«Vino A Taste of Italy», conclusa a Bergamo l'ultima tappa del road-show - Il Ministro Martina: la "sfida" è legare l'esperienza vitivinicola di Expo Milano alle proposte territoriali - InformaCibo

«Vino A Taste of Italy», conclusa a Bergamo l’ultima tappa del road-show – Il Ministro Martina: la “sfida” è legare l’esperienza vitivinicola di Expo Milano alle proposte territoriali

di Informacibo

Ultima Modifica: 11/10/2014

Bergamo 11 ottobre 2014.  E’ stato  il Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, stamane  a Bergamo, nel chiudere i lavori dell’ultima tappa dedicata al grande Luigi Veronelli, del road-show di “Vino A Taste of Italy”, (il “Padiglione dell’esperienza vitivinicola italiana ad Expo 2015 ”), che sarà realizzato da Vinitaly “, a sottolineare come ora si apre la fase dei rapporti con tutti i territori e   sia, in questo quadro,  “fondamentale dare il meglio delle esperienze territoriali. Perché l’Expo è policentrica e appunto territoriale”.
Così, con la sua consueta capacità di entrare nel merito dei problemi, il ministro Martina ha ribadito l’importanza che l’evento universale avrà sì come centro la metropoli milanese  ma deve vedere in primo piano anche  il protagonismo dei territori dell’intero  sistema Paese.
Ad Expo, ha insistito con chiarezza il ministro, non si può parlare solo a un settore o a una filiera, ma  la “sfida è legare l'esperienza vitivinicola italiana alle proposte territoriali e, in questo senso, il padiglione del vino è uno specchio dell’impresa vitivinicola e uno degli assi centrali del modello italiano”.
“Il Padiglione –ha aggiunto ancora Martina- sarà il racconto della potenza straordinaria della cultura enologica, delle produzioni e  della biodiversità” e in questo senso “ basta vedere cosa abbiamo fatto in questi anni dopo la crisi e  gli scandali degli anni 80: un settore che sembrava quasi “morto” si è rilanciato a cominciare dall’export. Questa è la metafora dell’Italia” ha puntualizzato il ministro Martina che, parlando delle personalità che hanno fatto la storia del vino italiano, che “non è solo memoria, ma testimonianza e presupposto per costruire innovazione e prospettiva” ha citato proprio Luigi Veronelli a cui era stata dedicata la tappa bergamsca. “Se uno racconta Veronelli al mondo, -ha detto Martina-  racconta l’incrocio tra coltura e cultura, intellettualità e produzione, che solo l’Italia ha”. 
 
Se l’Expo 2015, a partire da un settore che vale oltre 14 miliardi di euro nel nostro Paese,  dovrà  raccontare l’Italia che verrà a tutto il mondo si capisce subito che la formula scelta dai vertici di Vinitaly di presentare sul territorio nazionale e, presto anche su quello  internazionale, il progetto del Padiglione sull’esperienza vitivinicola italiana, è una scelta azzeccata quanto il richiamo a Veronelli fatto da Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere, per «La passione, la competenza e la visione lungimirante di Luigi Veronelli hanno sempre caratterizzato il suo approccio umano e professionale al settore del vino. Un esempio che, con umiltà, abbiamo sempre tenuto presente nell’elaborare il progetto del Padiglione del Vino ad Expo 2015 che, idealmente, vuole continuare la narrazione e la promozione di un mondo, come quello enologico, che prima di tutto è storia, cultura e tradizioni di terre e popoli». Mantovani, che ha parlato di una presenza di circa due milioni di visitatori per il Padiglione del vino,  ha avuto anche parole di elogio per tutti i componenti del Comitato Scientifico guidato da Riccardo Cotarella.
Proprio il direttore di Vinitaly Mantovani ha annunciato che l’intensa l’attività di promozione del Padiglione del Vino continua anche in Europa e in Asia, attraverso il tour organizzato da Vinitaly International A Taste of Excellence”, che fino al 15 ottobre tocca Germania, Austria e Svizzera coinvolgendo le città di Francoforte, Düsseldorf, Monaco di Baviera, Zurigo e Vienna, e poi  attraverso tutte le tappe del Vinitaly International e della Academy in Cina, Corea del Sud, Russia, Stati Uniti d’America e Australia e con l’Expo 2015 nel road show in otto città della Cina che inizierà a fine ottobre.
 
All’incontro di Bergamo, moderato da Roberto Arditti, direttore degli affari istituzionali di Expo 2015, sono intervenuti anche Gian Arturo Rota, memoria storica di Luigi e di Casa Veronelli, Paolo Zanetti, Vicepresidente di Federalimentare, Italo Rota, Architetto e Direttore artistico del progetto Padiglione del Vino Italiano, Gianni Bruno , Area Manager Wine & Food Veronafiere e Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo.
 


Il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il Presidente del Consorzio Valcalepio Emanuele Medolago Albani

 
Nella Sala Giunta di  Confindustria Bergamo nutrita la rappresentanza istituzionale con  produttori, grandi e piccoli, del mondo vitivinicolo bergamasco.   
Erano presenti, tra gli altri, per il Consorzio Tutela Valcalepio il presidente, Emanuele Medolago Albani, Giancarla Bonaldi, delegata Ascovilo e l'imprenditrice vitivinicola, Manuela Testa (nella foto insieme al Ministro Maurizio Martina). 
Ed è  stato il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori a spiegare i prossimi appuntamenti di Bergamo  per ricordare il Grande Gino, a dieci anni dalla scomparsa insieme agli altri eventi legati all’Expo.
«Sono contento della scelta di presentare a Bergamo questa tappa del RoadShow – ha esordito nel suo intervento Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo –, e soprattutto che sia stata dedicata a Veronelli, pioniere e artefice del fare cultura enologica. Il Padiglione del Vino colma una lacuna iniziale di Expo con un progetto di grande spessore. Nei prossimi mesi è nostra intenzione fare di Bergamo una sorta di fuori salone con una mostra su Veronelli, l’esposizione al Monastero di Astino della sua collezione di 50mila bottiglie, nei sei mesi di Expo. Faremo inoltre – ha detto il sindaco della città orobica-  tante esperienze nei territori della Valcalepio, ma anche della vicina Franciacorta, perché non è pensabile che in un’occasione come questa non si lavori in sinegia”.
 


Gian Arturo Rota intervistato da Carlo Alberto Delaini
 

A ricordare Veronelli ci aveva già pensato un video: “L’uomo è nato per festeggiare lavita” e le parole pronunciate da Gian Arturo Rota, di Casa Veronelli e Presidente del Comitato Decennale Luigi Veronelli: « Luigi Veronelli sarà protagonista a Milano nella mostra che organizzeremo con la Triennale dal 20 gennaio 22 febbraio, dal titolo: “Luigi Veronelli, Camminare la terra”, un evento importante perché  Veronelli sarà in Triennale,  cuore della cultura non solo enogastronomica. Vogliamo consacrare Veronelli come uomo di cultura a tutto tondo, uomo capace di affermare il concetto che il cibo e il vino sono fatti culturali tout court.  Veronelli ha avuto il merito –ha detto ancora Rota- di far prendere al mondo della produzione e ai consumatori la consapevolezza di una storia importante qual è quella del vino italiano – ha commentato Rota –. Una storia millenaria, fatta di tante realtà sulle quali gioca il grande primato dell’Italia, che è un Paese unico per differenze, prodotti e cultura. Proprio la parola “cultura” è associata a Luigi Veronelli perché, con la sua testimonianza e il suo lavoro, è riuscito a infondere nel vino quegli elementi della civiltà italiana che permettono di considerarlo, insieme al cibo, non più argomento di serie B».

E' intervenuto anche Paolo Zanetti, Vicepresidente di Federalimentare con delega all’Expo 2015, che ha portato il saluto di Federalimentare sottolineando il valore, la storia e la cultura della filiera dell’agroindustria italiana, secondo settore del manifatturiero italiano, e ambasciatore del made in Italy, con un export di 26,2 miliardi di euro.
Un biglietto da visita importante per un’agroalimentare italiano che vuole dire la sua nell'appuntamento milanese.
 
Ad illustrare in dettaglio il Padiglione vino sono stati, Gianni Bruno, Area Manager Wine&Food di Veronafiere e Italo Rota, architetto e Direttore artistico del progetto Padiglione del Vino Italiano.
«Duemila metri quadrati, situati all’incrocio strategico tra cardo e decumano dell’area Expo, sull’arteria centrale che porta verso la Lake Arena; un padiglione indipendente, contiguo all’area della Comunità Europea e proprio di fronte a Palazzo Italia e al Padiglione delle Regioni: tutti spazi che insieme ai due blocchi situati al di là del cardo costituiscono lo spazio del Padiglione Italia», ha ricordato Gianni Bruno.
 
«Quando abbiamo iniziato a lavorare su padiglione – ha detto Italo Rota- abbiamo condiviso l’idea che affrontasse il tema del futuro del vino, che parlasse di questa straordinaria materia dalla fisicità molto forte. Idea semplice, ma difficile da realizzare, è che nella visita persone utilizzassero ai cinque sensi. I percorsi di adulti e bambini saranno separati, per esperienze diverse che poi in famiglia si possano raccontare.
Il Padiglione srà diviso su due livelli, il primo per tutti i visitatori, il secondo per chi vuole soffermarsi ed entrare nella “biblioteca del vino”, che ha molto a che fare con Veronelli.
Questo Padiglione racconta una storia che dura da millenni – ha precisato l’architetto,– ed è una struttura pensata e realizzata per dare un grande futuro al vino italiano. La narrazione all’interno si svolge durante il ciclo di vita annuale del vino, da quando germoglia la vite fino all’imbottigliamento e poi al consumo. Il vino è un’immagine, ma si deve poter anche sentirne il profumo, gustarlo e toccarlo. È per questo che gli spazi del Padiglione implicano l’utilizzo di tutti i cinque sensi».

 
Il tavolo della  presidenza a Bergamo: Gianni Bruno, Roberto Arditti, Giovanni Mantovani e Paolo Zanetti
 
Come sarà il percorso all’interno del Padiglione “VINO A Taste of ITALY”?
Il fil-rouge è un percorso emozionale che conduce il visitatore alla conoscenza storica, ambientale e di produzione del vino. Questo perché dei due milioni di visitatori previsti del Padiglione (sui 20 milioni di presenze totali stimate da Expo 2015), molti non conoscono, o conoscono poco, il prodotto vino e la cultura millenaria che lo accompagna.
Sarà un viaggio nel tempo e nello spazio del vino, che inizia con un antico palazzo del ‘500, con affreschi ed elementi scultorei, per presentare i momenti più significativi della cultura e architettura italiana e della storia del vino con le sue tradizioni. Visivamente sarà un’architettura fuori scala, con finestre a livello del terreno, piano centrale al di sotto del padiglione, così da ricostruire un ambiente con stratificazioni storiche e contemporanee. Il tutto espresso in maniera spettacolare e con modalità sia statica, grazie agli affreschi, sia dinamica con video e personaggi interattivi: una grande scenografia teatrale con luci ed effetti scenici e multimediali.

Una scalinata, caratterizzata dalla presenza di enormi acini, condurrà il visitatore al primo piano dedicato all’attività di promozione e conoscenza diretta del vino. Per preparare tale esperienza ogni visitatore disporrà di un bicchiere e di una applicazione mobile che, grazie al collegamento wireless con le postazioni wine dispenser, sarà in grado di fornire dettagliate informazioni sui vini in degustazione, guidando il visitatore alla scoperta del mondo del vino italiano, con la possibilità poi di acquistare direttamente online i vini appena degustati.

Al primo piano sarà creata attraverso l’uso di wine dispenser, un’enoteca permanente, la Biblioteca del Vino, dove i vini potranno essere assaggiati dai visitatori con una degustazione autonoma oppure guidata da sommelier professionisti che illustreranno le caratteristiche e peculiarità organolettiche dei vini. Sarà l’occasione per il visitatore di conoscere e «costruire» la propria esperienza di avvicinamento al vino.
Sempre al primo piano verranno allestite apposite Aree d’Incontro: spazi autonomi utilizzabili in diversi periodi dell’Expo, a rotazione temporale, per incontrare le richieste di aziende, consorzi, istituzioni e operatori del settore. In queste aree si potranno conoscere e degustare, sempre utilizzando il sistema dei wine dispenser, le diverse tipologie di vini. Il primo piano rappresenterà quindi l’area più «dinamica» del Padiglione del Vino, legata alla presenza dei vini di tutti i territori italiani e delle varie tipologie di vitigni.
Completerà il percorso la cosiddetta Cantina Web che permetterà l’acquisto del vino in degustazione attraverso un sito di e-commerce.
Al piano superiore, la Terrazza, sarà sviluppata una sala multifunzione per masterclass e wine tasting per conoscere le diverse tipologie di vino, peculiarità e biodiversità, nonché una VIP LOUNGE per i momenti istituzionali più importanti o la creazione di eventi specifici.
Nei punti di ingresso e uscita saranno presenti desk informativi e il Gift Ideas Shop per consentire al visitatore di avere un ricordo tangibile dell’esperienza vissuta nel Padiglione del Vino italiano “VINO A Taste of ITALY”.

Sarà un padiglione ad alto contenuto tecnologico, pensato in un’ottica di totale sostenibilità poiché ogni singolo elemento sarà riutilizzato.
Il concept e l’organizzazione dello spazio a cura di Vinitaly e del Comitato Scientifico del Padiglione “VINO A Taste of ITALY” hanno l’obiettivo di dare massima e piena rappresentazione del comparto, della sua storia e identità e delle sue potenzialità. Il progetto fonda così su una filosofia inclusiva e democratica per dare spazio all’immensa ricchezza e varietà della produzione italiana e del suo esclusivo valore.

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Capo Redattore