A Torino il primo festival giornalistico internazionale del cibo e dell'alimentazione

Aula Magna dell'Università Cavallerizza a Torino dal 25 al 27 febbraio 2016

24/02/2016

A Torino il primo festival giornalistico internazionale del cibo e dell'alimentazione
Torino 25 febbraio 2016. Si apre oggi a Torino il primo Festival nazionale del Giornalismo Alimentare.
Il cibo può essere scienza, salute, sicurezza, politica, economia, agricoltura e industria ma può essere anche moda, divertimento, lusso, turismo e spettacolo. Il cibo può essere oggetto di polemiche, di tavole rotonde a tema, causa di malattie e di truffe internazionali ma può essere anche un momento di convivialità, di relax, di fratellanza tra popoli e di cultura.

Il Festival del Giornalismo Alimentare (nasce con l’obiettivo di unire tutti questi innumerevoli mondi e di raccontarli, in un modo diretto, semplice e attento, grazie alla presenza di esperti di settore, di alimentaristi, di aziende, di Associazioni, di semplici cittadini interessati e, soprattutto, di giornalisti, blogger e comunicatori. A conclusione di un anno importante per l’Italia, grazie ad Expo 2015, non si devono infatti assolutamente spegnere i riflettori su un tema così basilare per ogni aspetto della nostra esistenza.

Il Festival del Giornalismo Alimentare (25 – 26 e 27 febbraio 2016) sarà luogo di incontro, di dibattito e di analisi, un centro di cultura e di informazione, di comunicazione e di opportunità per tutti. Tre giorni “intensi” in cui il cibo non sarà soltanto “mangiato” ma sarà “assaporato” in ogni minimo dettaglio attraverso tavole rotonde, workshop ma anche show cooking, degustazioni, press trip e iniziative ludico-didattiche. A raccontarlo, e a raccontarsi, saranno personaggi noti e meno noti al grande pubblico. Personaggi provenienti da realtà e paesi differenti, con esperienze di vita analoghe o completamente opposte, con idee e progetti spesso discordanti ma uniti, tutti, dalla medesima grande passione.
 
Il Festival nasce in Italia e non può essere altrimenti, perché il nostro Paese è la culla dell’alimentazione e della cultura enogastronomica a livello internazionale. Nasce a Torino, e anche in questo caso non può essere altrimenti, sempre più capitale e guida di questa eccellenza italiana, la città dove sono nati e continuano nascere progetti importanti legati al cibo, esportati poi in ogni angolo del mondo. Una “Torino da mangiare”, insomma, in contrapposizione o, più probabilmente, in conseguenza alla mitica “Milano da bere” degli anni ’80.
 
MARTEDI’ 9 FEB 2016 | LA PRESENTAZIONE FESTIVAL GIORNALISMO ALIMENTARE |  TORINO - CAFFE' TEATRO CARIGNANO

 
Il Festival ottiene il patrocinio dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha concesso il patrocinio al Festival del Giornalismo Alimentare, in qualità di importante evento legato al mondo dell’informazione.
A supporto del Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, opera il Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, nell’area funzionale relativa al coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale, alla promozione delle politiche di sostegno all’editoria e ai prodotti editoriali e al coordinamento delle attività volte alla tutela del diritto d’autore.
Nel complesso delle proprie attività, il Dipartimento ha il compito di soddisfare al meglio il diritto dei cittadini a fruire di una corretta informazione. In quest’ottica rientra il patrocinio concesso ad un Festival giornalistico.
 
Partner del Festival anche INformaCIBO con questa motivazione:
“L'alimentazione, la gastronomia e il turismo enogastronomico è una leva economica importante per il nostro Paese e proprio per questo c’è bisogno di una stampa di settore che individua nuovi modelli di comunicazione legati alle persone e al prodotto di territorio. Perché oggi non si propone soltanto e semplicemente un prodotto da mangiare, ma si deve “illustrare” e raccontare una comunità, un territorio e uno stile di vita. Per noi il Festival deve essere capace di approfondire il giornalismo fatto di "contenuti/informazioni" e non quello di pura aria fritta. Un Festival di confronto e di conoscenza sulle nuove frontiere della sfida alimentare basate sulla lotta allo speco alimentare e  alla difesa della biodiversità".
 
Il 25 febbraio partirà una nuova grande avventura.
“Ci auguriamo -scrivono i promotori- possiate viverla intensamente insieme a noi”.
http://www.festivalgiornalismoalimentare.it
 

Piero Fassino, Sindaco di Torino
Per Piero Fassino, sindaco della Città di Torino, sindaco della Città metropolitana e presidente dell’associazione dei Comuni italiani, non ci sono dubbi: l’identità del capoluogo subalpino passa anche attraverso la cultura del cibo.

«Torino – osserva Fassino – rappresenta un polo agroalimentare significativo e ha una ricchissima tradizione gastronomica. L’intuizione avuta da Carlo Petrini, anni fa, è stata molto importante: il cibo e la nutrizione, infatti, sono diventati uno dei grandi temi dell’agenda politica mondiale. Il cibo poi è stato uno dei temi con cui Torino ha rinnovato la propria identità e il fatto che l’Expo sia dedicato a questo tema, non è senza significato: l’enogastronomia è una leva di sviluppo straordinaria anche dal punto di vista economico perché la produzione agroalimentare, alimentare, gastronomica, significa investimento di capitali, applicazioni di tecnologie, coltivazione di terre incolte, creazione di lavoro, scambio, commercio, importazioni, esportazioni e mercato. E poi non dimentichiamo che l’Italia, per dimensioni, è il terzo Paese agricolo dell’Unione Europea. Ovviamente, non dobbiamo però dimenticare che Torino ha una storia industriale, soprattutto nel settore dell’auto, coerente con la creazione e lo sviluppo di un polo del lusso e delle auto di qualità. E può mettere a disposizione l’esperienza, il saper fare, l’innovazione tecnologica e una cultura superiore nello stile e nel design. Non è un caso se Volkswagen disegna le proprie vetture a Torino, se Gm e altri produttori aprono qui centri di ricerca e di stile. La cosa importante è trovare un equilibrio fra i molti settori produttivi in cui la città eccelle e può sviluppare».
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