Oltre le sagre: a cosa servono le Pro Loco

Oltre le sagre: a cosa servono le Pro Loco

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 21/03/2025

Le Pro Loco sono associazioni di volontariato senza scopo di lucro, presenti in numerosi comuni italiani con l’obiettivo di promuovere e valorizzare il proprio territorio. Spesso le associamo alle sagre che vedono protagonisti i prodotti tipici, ma in realtà fanno e rappresentano molto di più: sono un motore di coesione sociale, un presidio culturale diffuso e una forza capillare al servizio del territorio.

È quanto emerge dal rapporto Censis–UNPLI sulle attività delle Pro Loco italiane, un’indagine che mette nero su bianco il valore reale e simbolico di queste realtà, spesso poco considerate nei grandi discorsi istituzionali ma fondamentali per la vita quotidiana di molti piccoli comuni.

Pro Loco: un presidio culturale e sociale

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Secondo i dati raccolti, oltre il 75% della popolazione italiana vive in un comune dove è presente almeno una Pro Loco. Un presidio culturale e sociale che opera in modo capillare: sono più di 6.400 le Pro Loco rappresentate da UNPLI, la rete nazionale che da oltre 60 anni sostiene queste associazioni di volontariato.

Nel 2023, il 60% degli italiani ha partecipato ad almeno un evento organizzato da una Pro Loco e il 97,9% delle Pro Loco ha effettivamente organizzato eventi durante l’anno: feste paesane, manifestazioni culturali, promozione di itinerari turistici, iniziative per la valorizzazione dell’enogastronomia e delle tradizioni locali.

Le funzioni delle Pro Loco

Le Pro Loco si occupano di molte attività diverse. Le principali sono:

  • Promozione turistica e culturale, promuovendo le tradizioni, la cultura e le bellezze locali attraverso eventi culturali, manifestazioni folcloristiche, festival gastronomici e attività sportive.
  • Supporto alle imprese locali: offrono assistenza e spesso le aiutano a crescere e a svilupparsi supportandole nella ricerca di finanziamenti per l’avvio di nuove attività.
  • Conservazione del patrimonio: si occupano della tutela delle tradizioni locali e del patrimonio storico, ambientale e culturale del territorio.
  • Servizi per i turisti: molte Pro Loco gestiscono gli uffici turistici che forniscono informazioni ai visitatori.
  • Organizzazione di eventi: molte organizzano tour guidati, escursioni e gite per far scoprire il territorio ai turisti.

Volontari e comunità: il cuore delle Pro Loco

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Cuore pulsante delle Pro Loco è il volontariato. Sono oltre 527mila i volontari attivi nella rete UNPLI, molti dei quali giovani: secondo il Censis, il 66% degli under 34 ha partecipato di recente a un evento Pro Loco e il 15,2% ha già fatto esperienza diretta come volontario.

Il coinvolgimento attivo della comunità è una delle chiavi del successo di queste realtà: nei piccoli comuni, le Pro Loco diventano spesso il braccio operativo delle amministrazioni, facilitando la realizzazione di eventi e progetti che altrimenti resterebbero solo sulla carta.

Tanto impegno, però, non è privo di ostacoli. Tra le difficoltà principali segnalate dalle Pro Loco ci sono la scarsità di fondi (59,3%), le complessità burocratiche (49,9%) e la difficoltà nel reperire nuovi volontari (32,4%). A tutto questo si aggiungono le sfide della comunicazione digitale, che per molte associazioni restano ancora un terreno da esplorare con maggiori competenze.

Il valore di una rete radicata nei territori

Come ha sottolineato Antonino La Spina, presidente nazionale UNPLI, “le Pro Loco promuovono la destagionalizzazione e muovono l’economia locale con attività che durano tutto l’anno”. A testimoniarlo è anche Pietro Segalini, presidente UNPLI Lombardia, che parla di un’attività “quotidiana, diffusa, capace di custodire tradizioni e generare turismo lento e consapevole”.

Il rapporto Censis sottolinea il ruolo strategico delle Pro Loco nel contrasto allo spopolamento, nella promozione della cultura locale e nel mantenere vive le piccole comunità. “Sono sentinelle delle nostre tradizioni”, le ha definite il senatore Antonio De Poli, promotore dell’evento al Senato e sostenitore del disegno di legge in discussione per il riconoscimento del ruolo delle Pro Loco.

Un patrimonio collettivo

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Il rapporto si chiude con una riflessione importante: le Pro Loco sono un patrimonio collettivo, un esempio concreto di sussidiarietà, come ha ricordato Lucia Albano, sottosegretaria all’Economia, “capaci di valorizzare le ricchezze locali e generare sviluppo sostenibile”.

Nel dibattito politico e istituzionale si torna finalmente a parlare di loro. Ma fuori dai palazzi, nelle piazze, nei borghi, nei piccoli comuni italiani, le Pro Loco non hanno mai smesso di esserci. E forse è proprio questo il loro segreto: non servono solo per organizzare le sagre, servono a tenere vive le comunità.

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici