Krapfen: cosa sono e ricetta originale dell'Alto Adige

Krapfen, la ricetta originale dell’Alto Adige e i segreti del Panificio Schmiedl

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 21/01/2026

Morbidi, fritti e generosamente ripieni: i krapfen sono uno dei dolci simbolo del Carnevale nelle regioni alpine. In Alto Adige arrivano sulle tavole e nei forni tra gennaio e febbraio, quando la tradizione della frittura incontra una cultura gastronomica di matrice mitteleuropea.

Conosciuti anche fuori dall’Italia, i krapfen hanno una storia più ampia di quanto si pensi e una precisa identità, che vale la pena chiarire prima ancora di parlare di ricetta.

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Cosa sono i krapfen

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I krapfen del Panificio Schmiedl

Il krapfen è un dolce fritto lievitato, rotondo, preparato con un impasto ricco che prevede uova, burro e zucchero. Dopo la frittura viene farcito, tradizionalmente con marmellata di albicocche o con crema pasticcera, e completato con zucchero a velo. A differenza di altre frittelle italiane, infatti, il krapfen nasce già pensato come dolce ripieno e non come base neutra.

Tipico dell’area germanofona e alpina, è diffuso in Austria, Germania e Alto Adige, dove è entrato stabilmente nella tradizione del Carnevale. Lo dice anche il nome: krapfen in tedesco identifica una famiglia di dolci fritti diffusi nei territori dell’Impero austro-ungarico. Ci sono attestazioni di preparazioni simili preparati in Austria e Germania meridionale già nel Medioevo e legate alle festività invernali.

In Alto Adige sono arrivati con la cultura mitteleuropea, integrandosi nella pasticceria locale e diventando uno dei dolci di riferimento del periodo carnevalesco. In italiano viene spesso chiamato semplicemente krapfen, senza traduzione, proprio per distinguerlo da preparazioni simili ma non sovrapponibili.

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Krapfen, bomboloni, Berliner e graffe: le differenze

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I krapfen del Panificio Schmiedl

Il confronto è inevitabile ma se pensi che krapfen e bomboloni alla crema siano la stessa cosa, sei fuori strada. I due dolci apparentemente si somigliano molto ma qualche differenza c’è. Innanzitutto, l’origine geografica: i krapfen sono di origine austriaca, infatti li troviamo in Alto Adige, mentre i bomboloni sono toscani e romagnoli.

Poi c’è la questione dell’impasto: la ricetta originale dei krapfen prevede le uova, quella dei bomboloni no. Sono due tipologie di pasta diverse: più piena la prima e sempre farcita di crema o marmellata, più leggera la seconda, dato che tradizionalmente i bomboloni sono venduti vuoti.

Riassumendo:

  • Krapfen: origine austro-tedesca, impasto con uova, sempre ripieni, fritti.
  • Bomboloni: tipici dell’Italia centrale, impasto senza uova, spesso vuoti o farciti dopo la frittura.
  • Berliner: versione tedesca molto simile al krapfen, con differenze regionali nel ripieno.
  • Graffe: diffuse soprattutto nel Sud Italia, con patate nell’impasto e una forma più irregolare.

Non sono quindi semplici varianti nominali: cambiano ingredienti, struttura dell’impasto e tradizione di consumo.

La ricetta originale dei krapfen in Alto Adige

Per avere la ricetta originale dei krapfen abbiamo chiesto al panificio Schmiedl di Lana (Bz), aperto nel 1890 come panificio Schmidt e oggi alla quinta generazione di panificatori della stessa famiglia.

A dirigere i sei negozi, tre a Lana e altri tre nei dintorni, ci sono i tre fratelli Johannes, Greta e Tobias, che hanno introdotto l’uso di lieviti naturali e l’attesa di lunghi tempi di fermentazione per garantire ai vari tipi di pane una più elevata digeribilità.

Panificio Schmiedl lana
La quinta generazione di panificatori del panificio Schmiedl

Krapfen

La ricetta originale dei krapfen, dolci tipici di Carnevale in Alto Adige

Piatto Dessert
Cucina Altoatesina

Ingredienti

  • 1 kg farina
  • 230 ml latte
  • 200 g burro (meglio chiarificato)
  • 200 g tuorlo d'uovo
  • 100 g zucchero
  • 80 g lievito
  • 1 uovo intero
  • 20 g zucchero vanigliato
  • 20 g sale
  • 15 g malto attivo
  • 9 g scorza di limone grattugiata

Istruzioni

  1. Mescolare latte, malto, lievito, tuorli d’uovo, uovo, zucchero, zucchero vanigliato e scorza di limone grattugiata con una frusta, quindi unire anche la farina e amalgamare bene tutti gli ingredienti.

  2. Dopo 3-4 minuti aggiungere il burro e successivamente il sale. Impastare bene fino a ottenere un composto di consistenza elastica.

  3. Pesare porzioni di 50-60 g, dare loro la forma rotonda e porle su teli infarinati: lasciarli quindi lievitare a 28-30°C con sufficiente umidità.

  4. Poco prima che i Krapfen siano raddoppiati, toglierli dalla zona di riscaldamento e metterli in un luogo ventilato per qualche minuto, in modo che si possa formare una leggera pellicola sulla loro superficie.

  5. Friggere i Krapfen nell'olio bollente a 170-180°C fino a doratura.

  6. Una volta raffreddati, riempire i Krapfen con marmellata di albicocche e cospargerli di zucchero a velo.

Guida pratica ai krapfen: lievitazione, olio e calorie

  • Quanto devono lievitare i krapfen? Il tempo varia tra le due e le quattro ore, ma il segnale visivo è il raddoppio. Non avere fretta: una lievitazione corretta evita che il dolce risulti pesante.
  • Quale olio usare? Come per le fritole, l’olio di arachidi è il migliore. In Alto Adige si usa tradizionalmente anche lo strutto o il burro chiarificato per un sapore più intenso.
  • Quante calorie ha un krapfen? Un krapfen alla marmellata di medie dimensioni apporta circa 350-400 kcal. Se ripieno alla crema, può superare le 450 kcal.
  • Come conservarli? I krapfen sono eccellenti appena fatti. Se avanzano, conservateli in un sacchetto di carta (non plastica, che li rende gommosi) e consumateli entro 24 ore.


 

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici