Fettuccine Alfredo, la vera storia di un piatto entrato nel mito

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 25/01/2019

Inventate da Alfredo Di Lelio, le celebri fettuccine Alfredo sono nate da un grande gesto d’amore e hanno conquistato Hollywood. Un piatto mitico che, a più di cent’anni dall’ideazione, continua a ingolosire tutti. Il 7 febbraio è il Fettuccine Alfredo day e in occasione di questa ricorrenza vogliamo raccontare la vera storia di questa celebre ricetta, nata come ricostituente naturale per la moglie di Alfredo, che aveva appena partorito. E tutto l’amore che c’è in questo piatto deve essere stato percepito anche dai divi americani del cinema muto Douglas Fairbanks e Mary Pickford.

Durante la loro luna di miele a Roma hanno gustato i piatti di Alfredo Di Lelio e per omaggiarlo, anche per la sua calorosa accoglienza, gli donarono due posate d’oro: una forchetta e un cucchiaio in oro massiccio con incisa la dedica “To Alfredo the King of the noodles”. Oggetti e parole ancora oggi protagonisti nel ristorante Il Vero Alfredo, dove la nipote Ines porta avanti la grande tradizione familiare.

Ed è proprio attraverso le parole di Ines Di Lelio che ricostruiamo la storia delle fettuccine Alfredo.
Buona lettura e buon appetito!

fettuccine alfredo ricetta originale

La vera storia delle fettuccine Alfredo

Ho il piacere di raccontarvi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (Fettuccine Alfredo).

Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue fettuccine, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è the birthplace of fettuccine all’Alfredo.

Alfredo Di Lelio inventò le sue fettuccine per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle fettuccine fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue fettuccine davanti ai clienti sempre più numerosi.

Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di aprire a Roma il suo ristorante “Alfredo” che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia. Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante Il Vero Alfredo (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30.

fettuccine alfredoCon l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose fettuccine all’Alfredo al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani Douglas Fairbanks e Mary Pickford (in segno di gratitudine per l’ospitalità).

Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e due nun c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.

Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia. E mi piace ricordare che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.