Il pagamento in follower? Funziona. E il sushi bar estende la formula

L'esperimento di This is not a Sushi Bar ha avuto successo a Milano. Iniziativa di "Istagnam" allargata ad altri 5 locali in Italia

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 28/01/2019

“Si accettano pagamenti in follower. Fai un post e cita”.  L’esperimento di This is Not a Sushi Bar, dove si pagava in follower per mangiare al ristorante, ha funzionato. Il locale in via Lazzaro Papi a Milano, che poco più di tre mesi aveva lanciato il pagamento in seguaci su Instagram, ha annunciato di estendere la formula agli altri cinque locali della catena a partire da venerdì 25 gennaio.

Da domani quindi si potrà mangiare grazie ai propri follower su Instagram anche nei locali della catena di Milano in via Nino Bixio, via Conca del Naviglio, viale Pasubio, via Felice Casati, via Raffaello Sanzio. 

La decisione è stata presa visto il successo dell’iniziativa, ribattezzata “Instagnam” dai titolari, che ha visto raggiungere 7.045.990 persone attraverso i post di 133 influencer, prevalentemente tra i 1.000 e i 50.000 seguaci, che hanno consumato ai tavoli dal quindici ottobre scorso ad oggi.

Fatturato in crescita grazie agli influencer

 

this is not a sushi bar milano

La forte presenza sul social network del brand milanese specializzato in delivery, insieme all’esposizione mediatica massiccia che lo ha visto protagonista in oltre 100 Paesi, ha avuto impatti positivi anche sugli incassi e sulle prospettive di crescita. La catena dopo un mese di “Instagnam Revolution” ha registrato   +13,4% di fatturato a cui si è aggiunto un +7% tra novembre e dicembre e un aumento dello scontrino medio del ristorante in via Papi da 36 a 41 euro. Trend confermato anche per gennaio, dopo una fase di rallentamento in chiusura di 2018 dovuta alle feste natalizie.

Matteo Pittarello, presidente di This is not commenta:

“Sono numeri che abbiamo trovato incoraggianti  e che dimostrano quanto questo esperimento su nuove modalità di pagamento interattive possa trainare l’intera attività. Per questo motivo abbiamo scelto di scommettere ulteriormente in questo campo estendendo la formula anche ai locali di via Sanzio, Bixio, Conca del Naviglio, Pasubio e Felice Casati. Ad attestare il successo dell’iniziativa, oltre ad averla vista replicata e adattata anche ad altri settori in Italia e all’estero, c’è anche il fatto di essere stati avvicinati da diversi operatori internazionali della ristorazione per avviare collaborazioni.”

Dal link…al drink

La rivoluzione digitale di This is not, che ha scatenato un forte dibattito sui social e sulla stampa, ha generato nel piccolo locale in zona Porta Romana anche situazioni curiose, a partire dallo sfatare certi luoghi comuni.

Ad esempio, contrariamente a quanto obiettato all’inizio da molti, gli influencer tessono spesso relazioni “in carne ed ossa”, estraniandosi dal mondo virtuale.

Tra gli episodi più particolari registrati finora, ne segnalano alcune divertenti: il modello che ha cancellato il post subito dopo aver consumato gratuitamente centinaia di euro in tartare, la ragazza che ha sbagliato locale della catena, il cliente che ha provato a pagare con i follower…ma su Twitter, il gruppo di dodicenni con centinaia di migliaia di follower e l’indiano che chiede con un messaggio privato se This is not consegni a Nuova Delhi.

This is not a sushi bar, è una catena con sei ristoranti nata nel 2007 per portare nelle case di Milano la cucina giapponese con una propria flotta di rider. Tra gli ultimi investimenti in digitale, il brand ha creato un software gestionale sviluppato internamente per l’organizzazione dei punti vendita e per l’analisi di ordini e dati, compresi quelli di chi paga in visibilità attraverso post su Instagram.

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