A “SpumantItalia” in vetrina tutto il mondo delle bollicine made in Italy

Prossimo appuntamento nel gennaio 2021 per la terza edizione che vedrà l’apertura alla spumantistica internazionale con la presenza di aziende francesi e spagnole

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 11/02/2020

Molti anni fa in Germania fu dato alle stampe un libro sui migliori spumanti italiani.

Si intitolava “Il Prosecco e gli altri”, questo perché all’estero cominciava a svettare  solo il travolgente successo del prosecco mentre “gli altri” erano quasi inesistenti. Oggi le «Colline del Prosecco» di Conegliano e Valdobbiadene  hanno conquistato il titolo di «Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco», inoltre assistiamo  al record storico sui mercati mondiali del prosecco, per un valore complessivo di oltre 500 milioni nel 2019, ma…….il “prosecco” non è più solo soletto.

La vera novità di questi ultimi anni è rappresentata dal fatto che le bollicine si sono estese in tutta italia tanto che alla seconda edizione di Festival Spumantitalia svoltosi recentemente a Pescara  erano presenti ben otto Consorzi italiani che, più o meno, producono bollicine: Consorzio dei vini d’Abruzzo, Prosecco DOC, Garda DOC, Asti e D’Acqui DOCG, Lambrusco DOC, Consorzio vini del Sannio, Consorzio Durello Monte Lessini.

Tutto ciò ha trasformato Spumantitalia, che si  è concluso con successo nei giorni scorsi a Pescara, in una sorta di  Stati generali delle bollicine.

Ma veniamo alla cronaca pescarese.

La kermesse di Pescara, unico evento italiano con ben 12 masterclass consecutive programmate in tre giorni di manifestazione, ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti che hanno avuto la possibilità di approfondire il mondo degli spumanti Made in Italy grazie al ricco calendario di masterclass e talk show che hanno animato il Festival.

Produttori d’eccellenza e personaggi illustri del panorama spumantistico italiano hanno coinvolto il pubblico con i loro Spumanti, il racconto di territori, esperienze e progetti. Un appassionante viaggio nell’Italia delle bollicine, con la regia di Andrea Zanfi, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo Emanuele Imprudente, del Presidente del Consorzio Tutela dei Vini D’Abruzzo Valentino Di CampliVincenzo Russo, Professore dell’Università IULM di Milano e dell’ Università La Sapienza di Roma, il Presidente, Stefano Zanette e il Direttore, Luca Giavi, del Consorzio Prosecco DOC, Stefano Ricagno, Vice Presidente del Consorzio D’Asti, il Direttore del Consorzio Oltrepò Pavese Carlo Veronese, il Direttore del Consorzio del Durello Aldo Lorenzoni. Nella foto di copertina Andrea Zanfi,  Giampietro Comolli e Lamberto Vallarino Gancia.

Il Consorzio per la Tutela Vini d’Abruzzo al  Festival Spumantitalia

Andrea Zanfi e Valentino Di Campli

Motore organizzativo della kermesse, insieme a Bubble’s Italia, il Consorzio per la Tutela Vini d’Abruzzo guidato da Valentino Di Campli. «L’Abruzzo ha al suo interno una diversità produttiva importante, che già da circa 15 anni, ha spinto tanti produttori a investire nella produzione delle bollicine» ha affermato il presidente.

«Come Consorzio siamo impegnati su due fronti: la revisione dei disciplinari così da renderli più adeguati a rappresentare la spumantizzazione abruzzese, e sul versante della ricerca di un marchio collettivo che identifichi in maniera univoca il prodotto spumante», ha concluso Di Campli.

Presentato il progetto Vin.co. per valorizzare gli spumanti abruzzesi

Spumanti Vin.Co in provincia di Chieti

Durante il festival è stato presentato un progetto di filiera formata da tredici cantine cooperative abruzzesi della provincia di Chieti, per valorizzare le bollicine autoctone d’Abruzzo.

La produzione annua globale delle cantine associate a VIN.CO è pari a circa 1,6 milioni di ettolitri di vino e rappresenta circa il 50% della produzione regionale, che si attesta su circa 3,5 milioni di ettolitri di vino. Se, invece, si fa riferimento alla produzione di vini a bacca bianca a base spumante delle cantine associate a VIN.CO, questa è pari circa a 830.000 ettolitri di vino, ovvero circa il 60% della produzione regionale che conta 1,4 milioni di ettolitri di vino, ad oggi interamente commercializzato fuori Abruzzo.

Il commento di Giampietro Comolli, direttore di Bubble’s magazine

A Giampietro Comolli, coregista della manifestazione insieme a Zanfi e direttore di Bubble’s magazine, Informacibo ha chiesto di commentare la tre giorni di Pescara.

“In 170-180 anni la spumantistica italiana ha fatto cambiamenti, strategie, evoluzioni e scelte che sono sicuramente alla base di una solida produzione nazionale e che garantisce un futuro a condizioni molto chiare, ha detto Comolli, che ha aggiunto: è nota la ciclicità dei consumi e delle scelte di mercato nel vino. Nel 1850-1910 alcuni brillanti imprenditori, da Gancia a Vistarino, a Carpenè hanno iniziato la produzione di metodo tradizionale, poi sono diventati leader del metodo italiano creando un modello industriale durato fino agli anni 1960-1980. Poi la Franciacorta e il Trento hanno risvegliato la antica storia etrusco-romana dei vini frizzanti-spumanti puntando sul metodo tradizionale. Poi è nato il Forum spumanti di Valdobbiadene (come evoluzione del sopito Istituto e della Mostra chiusa) per lanciare nel 2004 la sfida della piramide del Prosecco, del nuovo Prosecco che ha portato l’Italia ad essere leader mondiale, facendo una grande chiarezza sul metodo italiano e aprendo le frontiere per tutte le bollicine italiane chi poco e chi tanto. Ma soprattutto il successo planetario dell’Universo Prosecco ha svegliato passioni, ricerche e accreditato imprenditori che hanno prodotto (nel 2019 sono state oltre 150 le nuove etichette del centro-sud Italia) nuovi vini spumeggianti, ottimi, tutti di alto livello dalle Terre Terramane, all’Abruzzo, alla Sicilia, a Pantelleria, in Puglia, a Matera, a Marino, a Viterbo. Questa è la importante realtà e espressione di una “innata e già matura” eccelsa qualità che non ha bisogno di essere valutata, ma solo spiegata, descritta, notata, conosciuta diffusa!”

“Credo che la manifestazione di Pescara –ha precisato inoltre Comolli- debba lanciare una nuovo identità comune, ma non marchio, deve aggregare come sistema, come universo una piccola e grande spumantistica italiana: varietà di vitigno, patrimonio delle biodiversità.  Nessun marchio unico: anzi ancor più differenza e diversità ma da condividere in un programma unitario, una egida, un imprinting nazionale verso l’alto profilo come può essere il singolo sforzo imprenditoriale, la singola identità produttiva-territoriale….ma tutta del made in Italy. Questo è il futuro per differenziarsi da altri paesi e mantenere la leadership perché il vino spumante, come hanno affermato a Pescara Attilio Scienza e Donato Lanati, ha potenzialità ampelografiche, botaniche, agronomiche per adattarsi meglio ai cambi climatici, alle revisioni DO in base ai cambi climatici. Questo è il vero obiettivo del futuro prossimo”.

Il professore Attilio Scienza dalla Donne del Vino d’Abruzzo
La premiazione di Mattia Vezzola enologo bresciano del Fraciacorta

Appuntamento al prossimo gennaio 2021 per la terza edizione che vedrà la manifestazione, aperta alla spumantistica internazionale con la presenza di aziende francesi e spagnole.

Insieme a SpumantItalia anche il Campionato italiano del Salame

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