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Onu: nessuna lista nera per le eccellenze italiane

Il documento finale “High Level Meeting” delle Nazioni Unite cancella la proposta di “etichette” a semaforo e tasse per prodotti contenenti sale, zucchero o grassi

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 28/09/2018

“All’Onu vincono le eccellenze italiane, nessuna lista nera”. Dopo mesi vissuti in trincea, l’industria italiana del cibo può finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Olio d’oliva, Parmigiano Reggiano, prosciutto e tanti altri nostri prodotti non saranno tassati, né tantomeno equiparati a sostanze “dannose” per la salute.

A certificarlo è stato il documento finale “High Level Meeting” delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili, che ha di fatto cancellato ogni richiamo a strumenti “dissuasivi” come etichettatura a semaforo per scoraggiare i consumi e tasse per prodotti contenenti sale, zucchero o grassi.

Onu, burocrati nel mirino

Strumenti che avrebbero danneggiato moltissimo le esportazioni italiane. Un prodotto su 3, secondo le stime di Coldiretti. “Contrariamente alla bozza iniziale, non si menzionano strumenti dissuasivi, mentre rimane il giustificato richiamo ad uno stile di vita adeguato e ad un equilibrio nutrizionale corretto”, conferma Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare. E’ stata vinta una battaglia, la guerra non ancora. L’accusa: “Colpisce la malafede di qualche solerte funzionario di questi organismi internazionali – afferma Scordamaglia – che, prima della decisione dei capi di stato e di governo, ha pensato bene di pubblicare con tanto di loghi Onu ed Oms brochure e leaflet riportanti proprio quegli strumenti di cui oggi non si fa menzione”. “Sembrerebbe – conclude – che alcuni burocrati di queste organizzazioni non accettino che siano i Paesi e i rispettivi governi democraticamente eletti a decidere su argomenti così rilevanti”.

“Pericolo scongiurato”

“E’ stato scongiurato un pericolo rilevante per il Made in Italy agroalimentare che nel 2018 ha messo a segno un nuovo record delle esportazioni con un +3% nei primi 6 mesi dopo il valore di 41 miliardi del 2017”. Anche Coldiretti è evidentemente soddisfatta per la decisione finale dell’Onu, dopo essere stata tutti questi mesi in prima linea per evitare che venissero promossi in tutto il mondo sistemi di informazione visiva come quello adottato in Cile. Un paese, ricorda l’associazione, “dove si è già iniziato a marchiare con il bollino nero, sconsigliandone di fatto l’acquisto, prodotti come il Parmigiano, il Gorgonzola, il prosciutto e, addirittura, gli gnocchi”. O come il caso delle etichette a semaforo adottate in Gran Bretagna che “finiscono per escludere nella dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta”.

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L'Autore

giornalista Osservaitalia