Etichette a “semaforo”? buone per la Nestlè, l' Italia contraria - InformaCibo

Etichette a “semaforo”? buone per la Nestlè, l’ Italia contraria

Scordamaglia di Filiera Italia “questo sistema fa il gioco di poche multinazionali che vogliono andare verso un'alimentazione omologata”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 30/06/2019

La Nestlè ha deciso: entro il 2019 tutti i prodotti venduti in Europa dal gigante alimentare svizzero avranno l’etichettatura a semaforoNutriscore“. Alla base della decisione di Nestlè la crescente necessità degli europei di conoscere il contenuto dei cibi che acquistano. Ma è davvero così?

L’Italia contraria: «inganna i consumatori»

L’Italia non ci sta e, dopo una prima bocciatura nel 2016 dell’ Europarlamento, e dopo che a fine 2018 l’Italia era riuscita a sventare il tentativo dell’Onu di promuovere bollini allarmistici che avrebbero colpito le tipicità Made in Italy, ora tutto l’agroalimentare made in Italy ritorna compatta ad affermare che la contestata etichetta «inganna i consumatori».

Secondo la Coldiretti la «decisione è intempestiva e sbagliata, sono etichette ingannevoli che, con la semplificazione, rischiano di sostenere modelli pericolosi per la salute e per il sistema produttivo di qualità del Made in Italy e di promuovere cibi spazzatura».

Dello stesso parere Luigi Scordamaglia, di Filiera Italia, l’associazione dell’industria agri-food italiana, che denuncia che si tratta di “un sistema che fa il gioco di poche multinazionali che decidono di adottarlo per andare sempre più verso l’omologazione dell’alimentazione, ponendo a serio rischio la dieta mediterranea, modello che ha reso la popolazione italiana la più longeva al mondo (insieme ai giapponesi). Un sistema che va contro una dieta sana ed equilibrata», anche perché, sostiene a sua volta Federalimentare «è fuorviante classificare gli alimenti, una buona dieta si ottiene attraverso un’a l i m e nta z io n e varia e bilanciata».

Per Cia-Agricoltori Italiani, “il semaforo concorre a confondere i consumatori, dando un giudizio semplicistico e distorto sul singolo alimento“. Netta, infine, la bocciatura anche del Codacons,sembra uno scherzo dove alcuni prodotti fanno male a prescindere, senza tenere conto delle quantità consumate“.

La storia dell’etichetta e la posizione del Ceo Nestlé Europa Marco Settembri

Sviluppato in Francia il sistema si basa su cinque lettere (A, B, C, D e E) e un codice di 5 colori dal verde al rosso, a seconda della qualità nutrizionale del cibo. Una sorta di bussola per orientare gli acquisti nel carrello della spesa, a seconda del loro contenuto di ingredienti ‘buoni’ (fibre, frutta) o ‘cattivi’ (grassi, zuccheri). Si comincerà da Francia, Belgio e Svizzera, dove le autorità sanitarie già raccomandano il bollino che classifica gli alimenti, fa sapere Nestlè, motivando questa scelta con il fatto che gli europei vogliono sempre di più sapere cosa c’è negli alimenti e nelle bevande che consumano.

“Noi vogliamo fornire loro queste informazioni rapidamente e facilmente”, ha detto il Ceo Nestlé Europa Marco Settembri, annunciando il via libera di un sistema a cui l’Europa guarda da tempo. Se nel 2014 il Regno Unito adotta il ‘semaforo’, tra le proteste soprattutto italiane, i Paesi del nord introducono un’etichetta con il solo colore verde, mentre Francia e Belgio raccomandano l’utilizzo del nutriscore, con la Spagna che potrebbe farlo presto.

Una situazione ingarbugliata sulla quale la Commissione europea dovrebbe pubblicare entro la fine dell’anno un rapporto per fare il punto sulle etichette nutrizionali semplificate.

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