Gli home restaurant rispondono a Fipe: valorizziamo il territorio

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/05/2019

In una nota gli Home Restaurant rispondono alla petizione di Fipe:

“Sono perfettamente regolati dal Parere del Ministero dell’interno del 1 febbraio 2019, oltre bollettino a nostro favore antitrust marzo 2017.Fipe confcommercio in questi anni hanno adottato una linea dura contro un settore in crescita e innovativo come quello degli Home Restaurant. Comprendiamo il loro obiettivo che “deve” essere quello di difendere i suoi associati, ma nel perseguire tale fine non può denigrare un settore in forte crescita come quello degli Home Restaurant che si discosta di molto dall’offerta proposta dalla normale ristorazione. È paradossale come in questo paese qualsiasi innovazione venga vista come un male. A differenza di altre aziende del settore, siamo in regola e spingiamo in nostri clienti ad essere in regola con le norme vigenti. Mi sembra ovvio che un settore come quello degli Home Restaurant in palese contrasto con quello della normale ristorazione, non può avere le stesse regole di quest’ultima, ma deve essere posto su un piano diverso in quanto offre un’esperienza calorosa, dove il cliente se proprio vogliamo chiamarlo così anche se deve essere definito ospite, si deve sentire a casa e volendo provare le prelibatezze del luogo.
Le altre aziende del settore non fanno richiedere ai propri Home Restaurant affiliati il permesso in Questura, recando danno al settore e a noi come azienda con marchio brevettato al Mise.”

Nota Stampa del 23 maggio 2019 di Home restaurant Hotel

Il Cda della nota Piattaforma Home restaurant Hotel, con marchio brevettato al Mise nel 2016, risponde alla nota stampa divulgata da fipe confcommercio il 22 Maggio 2019. A questo punto crediamo che l’obiettivo di FIPE sia quello di andare contro ciò che ha deliberato il Ministero dell’Interno tramite la nota n.557/PAS/U/001505/12000.A(4) del 31/1/2019.

Il Ministero dell’Interno è stato chiaro: se l’attività di Home Restaurant è diretta a particolari soggetti ed è svolta occasionalmente, allora essa non sarà assoggettata alla disciplina di somministrazione di alimenti e bevande. In caso contrario e quindi se rivolta a un pubblico indistinto, sebbene esercitata occasionalmente, essa sarà classificata come somministrazione di alimenti e bevande.

E ciò in considerazione del fatto che anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela. Il nostro intento non è andare contro chi svolge quotidianamente un lavoro, paga le tasse, ha effettuato vari investimenti e deve portare avanti un’attività con tutte le difficoltà del nostro sistema fiscale.

L’attività di home restaurant, per chi la svolge occasionalmente e si rivolge solo a particolari soggetti, è un servizio che viene reso con l’intento non di arricchirsi illegittimamente ma di far conoscere la propria passione e le proprie prelibatezze, prediligendo il km 0, la cultura locale e mettendo a disposizione la propria casa fornendo un clima casalingo.

Non riusciamo a capire perchè FIPE si sia così intestardito contro gli Home Restaurant. Diceva Carl Gustav Jung, un filosofo svizzero: “pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi.”

Con questa citazione vogliamo invitare FIPE a riflettere sulla questione e a vedere gli Home Restaurant come un’attività di promozione e valorizzazione del territorio, col fine di arrivare insieme ad una legge che regolamenti tale attività.

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista