La rete della Ristorazione cresce e rinnova le richieste al governo

26 realtà e più di 34.000 associati tra cuochi, ristoratori, pizzaioli, panificatori, pasticceri, cioccolatieri, gelatieri, responsabili di sala, tutti uniti nel firmare l’appello con otto richieste

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 17/04/2020

Il 4 maggio dovrebbe finire la fase 1 (lo sapremo tra qualche giorno) mentre il governo e la Task force, coordinata da Vittorio Colao,  studia come affrontare la fase 2.

Per il 4 maggio, secondo le indiscrezioni, è prevista la riapertura di alcune attività commerciali come negozi tessili, di arredamento e d’abbigliamento e alcune aziende  manifatturiere ma, almeno finora,  non è prevista la riapertura dei ristoranti e dei bar che stanno vivendo una situazione di gravissima crisi.

Da questa situazione, dopo il primo appello sottoscritto il 2 aprile, (leggere su Informacibo) il comparto dell’imprenditoria enogastronomica – ancora più rappresentativo con 26 realtà e più di 34.000 associati tra cuochi, ristoratori, pizzaioli, panificatori, pasticceri, cioccolatieri, gelatieri, responsabili di sala, tutti uniti per un unico scopo – si mobilita nuovamente rinnovando le richieste al Governo e alle Istituzioni.

A firmare il nuovo appello sono le seguenti realtà Associative presenti nel Paese

Al Governo viene chiesta l’adozione immediata delle seguenti 8 misure essenziali per la sopravvivenza di moltissimi rappresentanti che operano nel settore:

  1. Cancellazione delle imposte nazionali e locali pertinenti (a titolo indicativo e non esaustivo TARI, IMU, affissione, occupazione suolo pubblico, etc.), credito per utenze relative alle attività commerciali; rateizzazione dei pagamenti degli acconti IRES, IRAP previste a giugno e senza interessi.
  2. Proroga della cassa integrazione straordinaria per il personale in forza al 23.02.2020 e fino al 31.12.2020.
  3. Sospensione di leasing, mutui e noleggio operativi fino al 31.12.2020, recupero delle mensilità congelate in coda al periodo previsto dalla relativa misura posta in essere.
  4. Armonizzazione da parte dello Stato delle regole per l’accesso al credito.
  5. Credito d’imposta al 60% riconosciuto al proprietario fino al 31.12.2020 con 40% dell’importo a carico del locatario e misura semplificata (cedolare secca).
  6. Detassazione (straordinari) sulle risorse umane in organico, detassazione degli oneri contributivi e assistenziali e dei benefits sino al 30 giugno 2021.
  7. Possibilità estesa a tutto il comparto ristorazione di effettuare l’asporto.
  8. Misure di sostegno a fondo perduto, ristori e indennizzi, per il periodo di chiusura obbligatorio imposto per legge dall’emergenza covid-19 (pari al 10% del fatturato in relazione allo stesso periodo di riferimento).
Il locale Arte & Gusto di Parma

Tali azioni si ritengono necessarie nella consapevolezza della centralità che il turismo enogastronomico, l’artigianalità e l’ospitalità rappresentano. Un comparto che è di fatto una leva strategica per il rilancio economico del Paese e il principale strumento di valorizzazione del Made in Italy.

Solo un’azione coordinata e sinergica è in grado di garantire un approccio efficace e un risultato concreto, senza il quale difficilmente si uscirà dal tunnel.

La volontà di tutti gli aderenti a questo appello collettivo è che il lavoro posto in essere per rispondere all’emergenza generata dalla pandemia non si esaurisca con il cessato pericolo, ma che diventi un progetto, una base per la ripartenza. Uno stimolo per il consolidamento di un metodo di lavoro unitario per fare fronte comune in tutte quelle occasioni in cui sarà necessario far arrivare la voce della ristorazione italiana.

Il primo appello della ristorazione italiana

Appello di tutta la ristorazione italiana al governo

Condividi L'Articolo

L'Autore