della PLV agricola regionale (4.800 M€) e che rappresenta il 12% della PLV ortofrutticola nazionale. L’Emilia-Romagna è il terzo produttore nazionale, in valore. Si distingue inoltre per l’elevato numero di prodotti a denominazione d’origine, che in tutto sono 11 (9 Igp e 2 Dop). Confagricoltura Emilia Romagna ha accolto con favore, all’inizio di agosto, l’ok del Mipaaft a convocare un tavolo interministeriale per fare fronte comune a sostegno delle aziende danneggiate dalla cimice asiatica attraverso l’adozione di provvedimenti d’urgenza, per scongiurare il crollo della filiera e le gravi ricadute sul sociale. «I tempi della politica hanno rimandato l’appuntamento atteso da migliaia di imprenditori e lavoratori, preoccupati per le sorti della frutticoltura regionale. Ora, però, chiediamo al nuovo ministro di agire con concretezza e rapidità» conclude Bergamaschi.

Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa: i nostri migliori e più sinceri auguri di buon lavoro

‘Nel formulare i nostri migliori e più sinceri auguri di buon lavoro alla nuova Ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, Italmopa conferma la disponibilità, così come accaduto anche in passato, a fornire il proprio fattivo contributo per lo sviluppo della competitività delle filiere frumento tenero e frumento duro’ così Cosimo De Sortis, Presidente Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia, aderente a Confindustria e Federalimentare, alla notizia della nomina del neoministro.

De Sortis, inoltre, ricorda che ‘Le filiere frumento costituiscono comparti agroalimentari strategici non soltanto per gli attori che le compongono, ma anche e soprattutto per la crescita e il prestigio del nostro Paese. Auspichiamo dunque che si possa proseguire lungo la strada di un confronto proficuo sulle questioni urgenti che riguardano il comparto – con particolare riferimento al corretto e continuo approvvigionamento dell’industria molitoria nazionale in frumento tenero e duro di qualità – confronto in occasione del quale non mancheremo di illustrare compiutamente le nostre istanze fornendo al contempo proposte utili ad individuare soluzioni condivise’.

Teresa Bellanova, chi è la ministra delle Politiche agricole

Teresa Bellanova è una delle 7 donne del nuovo Governo. Classe 1958 di Ceglie Messapica in provincia di Brindisi.

Per Teresa Bellanova, neo-ministra delle Politiche agricole, non è però la prima volta tra i banchi del governo: era già stata nominata sottosegretaria nel 2014 al Lavoro nel Governo Renzi, poi promossa il 29 gennaio 2016 a viceministra allo Sviluppo economico, incarico mantenuto con il governo Gentiloni. Pugliese doc (è nata a Ceglie Messapica), è stata in prima fila nella vertenza Ilva, in cui ha lavorato fianco a fianco con l’allora ministro Carlo Calenda.

Appena ventenne inizia tra le fronde del sindacato nel settore dei braccianti coordinatrice regionale delle donne Federbraccianti. È molto attiva nel contrasto al caporalato che affronta nella sua terra, in provincia di Lecce.

Nel 1988 viene nominata Segretaria Generale provinciale della Flai (Federazione Lavoratori AgroIndustria) della Cgil, sempre nella provincia di Lecce. Nel 1996 diventa segretaria generale della Filtea, la federazione del tessile e dell’abbigliamento della confederazione di Corso d’Italia.

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