Luciana Adriano (La Madernassa) : “Pari Opportunità? Diventi una questione anche maschile”

L'imprenditrice piemontese, impegnata in prima linea per le Pari Opportunità, si rivolge soprattutto agli uomini

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/11/2020

Brillante, creativa, decisa e ottimista: Luciana Adriano è l’ “altra metà della mela” assieme a  Fabrizio Ventura, de La Madernassa, pluripremiato resort e con ristorante due stelle Michelin (la seconda, guadagnata proprio lo scorso anno, con lo chef Michelangelo Mammoliti) in quel di Guarene in provincia di Cuneo, nelle Langhe.

L’altra metà della mela è però una donna tutta d’un pezzo: completa, determinata, che sa fare squadra e sa imporsi quando serve. Ma soprattutto, sa che non è necessario fare “come un uomo”. Perchè ciascuno è a se. E bisognerebbe semplicemente prendere coscienza dei punti di forza e debolezza di ognuno, uomo o donna che sia.

In queste settimane di lockdown, La Madernassa è in attesa di ripartire.

“Al momento non stiamo valutando cambi di piani o strategie perchè ci auguriamo che sufficientemente presto si possa tornare attivi su quello che abbiamo sempre fatto- riflette Adriano –  Sicuramente ci impegneremo quando si potrà riaprire proseguire sulla stessa linea di prima con magari un po’ attenzione in più al territorio e alle micro filiere in cui siamo inseriti”.

Inevitabile pensare a chi, rinchiuso fra quattro mura, magari con un partner o un familiare violento,  sta attendendo che finisca un incubo che si aggiunge all’incubo della violenza.

Secondo lo speciale Covid-19 dell’Istat, infatti, l’emergenza generata dall’epidemia di coronavirus ha accresciuto il rischio di violenza sulle donne, poiché molto spesso la violenza avviene dentro la famiglia. Le disposizioni normative in materia di distanziamento sociale introdotte al fine di contenere il contagio si sono rivelate, inoltre, un elemento che ostacola l’accoglienza delle vittime.

Luciana è impegnata non solo sul lavoro, ma anche nella sua città, Alba, in prima persona, a favorire le Pari Opportunità, soprattutto con iniziative versate a sensibilizzare le giovani generazioni.

Lei cosa direbbe a donne in difficoltà o vittime di una situazione difficile?

“Dico alle donne di parlare. Esistono anche le persone buone. Confidarsi. Denunciare. E, alle più giovani o a chi cerca la propria strada, di non arrendersi e guardare gli obiettivi. Anche l’indipendenza economica, per quanto piccola o grande, è importante per mantenere la propria autonomia”.

Il percorso che l’ha portata dove è oggi è stato lungo e impegnativo. Si è mai sentita svantaggiata in quanto donna?

Nella mia vita lavorativa ho sempre cercato di dare il massimo, mi sono sempre posta degli obiettivi che andavano anche oltre, ho tenuto sempre gli occhi fissi verso la meta. Senza dubbio ho dovuto lotta e e faticare con tanti sacrifici . Ma questo penso che sia richiesto a tutti. Forse a volte di più a una donna che deve dimostrare di più per farsi strada, con più difficoltà.

Non ho mai dato eccessiva importanza ai pregiudizi in quanto donna. Non ho mai sentito il desiderio di eguagliarmi a un uomo o non ho mai percepito questo senso di competizione.

Sicuramente a volte mi sono trovata non all’altezza della situazione. Ma non posso dire che se fossi stata un uomo non mi sarei sentita lo stesso non all’altezza.

E come ha fatto a superare questi momenti?

Con la tenacia. Ho tirato fuori tutte le forze necessarie per superare il problema. E quando non riuscivo a superarlo, ho cercato di aggirarlo.

Il fatto però di essere riuscita a realizzare quelli che erano i miei sogni o i miei obiettivi nonostante gli ostacoli che normalmente si trovano nella vita di ognuno, è sicuramente dovuto alla determinazione e in fatto anche alla fortuna. Ma anche forse all’opportunità.

Cioè?

L’opportunità è determinata da tanti fattori che a volte non tutte le donne hanno. Io sono convinta che questo problema delle pari opportunità tra uomini e donne a prescindere dalla mia esperienza, sul lavoro sulla carriera sul rivestire posizioni di importanza esista.

Mancano, come dice la parola stessa insomma, pari opportunità fra uomini e donne?

Io non ho praticamente mai svolto un lavoro come dipendente ho iniziato subito a lavorare in proprio e mi sono fatta strada, diciamo da sola, però non tutte le donne magari possono avere questa questa opportunità fondamentale.

Invece è fondamentale che tutti si impegnino per dare opportunità alle donne che vogliono e che hanno le capacità di emergere.

A pochi giorni dalla presentazione della Guida Michelin 2021, ricordiamo un dato emerso nella scorsa edizione:  le chef stellate nel mondo sono però ancora troppo poche, circa il 4% su oltre 3.300 ristoranti in 28 nazioni. Ma, se in Francia su 621 stellati le donne sono appena 16, l’Italia ha la più alta percentuale femminile: 45 su 367, oltre il 7%. Il rapporto Fipe 2019 segnalava anche che su 336 mila imprese di ristorazione circa una su tre è gestita da una figura femminile.

Come addetta ai lavori nell’imprenditoria della ristorazione, cosa ne pensa? È vero che le donne anche oggi si fanno poca strada nel settore e nei ruoli più strategici?

Sicuramente è così. Le donne imprenditrici, nel mio settore e altri, sono in numero molto inferiore rispetto agli uomini.

Che cosa manca secondo lei?

Sicuramente il tempo che possono avere le donne può essere importante ma non vorrei che rischiasse di diventare un luogo comune. Diciamo che le donne devono investire sulle donne.

Ma la cosa importante, affinchè non si entri un circolo chiuso di autoprotezione, è che si risolva alla radice la disparità tra sessi. È proprio nella diversità che si trova la forza. Anche in un’azienda.

Come fare quindi? Lei ogni tanto dice di “investire sugli uomini”, ci spiega meglio?

Penso che sia importante investire non solo sulle donne ma sugli uomini. Dobbiamo investire sugli uomini perchè diventi parte della loro consapevolezza, che siano certi dell’importanza di promuovere e favorire posizione della donna in posizione apicale. Non deve essere la donna a chiedere ma gli uomini a promuovere, a capire le peculiarità le differenze delle donne rispetto agli uomini e valorizzarle. Un uomo non deve accettare una donna in cucina e dire “ecco le donne riescono ad essere capaci come gli uomini”, ma devono capire l’importanza di avere figure femminili in cucina e in sala per creare un giusto equilibrio e che è fondamentale come valore aggiunto per l’azienda.

La questione femminile insomma appartiene a tutti e rappresenta, un’opportunità di fare buona impresa.

 

 

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