Il cibo è la merce più rubata nella supply chain

Il cibo è la merce più rubata nella supply chain globale

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 14/03/2024

Nel 2023 sono cresciuti i furti nella supply chain alimentare, a conferma che il cibo continua a essere la merce più a rischio di furto a livello globale.

Rappresenta un terzo di tutti i casi di furto durante il trasporto, con un aumento del 29% rispetto al 2022. E considerando l’impatto continuativo dell’inflazione, questi numeri suggeriscono che i ladri stiano prendendo sempre più di mira quei beni di prima necessità che hanno subito un aumento significativo dei prezzi.

I prodotti più rubati

L’analisi arriva dal report di BSI Supply Chain Risk Insights Report, condotto tra i principali fornitori di supply chain intelligence globali.

A livello mondiale, i prodotti alimentari e le bevande rappresentano il 22% di tutti i furti (rispetto al 17% del 2022 e al 14% del 2021). In Italia, nel 2023 i prodotti più rubati sono stati:

  1. Alimenti e bevande: 22% del totale
  2. Metallo: 10% del totale
  3. Automotive: 7%
  4. Abbigliamento: 7%

Sono saliti al 10% a livello globale anche i furti di prodotti agroalimentari, che ora rappresentano un caso su 10di furto durante il trasporto.

Oltre ai recenti eventi nel Mar Rosso, spiega Susan Taylor Martin, chief executive di BSI, “la supply chain negli ultimi 12 mesi ha visto di tutto, dalle tensioni geopolitiche all’incertezza economica, dagli eventi meteorologici estremi alle disruption digitali legate alla tecnologia”. La convergenza di questi fattori determina uno scenario volatile e complesso: “Garantire un commercio globale senza problemi può portare benefici rilevanti a tutta la società, aiutando a mantenere bassi i costi per i singoli e le organizzazioni”.

Sei punti prioritari

Il report si BSI identifica sei punti che le organizzazioni devono considerare prioritari:

  • La disponibilità a collaborare può aiutare le organizzazioni a scoprire le opportunità offerte dalle sfide odierne della supply chain: nessuna organizzazione può accelerare i progressi da sola.
  • Riconoscere la natura mutevole del rischio può aprire enormi opportunità permettendo alle organizzazioni di prepararsi a diverse eventualità.
  • Adottare un approccio proattivo al rischio, supportato dai dati e da insight utilizzabili operativamente, può aiutare a gestire e mitigare le vulnerabilità. Queste informazioni possono essere uno strumento per rispondere alle domande correnti sulla supply chain.
  • Approcciare il panorama globale in continua evoluzione con una mentalità agile e adattabile è fondamentale in un periodo di incertezza geopolitica.
  • Adottare una prospettiva a tutto tondo in merito agli eventi legati al clima ha il potenziale per delineare operations a prova di futuro: una nuova era di eventi climatici estremi richiede un nuovo approccio.
  • Prepararsi in anticipo rispetto a una legislazione che evolve rapidamente, anche dando evidenza della conformità della supply chain, può offrire un vantaggio competitivo.

“Alimenti e bevande continuano a essere le principali merci rubate durante il trasporto lungo tutta la supply chain – conferma Jim Yarbrough, global director, supply chain solutions di BSI -. Per affrontare al meglio le sfide dell’attuale panorama delle catene di approvvigionamento globali, si possono sfruttare le soluzioni di supply chain intelligence, per implementare strategie di gestione del rischio proattive e solide. L’esperienza comune della pandemia globale e delle conseguenti problematiche geopolitiche ed economiche ci ha insegnato che nessuna organizzazione può occuparsi della gestione della supply chain da sola: la collaborazione è assolutamente fondamentale”.

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici