Coldiretti, scomparsi da tavola tre frutti su quattro - InformaCibo

Coldiretti, scomparsi da tavola tre frutti su quattro

Nel secolo scorso si contavano ottomila varietà, oggi circa 2mila

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 06/06/2019

Un pericolo per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare”: sono scomparse dalla tavola italiana tre varietà di frutta su quattro nell’ultimo secolo, ma la perdita di biodiversità riguarda l’intero sistema agricolo e di allevamento con il rischio di estinzione che si estende dalle piante coltivate agli animali allevati.

A sostenerlo è una nota della Coldiretti, diretta da Ettore Prandini.

Sono a rischio i semi antichi della tradizione italiana

“In Italia nel secolo scorso – spiega l’organizzazione agricola – si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta“. Coldiretti afferma inoltre che “l’omologazione e la standardizzazione delle produzioni a livello internazionale mettono a rischio anche gli antichi semi della tradizione italiana sapientemente custoditi per anni da generazioni di agricoltori“.

Attacco alla sovranità alimentare

“Un pericolo – continia l’organizzazione agricola diretta da – per i produttori ed i consumatori per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del made in Italy, ma anche un attacco alla sovranità alimentare e alla biodiversità”. “Proprio per questo l’agricoltura italiana – conclude Coldiretti – ha invertito la rotta negli ultimi anni rendendo il nostro il Paese più green d’Europa e l’unico al mondo con 5155 prodotti alimentari tradizionali censiti, 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg. L’Italia è anche leader in Europa con quasi 60 mila aziende agricole biologiche e ha scelto di vietare le coltivazioni Ogm a tutela della biodiversità”. A tutto discapito delle multinazionali delle monocolture.

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