Cosa mangiano gli atleti giapponesi alle Olimpiadi Milano Cortina

Olimpiadi Milano Cortina: la dieta dei campioni giapponesi tra disciplina e gyoza

Cosa mangiano gli atleti del Sol Levante per affrontare le sfide sul ghiaccio e sulla neve? Alla vigilia dei Giochi Invernali, scopriamo i segreti del piatto energetico

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 30/01/2026

Manca ormai pochissimo all’accensione del braciere olimpico di Milano Cortina 2026. Mentre le delegazioni di tutto il mondo rifiniscono la preparazione atletica, c’è un aspetto invisibile che giocherà un ruolo decisivo per il medagliere: la nutrizione. Per gli atleti giapponesi (ma il discorso vale per tutti gli sportivi professionisti) una parte decisiva della performance si gioca a tavola perché l’alimentazione sportiva è considerata una componente strutturale della preparazione atletica.

L’alimentazione come strategia di gara

Energia costante, recupero rapido, equilibrio fisico e mentale: sono gli obiettivi che guidano le scelte alimentari degli sportivi giapponesi, soprattutto durante competizioni complesse come le Olimpiadi invernali, dove stress, fusi orari, ritmi serrati e una cultura gastronomica distante mettono alla prova anche gli atleti più preparati.

Per questo motivo, durante i grandi eventi internazionali la delegazione nipponica porta con sé una squadra di 20 professionisti tra chef e nutrizionisti che seguono gli atleti, allestendo in prossimità dei loro alloggi le G-Road Station: postazioni nutrizionali dove tutto il team trova pasti studiati con l’obiettivo di mantenere continuità alimentare e abitudini corrette anche lontano da casa, in contesti complessi come quelli delle grandi competizioni sportive internazionali.

Il tutto è sotto il cappello Victory Project di Ajinomoto, nato dall’accordo ormai ventennale tra le delegazioni sportive giapponesi e l’azienda nipponica specializzata in condimenti umami, che punta a nutrire gli atleti seguendo la filosofia Eat well, live well.

Il piatto simbolo delle Olimpiadi Milano Cortina

AJINOMOTO_GYOZA_2

Per le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, il team del Victory Project ha sviluppato una ricetta speciale in collaborazione con lo chef Yoji Tokuyoshi: il Power Gyoza Don. Si tratta di una bowl completa che unisce:

  • Base di riso: la fonte energetica primaria per garantire energia costante.
  • Gyoza: i tradizionali ravioli giapponesi, fonte proteica principale, cotti con una tecnica che li rende croccanti fuori e succosi all’interno.
  • Dieci verdure di stagione, tra cui radicchio, cavolo nero, verza e carote cotte in un brodo di pollo.
  • Umami: l’uso sapiente del glutammato per esaltare il gusto senza eccedere in grassi o sale.

Una sintesi efficace tra tradizione nipponica e ingredienti locali, pensata per garantire proteine, carboidrati ed equilibrio gustativo. Il Power Gyoza Don non è solo per i campioni: sarà possibile assaggiarlo gratuitamente, sabato 7 febbraio dalle 12 alle 14, presso la Katsusanderia Izakaya al Mercato Isola di Milano (solo per i primi 100 che si presentano).

Fino a fine febbraio, inoltre, saranno nei menù dei locali di Ramen Shifu a Milano e in quelli de La Gyozeria. 

Cosa mangiano gli sportivi giapponesi

POWER GYOZA DON

La dieta degli atleti giapponesi si fonda su pochi principi chiave, applicati con grande rigore:

  • Carboidrati complessi: riso bianco, soba e udon forniscono energia graduale e facilmente gestibile.
  • Proteine leggere e digeribili: pesce (sashimi o grigliato), carne, tofu, edamame, miso, salsa di soia.
  • Verdure e fermentati: ortaggi stagionali, alghe come nori e wakame, verdure sottaceto e umeboshi.
  • Umami naturale: il quinto gusto, centrale nella cucina giapponese, contribuisce alla soddisfazione del pasto senza eccessi di grassi o sale.
  • Bevande semplici: acqua e tè verde, apprezzato anche per il suo contenuto di antiossidanti.

È un approccio che privilegia la qualità più che la quantità e che riduce al minimo zuccheri raffinati e grassi superflui.

Inoltre, gli atleti seguono i principi chiave della filosofia alimentare nipponica:

  1. Hara Hachi Bu: l’abitudine di mangiare fino all’80% della sazietà per favorire una digestione rapida e mantenere il corpo leggero.
  2. Shokuiku: l’educazione alimentare, diffusa fin dall’infanzia, che lega nutrizione, movimento e benessere mentale.
  3. Equilibrio e varietà: nessun alimento domina sugli altri, ma ogni pasto è pensato come un insieme armonico.
  4. Mindful eating: mangiare con attenzione, rispettando il corpo e i tempi del pasto.

 

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici