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Feed From Food, la startup che trasforma lo spreco alimentare in risorsa

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 20/04/2021

Ogni anno in Italia si sprecano 5,1 tonnellate di cibo ancora edibile: significa che buttiamo in pattumiera avanzi che potrebbero invece essere valorizzati in altri circuiti virtuosi, dando loro una seconda vita.

Nell’ultimo periodo si è fortunatamente acceso un riflettore sulla questione dello spreco alimentare: a livello individuale, si moltiplicano i decaloghi antispreco per introdurre nuove abitudini di consumo che evitino l’accumulo di cibo in più rispetto a quello necessario, riciclando il più possibile con ricette ad hoc, delle quali la cucina italiana abbonda.

Ma è sulle grandi quantità che si sta giocando la partita principale.

Le aziende e lo spreco alimentare

Sono sempre di più le grandi aziende e le startup che si occupano del problema di come ridurre lo spreco alimentare: un esempio è Too Good To Go, app nata in Danimarca nel 2015 e ora diffusa in tutta Italia, che aiuta ristoranti, supermercati e negozi a vendere i prodotti avanzati ma ancora commestibili a un prezzo ridotto, per evitare di buttare via cibo ancora buono.

Poi c’è Feed From Food, startup con il sostegno dell’Università degli Studi di Milano che grazie a una tecnologia innovativa permette di recuperare eccedenze e sprechi alimentari trasformandoli in mangimi per animali ed evitando che debbano essere smaltiti come rifiuti. I vantaggi sono notevoli: si risparmia economicamente, perché smaltire gli sprechi alimentari costa più che riciclarli, si ha un impatto positivo sull’ambiente e sul territorio e si evita di creare rifiuti.

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Il caso Elior

Se ne è accorta anche un’azienda come Elior, gruppo multinazionale di ristorazione collettiva che serve cinque milioni di pasti al giorno nel mondo e che da sempre pone grande attenzione alla sostenibilità ambientale.

L’azienda ha avviato un test pilota con Feed From Food nel proprio centro cottura Meridia, a Novate Milanese, dal quale ogni giorno escono 2.500 pasti.

Il risultato?

Grazie alla tecnologia fornita, ogni giorno ogni singolo piatto con le eccedenze non consumate dai refettori aziendali e aziendali viene pesato e registrato all’interno della piattaforma Feelera, quindi introdotto nella macchina Feed From Food e trasformato in farina da destinare alla vicina Oasi felina Nidia. Il prodotto in uscita è sempre pesato e identificato con il lotto corrispondente alla giornata di lavorazione, così tutto il processo è sotto controllo.

Tradotto in termini economici, il risparmio è evidente: valorizzare 100 kg di eccedenze alimentari con la tecnologia Feed From Food costa circa 14,40 euro: smaltire la stessa quantità di rifiuti costerebbe invece 28 euro, il doppio.

Insomma, meno si spreca e più ci si guadagna da ogni punto di vista.

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici