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Crisi del comparto vitivinicolo, la proposta di De Meo all’UE

L’Europarlamentare Salvatore De Meo firma una proposta all’UE per adottare misure speciali per il settore vitivinicolo duramente colpito dalla crisi economica a causa di Covid-19

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 16/04/2020

Con bar, ristoranti ed enoteche chiusi a soffrire maggiormente sono i produttori di vino. Una situazione di difficoltà a cui si aggiungono ritardi e disdette di ordini dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

Con questa riflessione la filiera del vino ha chiesto, nei giorni scorsi,  alla ministra alle politiche agricole, Teresa Bellanova, un confronto urgente (leggere Informacibo), ora dal governo italiano l’allarme è arrivato in Europa con “Un invito ad agire immediatamente”, come recita la lettera che l’eurodeputato di Forza Italia – PPE, Salvatore De Meo ha firmato insieme ad altri colleghi di diverse nazioni ed inviato al Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski.

 Sostegno e rilancio del settore vitivinicolo che sta vivendo la peggiore crisi economica degli ultimi decenni

In generale il comparto agroalimentare a causa della pandemia di Covid-19 – dichiarano i parlamentari europei nella missiva – è stato messo a dura prova, ed in particolare il settore vitivinicolo sta vivendo la peggiore crisi economica degli ultimi decenni. La chiusura del settore HoReCa, le contrazioni delle esportazioni, il blocco del turismo enogastronomico hanno causato un vero e proprio crollo dei consumi e delle vendite.  La situazione è molto delicata e molte aziende rischiano il fallimento”.

Salvatore De Meo (foto Massimiliano Ronzoni)

Un appello fortemente voluto dall’Onorevole De Meo, componente della Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale: «abbiamo chiesto al Commissario europeo – precisa l’eurodeputato – di assumere e attuare quanto prima misure eccezionali nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato al fine di impedire al settore di raggiungere un punto di non ritorno per molti produttori e di considerare che, in molte zone rurali europee, non esistono alternative alla viticoltura, che non solo rappresenta unica fonte di occupazione ma è parte integrante del nostro patrimonio culturale dell’UE».

Nella richiesta formulata si sottolinea la necessità di istituire un fondo di compensazione a livello dell’UE al fine di garantire la redditività economica del settore e di prevedere una modifica legislativa per promuovere e permettere la conversione parziale della produzione al fine di introdurre una pratica di distillazione “di crisi” per tutte le categorie di vini su base volontaria, soddisfacendo così la crescente domanda di alcol orientata alla produzione di disinfettanti. In questo modo il settore vitivinicolo parteciperebbe alle misure sanitarie protettive istituite dagli Stati membri per combattere questa pandemia contribuendo nel contempo a un equilibrio del mercato.

«Tra le misure straordinarie – spiega De Meo – bisogna incrementare le azioni mirate alla promozione che considero fondamentali per la ripresa economica del settore. Faccio riferimento soprattutto ad una misura di legislazione recentemente adottata dalla Commissione europea diretta a rendere più flessibili le campagne promozionali a seguito delle contromisure statunitensi».

La filiera del vino chiede alla ministra Bellanova un confronto urgente

Confagricoltura, CIA, Alleanza delle Cooperative Italiane, Copagri, Unione Italiana Vini, Federvini, Federdoc e Assoenologi propongono quattro azioni. Uso dell’alcol di emergenza, distillazione controllata, vendemmia verde e ammasso privato.

La filiera del vino chiede alla Ministra Bellanova un confronto urgente

 

 

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