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Il miglior Carnaroli? Gambero Rosso non ha dubbi: è il Riserva San Massimo

Filiera chiusa, cultivar selezionata, produzione a basso impatto ambientale in una riserva naturale. Un riso definito "perfetto". E noi di Informacibo vi consigliamo di provare anche l'integrale.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 04/10/2021

Il riso e la riserva San Massimo annessa sono già da tempo un’istituzione per gli addetti ai lavori. Non solo un prodotto, ma un vero e proprio modo di intendere ambiente, natura, convivenza con gli esseri umani, cultura della cucina.

Negli anni sono diversi i riconoscimenti andati al riso della Riserva San Massimo che in questi giorni si porta a casa un altro premio: “Il Carnaroli della Riserva – L’autentico Riserva San Massimo”, dell’azienda di Gropello Cairoli (PV)  ha conquistato infatti il primo posto nella classifica, stilata dal Gambero Rosso, dei migliori risi Carnaroli.

Con commenti entusiastici che non stentano a definirlo “perfetto”.

Sull’ultimo numero della rivista, interamente dedicato al tema “riso e risotti”, sono stati infatti presentati i trenta migliori risi della famosa varietà a chicco lungo. La degustazione alla cieca ha portato a stilare una doppia classifica tra ventitré “Carnaroli di cascina” e sette “chicchi da risotto” disponibili nei supermercati.

Il cereale – scrive Mara Nocilla nell’introduzione alla classifica – è stato cotto semplicemente in acqua senza sale, e assaggiato al naturale privo di condimenti. Ed è così che si assapora un vero riso di qualità.

La redazione di Informacibo consiglia inoltre di provare ad assaporare e impiegare in cucina anche il riso integrale della Riserva San Massimo, condito anche solo con olio extravergine e parmigiano, o gomasio, o erbe aromatiche e succo di limone. Una lunga cottura e nessun fronzolo per un risultato che non delude mai e che dimostra in concreto tutto il sapore e le potenzialità di un chicco integrale di qualità.

Il giudizio è una vera e propria dichiarazione d’amore per il riso Riserva San Massimo:

“Tanti i fattori – scrive il Gambero Rosso – che danno ragione a questo Carnaroli fuoriclasse a filiera chiusa. La cultivar autentica iperselezionata. La coltivazione a basso impatto ambientale in un’area naturale di oltre 800 ettari all’interno del Parco del Ticino. La pilatura a pietra. La cura estrema di tutti i processi produttivi.

Il risultato è un Carnaroli semplicemente perfetto. Colore bianco perla, aspetto lucente, forma regolare, nessun difetto neanche a pagarlo oro. Naso soave e pulito con richiami a cereali, paglia e fieno giovanili, che dopo la cottura di 13-14 minuti si apre in un bouquet ricco ed evocativo di note vegetali fresche, floreali, lattiche e di frutta secca in guscio, con richiami alla nocciola. Sapore dolce e intenso, profilo aromatico sulle orme dell’olfattiva, arricchito da pane biscottato. Un capolavoro anche la consistenza, soda e insieme fondente fino al cuore del chicco”.

«Non possiamo che essere più che soddisfatti – hanno dichiarato Maria Antonello, proprietaria di Riserva San Massimo, e il direttore Dino Massignani – anche perché questi riconoscimenti gratificano il lavoro meticoloso che quotidianamente portiamo avanti in Riserva. Un lavoro che pone le basi su un grande rispetto per la natura incontaminata che circonda le nostre risaie».

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L'Autore

giornalista