La cucina italiana nel mondo: “indifferenza” delle istituzioni?

L’Anno del Cibo italiano sarà l’occasione per valorizzare i nostri cuochi sparsi in tutto il mondo?

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 03/07/2018

Lo spunto per scrivere questo articolo ce lo ha dato un bell’articolo di Daniele Cernilli sulla cucina italiana nel mondo. Cernilli mette a fuoco, con gran bravura, un problema serio, il mancato sostegno da parte delle istituzioni italiane degli chef italiani che lavorano all’estero.

Un tema che è strettamente collegato alla promozione delle nostre eccellenze agroalimentari: in tutto il mondo ci sono i nostri chef, siamo leader in Europa per numero di denominazioni protette e in tutti i mercati esteri il made in Italy è sinonimo di qualità. Eppure non riusciamo a valorizzare a sufficienza questo grande tesoro.

Mentre si osservano con attenzione gli zero virgola per capire se la crescita dell’Italia stia diventando più solida, c’è un dato che talvolta è meno sotto i riflettori ma è altrettanto importante per l’economia italiana. Ci riferiamo alla cucina italiana nel Mondo, per promuovere attraverso i cuochi i nostri prodotti all’estero. Cibo, cucina, cultura enogastronomica sono sempre più percepiti come strumenti di politica estera e di diplomazia economica da tanti Paesi. La Francia da sempre ha sviluppato una cultura sistemica della gastronomia con particolare attenzione al mondo della ristorazione. Ora sembra che, anche se con grave ritardo, anche l’Italia si stia svegliando……….”.

Così scrivevamo su InformaCibo alcuni anni fa ricordando l’impegno del compianto Bartolo Ciccardini, Presidente di Ciao Italia, con la pubblicazione, edita insieme alla nostra testata, di un libro: “Happy Birthday Italia”, per celebrare il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia (1861-2011). Un libro dedicato alla storia dei ristoranti italiani all’estero.

E poi ancora…. le tante iniziative di InformaCibo svolte insieme ai cuochi italiani che lavorano all’estero, prima organizzando il primo congresso del Gvci di Mario Caramella (svoltosi a Parma nel 2004) e poi, insieme al CIM, Chef italiani nel Mondo (un Gruppo di ben 4000 chef sparsi in tutto il mondo, presieduto da Marco Medaglia) le kermesse internazionali su “Il Gelato nel Piatto” e «La Cucina Italiana nel Mondo verso l’Expo 2015», che ha visto in scena i celebrity chef italiani che, per l’occasione, hanno preparato piatti gourmet in centinaia di blasonati locali all’estero.

In tutti questi anni abbiamo inoltre messo in risalto su InformaCibo, sia i fallimenti, come la nascita e poi la chiusura del faraonico portale Italia.it, una creatura dell’allora ministro Rutelli, sia le buone cose fatte (ma rimaste un po’ sottotono), come il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione all’Estero della Cucina Italiana di Qualità”: un accordo tra ministeri italiani degli Esteri, delle Politiche Agricole e dell’Istruzione con la Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

Ora siamo al 2018, proclamato “Anno nazionale del cibo italiano” dai ministeri dei Beni e delle attività culturali e del Turismo (Franceschini) e delle Politiche agricole alimentari e forestali (Martina).  Certamente questo 2018, l’Anno del Cibo italiano potrebbe rappresentare un’occasione da non perdere per porre al centro dell’attenzione la grande eredità culturale (che ci contraddistingue dagli altri paesi) per arrivare a far crescere un settore strategico per l’economia del nostro Paese, come l’agroalimentare, con i prodotti d’eccellenza trasformati in grandi piatti dai nostri chef in tutto il mondo.

Stasemo a vedere come si muoverà il nuovo Governo e i diversi attori del settore. InformaCibo, come sempre, certamente non si tirerà indietro nel sostenere e valorizzare le varie iniziative che verrano messe in campo.

E intanto ecco, qui sotto, l’articolo di Daniele Cernilli apparso sul suo Dctorwine.it dove sottolinea la “indifferenza inquietante” delle nostre istituzioni, mentre non dimentica di rimarcare l’impegno di “Ciao Italia del parlamentare democristiano Bartolo Ciccardini una trentina di anni fa”. Un presidente che anche noi non dimenticheremo facilmente.

Daniele Cernilli con Donato Troiano durante la presentazione della sua Guida a Parma

La gastronomia italiana all’estero di Daniele Cernilli

Esistono personaggi italiani che da decine di anni hanno operato all’estero con grande impegno per far conoscere la cultura enogastronomica italiana. Ma dov’erano (e dove sono) le istituzioni?

Molti appassionati di cibo e di vino sanno perfettamente chi sono Bottura, Romito o Cannavacciuolo. Molti meno conoscono anche solo di nome Piero Selvaggio o sapevano chi sono stati Tony May o Marcella Hazan, persone che hanno fatto conoscere la cucina italiana negli Stati Uniti per decenni.

Mi veniva in mente qualche giorno fa a Los Angeles proprio nel ristorante di Piero, il Valentino di Santa Monica, che probabilmente chiuderà fra qualche mese dopo oltre quarant’anni dalla sua apertura. Un periodo che negli Usa equivale a un’era geologica se rapportata alla vita di un ristorante, in genere molto più breve. Ma anche il segno che molti di coloro che fra gli anni Settanta e oggi hanno determinato l’immagine positiva della cucina e dei vini italiani stanno lentamente uscendo di scena. Piero Selvaggio continuerà probabilmente altrove, forse ad Orange County, ma sta di fatto che una vera istituzione come Valentino non ci sarà più a proporre una cucina di valore e soprattutto una selezione di vini in gran parte italiani di straordinario interesse.

E mi veniva in mente anche che il San Domenico di Tony May ha chiuso anni fa, e che Marcella Hazan, eccezionale scrittrice di libri di cucina italiana in America, vera star nel suo campo, è scomparsa cinque anni fa senza che qui in Italia qualcuno con un ruolo ufficiale si sia ricordato di raccontare chi è stata e cosa ha fatto. Ora c’è addirittura un Ministero che si occuperà della tutela e della promozione del Made in Italy e mi auguro che potrà anche rendere merito a chi quel Made in Italy e quella cultura italiana, in gran parte anche gastronomica, ha contribuito a far conoscere con grande efficacia.

È infatti attraverso persone come Selvaggio, May ed Hazan che la conoscenza della cucina italiana si è diffusa negli Usa, ed esistono altrettanti personaggi di analogo peso in tanti altri Paesi che hanno contribuito a renderne noti i capisaldi, gli aspetti fondamentali. Molti di loro sono anche produttori di vino, di pasta, di formaggi, di caffè, di olio e di dolci.

A fronte di tutto questo, a fronte di impegni personali che sono andati spesso al di là del semplice interesse economico, da parte delle nostre istituzioni c’è stata quasi sempre un’indifferenza inquietante. Tranne qualche sporadica azione, anch’essa frutto di personali iniziative, come fu Ciao Italia del parlamentare democristiano Bartolo Ciccardini una trentina di anni fa, nessun politico di rilievo si è mai posto il problema di supportare chi ha lavorato una vita per diffondere la cultura gastronomica italiana all’estero. Si sono riempiti la bocca di “eccellenze”, termine retorico e generico, e che vola via un attimo dopo averlo pronunciato. E questo è tutto.

Le iniziative e i piatti degli chef italiani nel mondo

Le kermesse internazionali promosse dal giornale on-line INformaCIBO, con il sostegno di Alma, Scuola internazionale di cucina italiana, del Consorzio del Prosciutto di Parma, Consorzio Parmigiano Reggiano, di Parma Alimentare, la società della Camera di commercio per la promozione dei prodotti agroalimentari nel Mondo, Cibus e Fiere di Parma. Hanno collaborato gli chef del CIM – Chef italiani nel mondo

Il gelato non è solo dessert by InformaCIBO con gli Chef Italiani nel Mondo: 23 foto pubblicate da L’Espresso food&Wine

E-Book: “99 Ricette per EXPO” by INformaCIBO, la Cucina italiana nel mondo con i piatti di grandi Chef e Food Bloggalline

Prefazione del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina e l’introduzione di Cesare Azzali, direttore Confindustria Parma

Igor Macchia e Alberto Marchetti: il gelato nel piatto

Kermesse internazionale di InformaCIBO: Il Gelato nel Piatto con Prosciutto di Parma e Parmigiano Reggiano “Da Parma a Hong Kong, dall’Australia alle Filippine si viaggio con i piatti dei grandi chef (13 piatti pubblicati da La Repubblica)

Il piatto dello chef Massimo Pasquarelli, primo chef italiano a conquistare la stella Michelin in Asia

Gelato nel Piatto: Enoteca Pinchiorri di Annie Feolde; Guido di Luca e Paolo Raschi; Zunica 1880 di Daniele Zunica (tre ricette di tre ristoranti  pubblicate da la Repubblica Parma)

Gelato nel Piatto dello chef Gaetano Trovato

L’alta gelateria incontra il Prosciutto di Parma e il Parmigiano reggiano – Foto da L’Espresso Food & Wine

Il gelato nel piatto dello chef Nicola Batavia

La gastro-diplomazia per affermare l’alimentare italiano nel Mondo (InformaCibo)

Gigi Padovani

Gigi Padovani recensisce il libro dell’Accademia Italia della Cucina su InformaCibo

Padovani su “LA STAMPA

17 ottobre 2005: Non solo spaghetti e mandolino: ecco la guida per mangiare veramente italiano all’estero

 

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