Candele accese e ghiaccio per proteggere i meleti in Alto Adige

Anche durante l'emergenza Coronavirus, gli agricoltori altoatesini portano avanti un lavoro scenografico, faticoso ma necessario per non compromettere il raccolto delle famose mele Marlene del Consorzio VOG. Le immagini

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 03/04/2020

Come proteggere le famose mele Marlene dalle gelate improvvise di primavera? Con candele e ghiaccio. Una distesa di luci posizionate una vicina all’altra che illuminano i campi in modo suggestivo. O interi campi di fiori congelati, che regalano scenari fiabeschi e surreali per chilometri. Sono due immagini caratteristiche e suggestive che si possono osservare nelle primavere in Alto Adige – Südtirol, spesso immortalate su siti o social network.

Le candele accese servono a proteggere i meleti da gelate improvvise. Un lavoro faticoso, ancora più complicato quest’anno a causa del Coronavirus
Meleti congelati. Sapete perchè? Perchè il ghiaccio li protegge

Filari di fuoco e ghiaccio

Se si potesse viaggiare, lo scenario delle candele accese tra i filari degli alberi da frutto varrebbero un viaggio. O i fiori improgionati da scudi di ghiaccio trasparente. Quest’anno questi scenari incredibili si potranno ammirare solo a distanza, ma vanno avanti, perchè il fuoco delle candele e il ghiaccio attorno ai fiori sono due tecniche per proteggere i teneri germogli dei meleti da freddo improvviso e gelate, caratteristiche tipiche delle primavere capricciose.

Con Informacibo vi portiamo  tra i meleti disposti lungo pendii e colline di questa regione dove i frutticoltori del consorzio VOG ricorrono a sistemi antibrina per scaldare le piante in fiore e proteggerle dal gelo di queste notti. Immagini affascinanti  dietro le quali si nasconde una macchina organizzativa di grande precisione e, soprattutto, una passione inesauribile, quella di tanti agricoltori che intendono preservare la natura e il loro prezioso lavoro.

“In questo periodo dell’anno le notti con temperature sotto lo zero possono provocare danni importanti ai nostri meleti” spiega Walter Pardatscher, direttore generale del Consorzio VOG. “Le gelate primaverili potrebbero distruggere le delicate gemme dei meleti e compromettere parte della produzione sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo”.

Come proteggere i meleti dell’Alto Adige: le strategie del consorzio VOG

Se questo non succede è perché quando arrivano le ore notturne, e con esse il rischio delle gelate, una specifica App dà l’allarme a tutti gli agricoltori del Consorzio che si attivano immediatamente. 

irrigazione antibrina
Con l’irrigazione antibrina il ghiaccio “protegge” dal gelo

Irrigazione antibrina

“Il sistema che ci permette di proteggere maggiormente i meleti è quello che utilizza l’irrigazione antibrina continua il direttore generale “L’acqua, infatti, passando dallo stato liquido a quello solido crea energia che a sua volta genera calore: lo strato di ghiaccio che si forma intorno al fiore lo protegge perché al suo interno la temperatura non scende mai sotto lo zero e la gemma riesce in questo modo a sopravvivere. “I frutticoltori, una volta avvertiti del pericolo, si confrontano fra di loro (virtualmente, ormai) e sulla base dell’esperienza, decidono se e quando è il momento più adatto per attivare questi impianti. Umidità dell’aria, vento e altri parametri sono fattori determinanti. Se azionati nel momento sbagliato, infatti, gli impianti antibrina possono persino creare dei danni” 

Le speciali candele sono posizionate tra i filari e devono rimanere accese tutta la notte

Meleti “a lume di candela”

E i fuochi delle candele? “Entrano in azione là dove non è possibile utilizzare gli impianti a irrigazione, ad esempio nelle zone dove non c’è abbastanza acqua per irrigare. È un sistema molto costoso e anche suggestivo: le speciali candele sono posizionate tra i filari e devono rimanere accese tutta la notte. Un lavoro faticoso, ancor di più in un periodo come quello attuale nel quale gli agricoltori devono anche rispettare le prescrizioni dovute all’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19, ma necessario per non compromettere il raccolto delle famose mele Marlene del Consorzio VOG. 

 “La passione dei nostri agricoltori unita all’organizzazione e alla cura di tutti i dettagli, ci consentono di affrontare questa delicata fase dell’anno con grande attenzione e cura”, conclude Walter Pardatscher.

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