Alto Piemonte, cinque borghi dove il tempo si è fermato (e il gusto no)
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 14/05/2025
Primavera in Alto Piemonte è sinonimo di cieli limpidi, natura che rinasce e borghi che sembrano usciti da un libro di fiabe. È il momento perfetto per lasciarsi ispirare da un viaggio tra montagne, laghi e colline, alla scoperta di piccole perle d’arte, storia e ovviamente dei prodotti tipici piemontesi.
Da Vogogna a Rosazza, passando per Orta San Giulio, Rassa e il Ricetto di Candelo, ecco cinque borghi del Piemonte da vivere con lentezza e da assaporare con tutti i sensi.
Indice
Dove si trova l’Alto Piemonte (e perché visitarlo)
L’Alto Piemonte è una delle aree più affascinanti, e forse meno conosciute, del nord Italia. Comprende le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, territori dove natura e cultura si intrecciano con una tradizione enogastronomica che affonda le radici nel passato contadino e montano.
È qui che si trovano alcuni tra i borghi più belli del Piemonte, mete ideali per chi cerca paesini autentici da visitare in Piemonte, lontani dalle rotte più battute. Dalle montagne della Val d’Ossola alle colline del Biellese, l’Alto Piemonte offre un’incredibile varietà di paesaggi, perfetti per una fuga tra arte, natura e sapori.
Oltre ai vini, il territorio vanta una produzione casearia d’eccellenza: su tutti spicca la robiola di Roccaverano DOP, formaggio a latte crudo caprino dal gusto inconfondibile, presidio Slow Food e simbolo della biodiversità piemontese, che si può degustare nei mercatini dei borghi o direttamente in azienda agricola lungo le strade panoramiche della Langa astigiana, al confine meridionale dell’Alto Piemonte.
Alto Piemonte: cosa visitare
Ecco cinque borghi da visitare nell’Alto Piemonte e i prodotti tipici da gustare, per far felici gli occhi, il cuore e la pancia.
Vogogna, porta verde sull’area wilderness più grande d’Europa
Nel cuore della Val d’Ossola, tra gole profonde e castagni secolari, la prima tappa è Vogogna, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Il suo Castello Visconteo e il Palazzo Pretorio raccontano un passato nobile e difensivo, mentre il vicino Parco Nazionale della Val Grande invita all’immersione nella natura più pura.
Vogogna è anche una tappa enogastronomica da non sottovalutare: da provare le creste ossolane, una pasta ripiena tipica, e i salumi locali come la mortadella ossolana. A tavola, non può mancare un calice di Prünent, il Nebbiolo alpino per eccellenza, prodotto dalle cantine storiche della zona, come Cantina Garrone a Masera.
Orta San Giulio, tra spiritualità e sapori d’acqua dolce
Affacciato sul romantico Lago d’Orta, Orta San Giulio è poesia allo stato puro: vicoli acciottolati, balconi fioriti, il fascino discreto di un borgo che invita alla contemplazione. Sull’Isola di San Giulio, il silenzio è d’oro. Ma il gusto è protagonista in riva al lago, dove è possibile assaggiare filetti di pesce persico al burro e salvia, agoni in carpione e i dolci tipici come il pan dolce di Orta.
Non a caso, qui si trova Villa Crespi, il ristorante dello chef Antonino Cannavacciuolo, tre stelle Michelin. I ristoranti della piazza Motta propongono una cucina raffinata e territoriale, accompagnata da bianchi profumati come l’Erbaluce di Caluso, perfetto con il pesce di lago. Da visitare, le cantine Cieck e Orsolani, eccellenze dell’Erbaluce DOCG.
Rassa, il borgo del legno e delle passeggiate lente
Nel cuore della Valsesia, Rassa è una gemma nascosta, attraversata da torrenti cristallini e sentieri nel bosco. Qui la cultura del legno ha forgiato identità e saperi, raccontati nell’Ecomuseo del Legno e nella Bottega del Patel, dove si possono acquistare piccoli oggetti d’artigianato.
I buongustai non resteranno delusi: la zona è patria della panissa, riso e fagioli con salam d’la duja, e del bettelmatt, un raro formaggio d’alpeggio presidio Slow Food. Per gli amanti del vino, la Valsesia è terra di Boca DOC, uno dei Nebbiolo più minerali d’Italia. Per una degustazione autentica, tappa obbligata alla Cantina Le Piane di Boca.
Ricetto di Candelo, tra storia, vino e paesaggi da savana
Nel Biellese, Candelo sorprende con il suo ricetto, borgo fortificato medievale perfettamente conservato. Un tempo rifugio per raccolti e botti, oggi è un affascinante museo a cielo aperto, animato da eventi e mercatini.
Tra le sue mura si degustano eccellenze locali come il maccagno, un formaggio dal sapore delicato, e la paletta di Coggiola, salume tipico della Valsessera. Da bere? Un calice di Lessona o Bramaterra DOC, vini eleganti e longevi. Da non perdere una visita a Tenute Sella, cantina storica del 1671, oppure alla più recente e dinamica Centovigne, ospitata in un affascinante castello.
Rosazza, l’enigma neogotico tra massoneria e ricette alpine
Rosazza è il borgo più misterioso dell’Alto Piemonte. Simboli massonici, architetture neogotiche, una chiesa, un castello e un cimitero monumentale che sembrano parlare un linguaggio tutto loro. Ma anche qui si mangia bene: tra i piatti della tradizione, il polenta concia con toma e burro, i gnocchi di castagne, e i croustè, dolcetti alle noci. La zona dell’Alta Valle Cervo è perfetta per escursioni, ma anche per scoprire la produzione di miele e birre artigianali. Da provare la birra di montagna del birrificio Jeb, a Brusnengo, oppure le marmellate e conserve della Cooperativa di Rosazza.
Alto Piemonte, vini da scoprire
Chi ama il vino troverà nell’Alto Piemonte una terra generosa e sorprendente, capace di offrire etichette di grande eleganza e personalità. Qui il vitigno principe è il Nebbiolo, localmente chiamato Spanna, che trova declinazioni uniche nei territori collinari delle province di Biella, Vercelli e Novara. È il caso del Ghemme DOCG e del Gattinara DOCG, due rossi longevi, strutturati e profondamente minerali, che nulla hanno da invidiare ai più blasonati Barolo e Barbaresco. Accanto a loro, denominazioni come Boca, Fara, Sizzano, Bramaterra e Lessona raccontano storie di viticoltura eroica, spesso su suoli vulcanici e porfirici, capaci di regalare vini profondi, eleganti e fortemente identitari.
Il bianco più rappresentativo è l’Erbaluce di Caluso DOCG, fresco e profumato, ideale in versione secca con antipasti e pesce di lago, ma sorprendente anche nella sua veste spumantizzata o come passito da meditazione.
Tra le cantine da visitare in Alto Piemonte, oltre alle già citate Le Piane, Tenute Sella e Centovigne, meritano una sosta anche Antoniotti a Carema, Torraccia del Piantavigna a Ghemme e Paride Chiovini a Romagnano Sesia. Luoghi dove la passione per il vino si unisce alla valorizzazione del territorio, e dove ogni calice racconta un paesaggio, una stagione, una storia.
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