InformaGiro, Tappa 12: Osimo – Imola in 10 assaggi

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 02/05/2018

La dodicesima tappa del Giro d’Italia 2018 parte da Osimo per arrivare a Imola. Il percorso attraversa due regioni, le Marche e l’Emilia Romagna, passando da sei diverse province: Ancona, Pesaro e Urbino, Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna. L’itinerario segue la dorsale adriatica toccando località dal mare cristallino e mete rinomate anche per la loro grande offerta turistica, oltre che enogastronomica.

Ancona merita sicuramente una visita. Il monumento più rappresentativo del capoluogo marchigiano è la splendida Cattedrale di San Ciriaco, basilica romanico-gotica, con elementi bizantini, costruita sulle fondamenta di un tempio italico del IV sec a.C e di una successiva chiesa paleocristiana. Tra le cose da vedere ad Ancona spiccano anche il Lazzaretto o Mole Vanvitelliana, isola artificiale a pianta pentagonale all’interno del porto costruita su progetto del celebre architetto Luigi Vanvitelli, la Loggia dei Mercanti, la Fontana del Calamo o delle Tredici Cannelle e la Pinacoteca Comunale che ospita opere di grandi artisti come Tiziano, Lorenzo Lotto e il Guercino. Una visita da fare è sicuramente quella al Museo tattile Omero, unico esempio in Italia e tra i pochi al mondo, che consente anche ai non vedenti di avvicinarsi all’arte facendo toccare calchi in gesso a grandezza naturale di famose opere scultoree, modellini architettonici di celebri monumenti, ma anche reperti archeologici e sculture originali di artisti contemporanei.

Passando per i lidi di Falconara Marittima, si arriva poi a Senigallia, cittadina marchigiana che vanta la famosa spiaggia detta “di velluto”, con i suoi 13 chilometri di sabbia finissima, interrotti solo dai lunghi moli del porto e dalla Rotonda a Mare, nata nell’Ottocento per scopi idroterapici e oggi sede di mostre ed eventi. Da non perdere anche la Rocca Roveresca, imponente struttura difensiva diventata nei secoli uno dei simboli della città.

L’arrivo in Emilia Romagna porta con sé le spiagge della Riviera più famosa e divertente d’Italia: Cattolica, Rimini, Riccione sono il paradiso dei vacanzieri. Ma in Romagna ci sono anche importanti mete d’arte come Cesena, città malatestiana che merita una visita. Oltre alla buona cucina e al buon vino, spiccano la Biblioteca Malatestiana – uno degli esempi più significativi di biblioteca quattrocentesca italiana – e la Rocca Malatestiana, simboli della città.

Imola, traguardo della tappa, è invece un punto di riferimento per gli amanti dei motori e della Formula 1. Qui sorge infatti il tracciato che ha reso la città celebre in tutto il mondo: il Circuito Enzo e Dino Ferrari, costruito nei primi anni ’50.

Ecco 10 ispirazioni curiose per conoscere meglio l’area della tappa, cosa vedere e cosa gustare nella tra Osimo e Imola

#InformaGiro Osimo – Imola

  1. OGGI – Il meglio del patrimonio enogastronomico dell’Emilia Romagna è disponibile anche sullo smartphone con l’app Via Emilia Wine&Food. In 8 sezioni (Vini, Cantine, Prodotti Dop e Igp, Territorio, Offerte vacanza, Eventi, Fattorie didattiche) racconta e informa sui prodotti Dop e Igp, i vini Doc e Docg, i produttori e i territori con le loro eccellenze turistiche, eventi, arte e pacchetti vacanza.
  2. IERI –  Secondo antichi trattati, i contadini romagnoli usavano mangiare le fave nell’anniversario dei morti, cioè il 2 novembre, perché era opinione diffusa che avessero il potere di rafforzare la memoria. In questo modo nessuno avrebbe dimenticato mai i propri defunti.
  3. A TAVOLA A OSIMO – Buccolotti del Batte, Frescarelli all’osimana (piatto a base di polenta e carne), Coniglio in potacchio, Crescia, Sciughetti (polenta dolce), Cecetti (tipologia di frittelle).
  4. A TAVOLA A IMOLA – La pasta fresca (tra tutti i Garganelli), la piadina, la crescente (pasta con pancetta e rosmarino), le streghette (pane senza lievito con strutto e sale), i formaggi (casatella, squacquerone, pecorino), l’Albicocca di Santerno, la Pesca di Romagna, il marrone Igp di Castel del Rio.
  5. PRODOTTI TIPICI – Lo squacquerone è un formaggio a pasta molle fresco e cremoso, prodotto nell’area geografica che comprende le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna e parte del territorio ferrarese. Il nome deriva dal dialettale squäquaròn e indica l’elevata acquosità del formaggio. Il sapore dello squacquerone è molto delicato e la sua consistenza deriva da una lavorazione particolare che prevede una minore spinatura della pasta, al fine di diminuire la perdita d’acqua. E’ perfetto per essere spalmato sulla piadina romagnola.
    piadina romagnola squacquerone
  6. STREET FOOD – A Imola è conosciuta come calzone, per tutti gli altri è la celebre piadina romagnola. Consumata in passato come pane dalle famiglie contadine, si gusta calda oppure fredda ed è buona sia da sola che farcita con salumi, formaggi, verdure gratinate o erbette.
  7. FORSE NON LO SAPEVI – Forlimpopoli è la città natale di Pellegrino Artusi, nome simbolo della cucina italiana nel mondo. All’insegna della scienza in cucina e dell’arte di mangiar bene, qui è attivo il primo centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana: Casa Artusi. E ogni anno a fine giugno, il paese rende omaggio a Pellegrino Artusi con la grande “Festa Artusiana”.
  8. NEI DINTORNI – La costa del Conero è l’habitat del mosciolo selvatico di Portonovo, presidio Slow Food. Si tratta di una cozza che si riproduce naturalmente e vive attaccata agli scogli sommersi della costa del Conero.
  9. TENTAZIONI – Nonostante il nome evochi origini lontane, la Romagna è il posto giusto per gustare la zuppa inglese. Dolce antico al cucchiaio, che fa la sua prima apparizione nell’800, è
    a base di Pan di Spagna, imbevuto in liquori quali l’alchermes e il rosolio, crema pasticcera.
  10. TRADIZIONI – Non solo uno dei Carnevali più celebri. La cittadina di Fano è conosciuta anche per un prodotto tipico, che per tradizione si prepara da tempi antichi: il brodetto fanese. Una deliziosa zuppa di pesce, la cui ricetta segue regole ben precise: per la Confraternita del Brodetto bisogna usare: canocchia, gattuccio, mazzola, pesce prete, rana pescatrice, razza, pesce San Pietro, scorfano, seppia e tracina. Al brodetto di Fano si accompagnano crostini e fette di pane.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.