Il miele italiano rischia di scomparire - InformaCibo

Il miele italiano rischia di scomparire

Grido di allarme lanciato da Andrea Rigoni, ad di Rigoni di Asiago, durante il Forum di Agroecologia di Legambiente

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 12/11/2019

Al primo Forum di Agroecologia di Legambiente svoltosi a Napoli, Andrea Rigoni, ad di Rigoni di Asiago, azienda che vanta una vasta esperienza nel campo della produzione biologica ha lanciato un allarme parlando delle api, sentinelle della salubrità dell’ambiente, e del miele.

Il miele italiano rischia di scomparire. Le cause: l’effetto dell’andamento climatico anomalo che non ha risparmiato gli alveari, le adulterazioni e i pesticidi

Le Api – Sentinelle della salubrità dell’ambiente

Ho passato la mia vita insieme alle api – ha detto Andrea Rigonie sento il bisogno di parlarne in modo semplice. Le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per aumentare le rese dei raccolti distruggono le api, riducendone l’habitat produttivo e non solo. Infatti, nel lungo periodo, ne indeboliscono il sistema immunitario rendendole più facilmente aggredibili da malattie e parassiti. Tenendo conto che circa l’80% delle piante esistenti dipende dall’impollinazione delle api, è facile comprendere quanto questo fenomeno sia devastante”.

Oltre alle sostanze chimiche anche lo “stress climatico” riduce il periodo di fioritura e la quantità di nettare sui fiori, contribuendo ancor più alla riduzione dei raccolti di miele. Se alla perdita dei raccolti si aggiunge il danno derivante da adulterazioni del miele (il miele cinese è il principale imputato di aggiunta di sostanze zuccherine nel prodotto) si capisce come la filiera del miele italiano sia a un passo dalla sparizione.

“Si deve cambiare, ha affermato con decisione Rigoni, e soprattutto si può cambiare. Siamo ancora in tempo perchè altrimenti il nostro mondo, senza api, è destinato a morire. Per questo riduciamo da subito l’uso di sostanze chimiche in agricoltura”.

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