La Puglia di Mario "Bolivar", perdiamoci a Martina Franca, culla di bellezza e bontà - InformaCibo

La Puglia di Mario “Bolivar”, perdiamoci a Martina Franca, culla di bellezza e bontà

Lo zainetto dell'eploratore: lentezza, sostenibilità, curiosità, spirito d'avventura, propensione alla bellezza ed etica, soprattutto etica, devono essere le armi che non devono mancare

di Collaboratori

Ultima Modifica: 21/08/2020

La Regione Puglia anche in questa estate si è confermata meta tra le più gettonate dell’intera penisola. E da Inviato Speciale di Informacibo continuo a raccontare questa Puglia di una estate decisamente particolare.

Però, soltanto uscendo dalle rotte più battute e dedicandosi alla scoperta di località di nicchia, di borghi straripanti arte, natura e squisitezze gastronomiche, è possibile vivere la vera #pugliaexperience.

Lentezza, sostenibilità, curiosità, spirito d’avventura, propensione alla bellezza ed etica, soprattutto etica, devono essere le armi che non devono mancare nel nostro zainetto da esploratore.

Così munito, mi sono addentrato nella splendida Martina Franca, un borgo-astronave, planato sull’altura più elevata della Valle d’Itria.

Centro Storico incantevole, trionfo del barocco, vi segnalo la Basilica di San Martino, il Palazzo Ducale e l’imponente Palazzo Recupero, salotto culturale cittadino, animato dalla infaticabile Teresa Gentile, docente, poetessa, curatrice della prestigiosa antologia de “i Cavalieri dell’arcobaleno“. (Il Cavaliere dell’Arcobaleno Bolivar su Informacibo)

Bolivar “incoronato” Cavaliere dell’Arcobaleno

Oltre allo spirito e agli occhi, c’è spazio per il palato

Iniziamo con una visita allo storico frantoio L’Acropoli di Puglia, in via Trento 180, unico frantoio tuttora funzionante all’interno del tessuto urbano. Qui, non solo olio, lasciatevi sedurre dai molti prodotti per la bellezza ed il benessere del corpo ottenuti dalle stesse olive “miracolose” del territorio e dall’assaggio del cotto di mosto, un prodotto Naturale, ottenuto dalla spremitura di uve bianche e successiva cottura in caldaie di rame rossa e affinamento in contenitori di creta (i capasoni), la cui tecnica resta un segreto di famiglia.

Come andar via, infine, senza assaggiare il re di Martina, il celebre capocollo? Doverosa quindi la visita presso l’azienda Cervellera, in Via Mottola 68.

Bolivar con il Capocollo dell’azienda Cervellera

Nato dall’amore per la tradizione e tipicità del fondatore Giuseppe Cervellera, artigiano specializzato nella preparazione di carni e salumi da oltre quarant’anni, questo prodotto si sviluppa sul mercato nazionale ed estero trainato dall’entusiasmo dei due figli Gianluca e Andrea. Eccellenti le carni, provenienti da animali allo stato brado nei bischi circostanti, nutriti di foglie di fragno.

A cura di Mario “Bolivar”

Mario “Bolivar” commenta per i lettori di Informacibo il suo viaggio della Puglia

Ho raccolto storie tra una pedalata e l’altra per il grande pubblico, storie che mi hanno fatto pensare, cibi gustosi da assaggiare, prodotti tipici da valorizzare, persone con cui parlare...”

Mario “Bolivar” commenta per i lettori di Informacibo il suo viaggio della Puglia

Condividi L'Articolo

L'Autore

Collaboratori