A Torino il festival del giornalismo celebra il grande mondo del cibo - InformaCibo

A Torino il festival del giornalismo celebra il grande mondo del cibo

Le parole del direttore Massimiliano Borgia e della Sindaca Chiara Appendino. La prima ricerca sulla presenza dei temi alimentari nei media italiani a cura de L’Eco della Stampa

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 21/02/2020

E’ in corso a Torino il Festival del Giornalismo Alimentare, in programma al Centro Congressi del Lingotto di Torino fino a sabato con 175 relatori. Ad aprire i lavori il direttore Massimiliano Borgia che ha sottolineato la scelta “greeen e sostenibile” della quinta edizione del Festival,  “parte da oggi –ha detto Borgia– una petizione per rendere obbligatoria nei ristoranti la food bag, una scatola da consegnare ai clienti per portare a casa il cibo avanzato”. Durante il festival ne viene consegnata una a tutti i partecipanti dove c’è un decalogo dei buoni comportamenti per conservare il cibo.

La Sindaco di Torino Chiara Appendino porta il saluto al festival del giornalismo alimentare

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, ha sottolineato le tre sfide che abbiamo davanti a noi: “La prima sfida  è quella dell’accesso al cibo che oggi non è adeguato, né dal punto di vista quantitativo né qualitativo per molte famiglia“. C’è poi “la sfida della sostenibilità che impone di ripensare i modelli di produzione e consumo”. La terza infine è “la sfida dell’informazione che deve andare oltre gli show del cibo perché per ogni chef che cucina in Tv, che ringrazio perché è ambasciatore del cibo, ci sono milioni di persone che attraverso il cibo sono legate alla nostra vita e al nostro futuro. Per questo serve un’informazione onesta, critica e puntuale“. Al termine dell’intervento moltissimi, compreso chi scrive, si sono complimentati con la Sindaca.

Un festival che celebra il cibo non poteva non parlare di come i media parlano e scrivono di cibo.

La prima ricerca sulla presenza dei temi alimentari nei media italiani a cura  de L’Eco della Stampa

E’ stato  Alessandro Cederle, direttore de L’Eco della Stampa, leader italiano nella media intelligence e tra i più importanti operatori europei nel settore del media monitoring, ad intervenire  in un panel che aveva per titolo «Il cibo nei media italiani. Primo rapporto sull’informazione alimentare nei giornali, nel web e nella tv». Ne ha parlato insieme a  Guia Beatrice Pirotti, SDA Bocconi Associate Professor of Practice di Strategia e Imprenditorialità, che della ricerca ha curato l’analisi e l’interpretazione dei dati. A moderare il panel Tarcisio Mazzeo, Caporedattore TGR Rai Piemonte

Si parla più di cibo che di politica. E lo chef più citato è Gordon Ramsay

Nel corso del 2019, stampa, web, tv e radio italiani si sono occupati 1.373.312 volte dello stesso argomento: il cibo 2019 (web: 729.357; stampa: 524.488; radio: 88.555; tv: 30.912). Questo vuol dire che si è parlato  più di cibo che di politica.

Lo chef più citato è stato Gordon Ramsay, seguono Alessandro Borghese e Joe Bastianich.

Nel 2019 il cibo ha rappresentato il 13,5% dell’informazione legata al tema del Made in Italy, che ha prodotto in totale quasi 300mila pubblicazioni.

Nell’ambito del dibattito, oltre 200mila pubblicazioni riguardano le denominazioni di origine: in testa le DOC (oltre 90mila), cui seguono DOP (oltre 62mila), IGP (oltre 36mila) e DOCG (oltre 27mila).

Il Festival, che si occupa anche e soprattutto di informazione legata al binomio alimentazione – salute. Analizzando le pubblicazioni relative alle patologie citate più volte in relazione all’alimentazione, sono state quasi 94mila quelle che coniugavano il cibo con “diabete”, “tumore” e “obesità”. Il report ha messo in luce anche quale tipologia di cibi sia stata associata in modo più ricorrente alle stesse patologie (frutta e verdura, carne, latticini e pesce). Sottolineate anche le scelte della stampa sul packaging, nutrizione e mostre.

Infine, il Festival è strettamente impegnato sui grandi temi di attualità che riguardano contenuti alimentari. Nel corso del 2019, complice una generale crescente sensibilità verso i temi della sostenibilità, il tema dello spreco alimentare ha iniziato a farsi spazio tra i contenuti. Appena un paio di settimane fa, presentando la V edizione, gli organizzatori del Festival hanno lanciato una petizione su Change.Org per rendere obbligatorio l’uso della “Food Bag”, (leggere su Informacibo)  la scatola che ogni ristoratore dovrebbe consegnare ai clienti per portare a casa il cibo pagato e non consumato. Un tema non ancora così sentito: di “doggy bag” si è parlato 321 volte in Italia, a fronte di oltre 1000 nel mondo.

Il tema dello spreco alimentare

L’alto aspetto messo sotto i riflettori dal rapporto è il turismo legato al cibo. Un grafico mostra il legame tra Food e Turismo, “quando se ne è parlato in ogni regione”.

Il dato conferma l‘alto budget turistico riservato dagli italiani alla tavola come messo in rilievo dal  Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2020, curato da Roberta Garibaldi con la World Food Travel Association.

Roberta Garibaldi con Marco Do, direttore comunicazione Guida Michelin, al festival di Torino

Roberta Garibaldi, autore del rapporto, a Informacibo, a proposito della rilevanza del fenomeno del turismo enogastronomico, ha detto che “si tratta di un dato importante, che certifica la crescente rilevanza di questo segmento turistico tra i viaggiatori del Belpaese e che deve diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane”.

Il commento di Alessandro Cederle, Direttore de L’Eco della Stampa

Il direttore de L’Eco della Stampa,Alessandro Cederle

“Di cibo sui media si parla tantissimo, una vera e propria bulimia informativa che caratterizza la stampa come il web, la radio e la tv. I dati emersi da altre nostre ricerche, confrontate con questo nuovo report, ci dicono che si parla molto più di cibo che di politica, anche considerando un periodo come quello delle elezioni europee tenutesi nel 2019. Molto spazio viene dedicato al tema della sicurezza e delle malattie legate al cibo o che l’alimentazione può risolvere. Va registrato, però, -ha detto Alessandro Cederle- che al grande attivismo dei media del nord fa riscontro la poca attenzione del centro Italia. Così come temi quali l’alimentazione vegana e vegetariana, largamente diffuse tra la popolazione, vengono sottaciuti a favore della dieta mediterranea. Una conversazione a cavallo tra “info” e “tainment”, un equilibrio difficile su un tema così ricco di aspetti sociali, culturali e anche etici.”

Il commento di Guia Beatrice Pirotti

I dati del primo Report su cibo e media sono stati così commentati da Guia Beatrice Pirotti, docente SDA Bocconi e coordinatore del Master of Management in Food & Beverage “Un primo aspetto socialmente interessante è che il cibo si vive, diventa esperienza, fa parte della vita di tutti i giorni, non più come consumo semplicemente funzionale – il doversi nutrire – ma anche e soprattutto come bene esperienziale, in grado di aggregare le persone. E si ha una compartecipazione sempre più vissuta tra utente finale e aziende, fino alla co-creazione di cibi e bevande. Il consumatore vuole dire la sua, non sta più solo a guardare cosa fanno le aziende del food&beverage. Sempre di più vuole esprimere un parere, essere coinvolto già nella fase di ideazione del prodotto. Diventa consum-attore e le aziende utilizzano i social o le community online per promuovere nuove idee e nuovi prodotti ascoltando quello che il consumatore dice”.

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