Giro d'Italia 2026: cucina e gastronomia lungo le tappe

Giro d’Italia 2026: un viaggio nella cucina regionale italiana, tappa dopo tappa

La corsa attraversa 10 regioni e altrettante identità gastronomiche. La guida di The Fork ai piatti tipici e ai ristoranti consigliati.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 07/05/2026

Il Giro d’Italia 2026, che da sabato 9 maggio a domenica 31 maggio percorrerà la penisola da Catanzaro a Roma, dopo una grande partenza dalla Bulgaria l’8 maggio, è anche una delle migliori mappe che esistano per capire quanto sia profonda, e quanto sia varia, la gastronomia italiana.

Ventuno tappe, dieci regioni toccate sul territorio nazionale, altrettante culture del cibo. TheFork, la piattaforma europea per la prenotazione online dei ristoranti, ha costruito per l’edizione 2026 una guida che seleziona indirizzi nei pressi di ogni città di partenza e arrivo. Un lavoro utile per gli spettatori sulle strade, per chi segue la corsa in viaggio, per chi semplicemente vuole usare il Giro come pretesto per esplorare il patrimonio culinario del paese.

Tutti i sapori del Sud

Le prime tappe italiane — dopo la breve parentesi estera — si aprono in Calabria, con la frazione Catanzaro–Cosenza (138 km). È qui che la cucina italiana mostra subito la sua faccia più intensa: il peperoncino è un ingrediente strutturale, non un’aggiunta. La ‘nduja, le conserve di stagione, i sapori decisi di una tradizione contadina che non ha mai cercato di ammorbidirsi per piacere a tutti. Nella selezione TheFork: MaTe – Diversamente Tipico a Catanzaro e Victoria a Corigliano Scalo.

La tappa Praia a Mare–Potenza (203 km) sposta il Giro in Basilicata, una delle cucine meno raccontate d’Italia e tra le più autentiche. Il peperone crusco — presidio Slow Food, prodotto di eccellenza della Val d’Agri — è l’ingrediente simbolo: secco, croccante, dolce nonostante l’aspetto, capace di entrare in quasi ogni preparazione. Il baccalà e le paste fresche completano un quadro gastronomico che meriterebbe molta più attenzione editoriale di quanta ne riceve. TheFork indica Divino Maratea e Cantina Ancidda a Potenza come ristoranti da provare in Basilicata.

Con Paestum–Napoli (142 km) si entra in uno dei territori gastronomici più iconici del mondo. La cucina campana — e quella napoletana in particolare — è riconoscimento UNESCO: la pizza napoletana è patrimonio culturale immateriale dell’umanità dal 2017. Ma Napoli è anche la sfogliatella, il ragù domenicale, i friarielli, la frittura di pesce. TheFork consiglia Villa Rita Bistrot a Paestum e Osteria Paladino a Napoli.

Centro: tra mare ed entroterra

La tappa Formia–Blockhaus (244 km) è una delle più lunghe dell’edizione e attraversa due anime gastronomiche che difficilmente si incontrano: il litorale laziale, con la sua cucina di mare, e le alture abruzzesi del Blockhaus, dove la tradizione pastorale mette in tavola arrosticini, pecorino e pasta alla chitarra. Una distanza non solo geografica ma culturale, che la cucina rende tangibile. Attimi e Vistamare sono i due indirizzi segnalati a Formia.

Chieti–Fermo (156 km) porta il Giro nel cuore dell’entroterra adriatico, tra Abruzzo e Marche. Due regioni che condividono un rapporto profondo con la terra: paste artigianali tirate a mano, carni, formaggi di pecora, prodotti che raccontano secoli di economia contadina e pastorale. L’Osteria Mafì a Chieti e la Loggia Al 42 a Fermo sono i riferimenti indicati nella guida.

La tappa laziale con arrivo a Roma — la tappa 18, con 131 km di percorso cittadino — chiude idealmente il cerchio del Centro. La cucina romana è un caso a sé: costruita su ingredienti umili e tecniche popolari, ha prodotto ricette che tutto il mondo riconosce. Carbonara, cacio e pepe, amatriciana, coda alla vaccinara. Osteria San Giorgio e Schietto cucina alla mano sono le due segnalazioni TheFork nella capitale.

Oppure, prova a cucinare una amatriciana a casa gustandoti lo spettacolo della tappa romana in tv! Ecco la ricetta

Pasta all’amatriciana

Piatto primo piatto
Cucina romana
Keyword pasta
Preparazione 10 minuti
Cottura 20 minuti
Tempo totale 28 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • 500 g spaghetti quadrati
  • 200 g guanciale
  • 500 g pomodori pelati
  • 1 goccio vino bianco secco
  • 300 g pecorino romano Dop
  • sale
  • pepe

Istruzioni

  1. Far rosolare il guanciale in in padella e sfumarlo con il vino bianco.

  2. Aggiungere pepe nero e del peperoncino, e cuocere a fuoco basso per alcuni minuti finché il guanciale non risulterà leggermente dorato, facendo molta attenzione che non si rosoli troppo.

  3. Togliere dalla padella i listelli di guanciale, sgocciolarli bene e tenerli da parte possibilmente in caldo.

  4. Unire i pomodori pelati e cuocere a fuoco vivo per circa 15 minuti, poi aggiungere alla salsa i listelli di guanciale precedentemente messi da parte, mescolando di nuovo la salsa.

  5. Scolare la pasta al dente e unirla alla salsa, aggiungere abbondante pecorino e servire.

Assaggi del Nord

La tratta Cervia–Corno alle Scale (184 km) è uno dei salti gastronomici più netti dell’intero percorso: dalla Riviera romagnola — piadina, ragù, passatelli in brodo, squacquerone — all’Appennino bolognese, dove la cucina si fa più rustica e i prodotti del bosco entrano in tavola. TheFork segnala I Vinai a Cervia e l’Antica Locanda la Posta a Gaggio Montano.

Viareggio–Massa (42 km) è la tappa più breve del Giro 2026, ma non per questo meno interessante dal punto di vista gastronomico. La Versilia porta in tavola la tradizione marinara toscana; le Apuane, già a pochi chilometri dall’arrivo, introducono la cucina di montagna dell’entroterra. Puccini 20 a Viareggio e Ristorante da Luca a Massa sono i due indirizzi nella guida.

Con Imperia–Novi Ligure (175 km), il Giro entra in Liguria e poi in Piemonte. Un passaggio che vale doppio sul piano gastronomico: l’olio extravergine taggiasco di Imperia — DOP dal 1997, tra i più apprezzati in Italia — lascia spazio, oltre l’Appennino, alla pasta ripiena piemontese, ai dolci della tradizione alessandrina, a una cultura del cibo più strutturata e legata all’identità padana. Ristorante Sarri a Imperia e Il Borgo a Novi Ligure.

La tappa Alessandria–Verbania (189 km) chiude il piemontese e apre al Verbano: i piatti dell’Alessandrino, robusti e legati alla terra, cedono il passo a una cucina lacustre più leggera, basata sul pesce di lago, la polenta e i formaggi d’alpeggio. Il Piccolo Lago di Verbania — uno dei ristoranti con più storia sul Lago Maggiore — è tra le segnalazioni più significative dell’intera guida.

Aosta–Pila (133 km): la Valle d’Aosta è la regione più piccola d’Italia e quella con la cucina più marcatamente alpina. La Fontina DOP — disciplinare rigoroso, produzione da latte intero di vacche valdostane, affinamento minimo di 80 giorni — è il formaggio simbolo di un territorio dove anche il cibo parla di quota, di clima e di fatica. Grotta del Cervo ad Aosta e Hostellerie de l’Atelier a Cogne i due indirizzi.

I profumi dell’Est

Le ultime tappe prima della volata finale portano il Giro nel Nord-Est, forse l’area gastronomicamente più complessa dell’intero percorso per la varietà delle influenze — alpine, adriatiche, mitteleuropee, slovene.

La tappa Cassano d’Adda–Andalo porta in Trentino, dove TheFork segnala Il Libertino a Trento, premiato ai TheFork Awards 2025 tra le migliori nuove aperture dell’anno. La tappa Fai della Paganella–Pieve di Soligo (168 km) si chiude nell’Alta Marca Trevigiana, territorio del Prosecco Superiore DOCG, con Le Vigne Incantate a Refrontolo.

Feltre–Alleghe (151 km) porta nelle Dolomiti bellunesi: noci, marroni, formaggio Piave, pastin (un impasto di carne speziata tipico del Feltrino), polenta. La tappa Gemona del Friuli–Piancavallo (200 km) chiude il Nord-Est con la cucina friulana: il Pan di Sorc, la pitina (presidio Slow Food), i formaggi di latteria, la polenta che qui diventa quasi un alimento rituale.

Perché il Giro è anche una mappa del cibo italiano

L’abbinamento tra sport e territorio non è nuovo.

Ma il Giro d’Italia ha una caratteristica che lo rende unico nel panorama delle grandi corse a tappe: attraversa una penisola in cui la variabilità gastronomica è estrema anche su distanze brevi. Duecento chilometri possono separare la cucina di pesce tirrenica da quella di montagna appenninica, o la tradizione contadina del Sud da quella pastorale e alpina del Nord.

La guida costruita da TheFork per questa edizione funziona come un primo strato di orientamento: indica dove fermarsi, dove prenotare, dove trovare un tavolo nelle città di tappa. Il lavoro di approfondimento sul patrimonio gastronomico di questi territori è, però, ancora tutto da fare — e il Giro, ogni anno, offre l’occasione per farlo.

I ristoranti consigliati da TheFork per ogni tappa del Giro d’Italia 2026

Una mappa completa degli indirizzi selezionati da TheFork nelle città di partenza e arrivo di ogni tappa italiana. Tutti i ristoranti sono prenotabili direttamente sulla piattaforma. Questo non è un articolo sponsorizzato, ma pensiamo sia utile segnalarvi questi indirizzi. 

Tappa 4 — Catanzaro › Cosenza (138 km) · Calabria

  • MaTe – Diversamente Tipico, Catanzaro
  • Victoria, Corigliano Scalo (CS)

Tappa 5 — Praia a Mare › Potenza (203 km) · Basilicata

  • Divino Maratea, Praia a Mare (CS)
  • Cantina Ancidda, Potenza

Tappa 6 — Paestum › Napoli (142 km) · Campania

  • Villa Rita Bistrot, Paestum (SA)
  • Osteria Paladino, Napoli

Tappa 7 — Formia › Blockhaus (244 km) · Lazio / Abruzzo

  • Attimi, Formia (LT)
  • Vistamare, Formia (LT)

Tappa 8 — Chieti › Fermo (156 km) · Abruzzo / Marche

  • Osteria Mafì, Chieti
  • Loggia Al 42, Fermo

Tappa 9 — Cervia › Corno alle Scale (184 km) · Emilia-Romagna

  • I Vinai, Cervia (RA)
  • Antica Locanda la Posta, Gaggio Montano (BO)

Tappa 10 — Viareggio › Massa (42 km) · Toscana

  • Puccini 20, Viareggio (LU)
  • Ristorante da Luca, Massa (MS)

Tappa 11 — Porcari › Chiavari (195 km) · Toscana / Liguria

  • Le Camelie, Porcari (LU)
  • Monte Rosa, Chiavari (GE)

Tappa 12 — Imperia › Novi Ligure (175 km) · Liguria / Piemonte

  • Ristorante Sarri, Imperia
  • Il Borgo, Novi Ligure (AL)

Tappa 13 — Alessandria › Verbania (189 km) · Piemonte

  • Spinacorona, Alessandria
  • Piccolo Lago, Verbania

Tappa 14 — Aosta › Pila (133 km) · Valle d’Aosta

  • Grotta del Cervo, Aosta
  • Hostellerie de l’Atelier, Cogne (AO)

Tappa 15 — Voghera › Milano (157 km) · Lombardia

  • Rimulas, Voghera (PV)
  • Osteria del Balabiott, Milano

Tappa 16 — Cassano d’Adda › Andalo (202 km) · Lombardia / Trentino

  • Taverna dei Sapori Antichi, Inzago (MI)
  • Il Libertino, Trento (premiato ai TheFork Awards 2025 tra le migliori nuove aperture)

Tappa 17 — Fai della Paganella › Pieve di Soligo (168 km) · Trentino / Veneto

  • Antico Pozzo, Trento
  • Le Vigne Incantate, Refrontolo (TV)

Tappa 18 — Feltre › Alleghe (151 km) · Veneto

  • Osteria da Romolet, Segusino (TV)
  • La Fornela de l’Andrea, Mareson-Pecol (BL)

Tappa 20 — Gemona del Friuli › Piancavallo (200 km) · Friuli-Venezia Giulia

  • Osteria Intant… Bondì, Gemona del Friuli (UD)
  • Osteria alla Frasca da Pier, Pordenone

Tappa 21 — Roma › Roma (131 km) · Lazio

  • Osteria San Giorgio, Roma
  • Schietto cucina alla mano, Roma

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista