I migliori rifugi sulle piste da sci 2026: dove mangiare in quota

Ostriche a duemila metri e uno chef tristellato: i migliori rifugi dove mangiare sulle piste

Una nuova guida ha visitato 109 rifugi in 32 comprensori sciistici. Il titolo di migliore d’Italia finisce ex aequo e il premio per la cucina va in Alta Badia

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 02/11/2026

Il miglior rifugio sulle piste d’Italia ha due indirizzi. Uno sta sopra Santa Caterina Valfurva, a circa 2.700 metri nel Parco nazionale dello Stelvio, e serve pizzoccheri e sciatt a pochi metri da un ristorante gourmet. L’altro è in vetta al Plan de Corones e porta la firma di Norbert Niederkofler.

Sunny Valley Kelo Mountain Lodge e AlpiNN si dividono ex aequo il titolo di Best mountain club 2026, il Kettmeir Award che prende il nome dalla cantina di Caldaro. Lo assegna la Guida ai migliori mountain club d’Italia (Morellini Editore), ideata dal giornalista Andrea Guolo con i contributi di Giambattista Marchetto e Tiziana Di Masi.

La guida ha selezionato e visitato 109 strutture in 32 comprensori sciistici, dalle Alpi all’Appennino tosco-emiliano. Le chiama mountain club per distinguerle dai rifugi tradizionali: sono locali sulle piste che affiancano alla ristorazione servizi, design e intrattenimento, e talvolta anche camere per pernottare. La valutazione tiene conto dell’esperienza complessiva, dalla posizione alla cucina, fino all’atmosfera. Solo cinque indirizzi hanno conquistato i tre fiocchi gold, il massimo riconoscimento: oltre ai due vincitori, Stella di Pila, Doss Alpine Style e Fienile Monte.

Chi sale in quota pensando prima alla forchetta e poi agli sci deve segnarsi anche altri due nomi. Il premio per la ristorazione è andato al Col Alt di Corvara, dove all’arrivo della cabinovia c’è un banco di ostriche. Quello per la sostenibilità a Kosmo, a Livigno, una cucina che lavora con allevatori e produttori della Valtellina.

Sunny Valley a Santa Caterina Valfurva: pizzoccheri e brace

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Foto credit Sunny Valley

Il rifugio di Beppe Bonseri sta nella Vallalpe, sopra Santa Caterina Valfurva. La cabinovia ci mette un quarto d’ora e si prende anche senza sci; d’inverno, chi dorme al lodge sale la sera in gatto delle nevi. Il rifugio apre anche d’estate.

Al bar e al ristorante steakhouse del Sunny Valley la cucina resta valtellinese: pizzoccheri, sciatt (le frittelle di grano saraceno con il cuore di formaggio) e carni cotte sulla brace. Il Mountain Lodge, il ristorante gourmet riservato a chi soggiorna nella struttura, ha invece un menu unico costruito su formaggi, pesce d’acqua dolce e selvaggina.

In cantina c’è un Valtellina DOCG che porta il nome del rifugio, nato dal progetto Adotta un vigneto in Valtellina. E d’inverno l’aperitivo si prende all’Igloo Bar, dove il bancone è di ghiaccio.

AlpiNN a Plan de Corones: Niederkofler a portata di funivia

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AlpiNN (c)Gianvito Coco

AlpiNN occupa l’ex stazione a monte della vecchia funivia, in vetta al Plan de Corones, e divide l’edificio con il LUMEN, il museo della fotografia di montagna. L’ha aperto nel dicembre 2018 Norbert Niederkofler, tre stelle Michelin all’Atelier Moessmer di Brunico, insieme al socio Paolo Ferretti.

In cucina vale il metodo Cook the Mountain: ingredienti di montagna, stagione per stagione, con l’obiettivo di usare ogni prodotto per intero e sprecare il meno possibile. Il menu è alla carta, ma c’è anche un percorso degustazione da prenotare: i cinque tavoli con la vista migliore sono riservati a chi lo sceglie.

Si sale con la funivia da Riscone, quindi AlpiNN funziona anche per chi gli sci li lascia in albergo. Il ristorante segue gli orari degli impianti, e qui il pasto lungo si fa a pranzo: l’ultima corsa scende alle 17, e il dessert va calcolato di conseguenza.

Stella di Pila: la Valle d’Aosta in monoporzione

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A 2.723 metri, con Monte Bianco, Cervino, Gran Paradiso e Monte Rosa all’orizzonte, il Panoramic Bistrot della Stella di Pila ha scelto il buffet. Un buffet alpino di monoporzioni e piatti in vasocottura, cioè cotti dentro il barattolo di vetro chiuso, con ingredienti valdostani.

Il pranzo si compone scegliendo le portate, con opzioni senza glutine e vegetariane. Il progetto viene dalla squadra di Skyway Monte Bianco, e dal centro di Aosta la cabinovia arriva in circa mezz’ora, d’inverno come d’estate: anche qui gli sci sono facoltativi.

Doss Alpine Style a Pinzolo: la Val Rendena nel piatto

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Doss del Sabion. Foto di Bisti Paolo

Il Doss Alpine Style sta all’arrivo della cabinovia del Doss del Sabion, a 2.100 metri sopra Pinzolo, e il suo menu parte dalla razza bovina della valle, la Rendena. Allevata per latte e carne e tutelata da un Presidio Slow Food, all’Attic Restaurant arriva in tartare tagliata al coltello oppure cotta a lungo nel Teroldego Rotaliano DOC, con la polenta di Storo.

Il resto della carta pesca dai fiumi e dalle malghe: trota e salmerino, fettuccine alla cacciagione alpina e una degustazione di formaggi trentini con Spressa DOP, Vezzena e Puzzone di Moena. I due menu degustazione prendono il nome dalle Dolomiti di Brenta e dal Sarca, il fiume che scende lungo la Val Rendena.

Chi ha meno tempo trova al Mountain Restaurant il carpaccio di Rendena marinato, i canederli in brodo e gli strangolapreti, mentre il Panoramic Café & Bar va dalla colazione all’aperitivo. La sera si cena su prenotazione, salendo con gli impianti.

Fienile Monte al Passo Sella: carne, fonduta e 400 etichette

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Fienile Monte sta a 2.260 metri ai piedi del Sassolungo, nella skiarea del Col Rodella. La cucina mescola piatti italiani e ladini e gira intorno alla carne: fiorentina, tomahawk, chateaubriand, accanto a tagliata e bavetta di Angus australiano.

Il pezzo forte però sta in cantina, con oltre 400 etichette e le bollicine trentine in prima fila. Il sabato sera si cena su prenotazione: si lascia l’auto al Passo Sella e si sale in gatto delle nevi, una decina di minuti di strada fino al rifugio.

La cena è a menu fisso: buffet di antipasti, un primo che cambia ogni settimana, poi chateaubriand e fiorentina di manzo locale servite su piastra calda. D’estate, il venerdì, l’aperitivo va avanti fino alle 21.

Col Alt a Corvara: il miglior ristorante sulle piste

Il premio per la ristorazione va a un indirizzo legato alla storia stessa dello sci in Alta Badia. Nel 1938 a Corvara si costruì la slittovia del Col Alt. Nel 1946 al suo posto arrivò la prima seggiovia d’Italia, destinata a segnare lo sviluppo del turismo invernale nella valle.

Oggi all’arrivo della cabinovia da Corvara, a 2.000 metri, c’è il rifugio di Fabio Targhetta, che la guida premia come pioniere della cucina gourmet in quota, con la firma dello chef Enrico Vespani. In carta convivono i piatti di montagna più sostanziosi, ricette moderne e pesce.

E poi c’è l’Oyster Corner: ostriche fresche e 16 etichette tra champagne e bollicine. A 2.000 metri, sopra un paese ladino, suona quasi come una provocazione. Il Col Alt apre sia in inverno sia in estate.

Kosmo a Livigno: la sostenibilità passa dai fornitori

Kosmo Taste the Mountain si trova alla partenza degli impianti del Mottolino, a Livigno. È nato dentro la riqualificazione della stazione, con un investimento di quattro milioni e la consulenza di Niederkofler. In cucina c’è Michele Talarico, pugliese, classe 1991, formato al St. Hubertus di San Cassiano.

Il premio di Territori Sostenibili, assegnato con lo strumento di rating Susti, si capisce partendo dalla spesa. In carta le trote arrivano dalla Valmalenco, i formaggi dalla Latteria di Livigno, la carne è di bruna alpina e una parte delle verdure viene dall’orto del ristorante. Il menu segue quello che i fornitori hanno: «Lavoriamo con i piccoli produttori, ma siamo noi ad adattarci alla loro disponibilità», ha spiegato Talarico al Gambero Rosso.

La cucina valtellinese ha una sezione tutta sua, con sciatt, pizzoccheri e taroz, il purè di patate e fagiolini che qui arriva con la fonduta di Bitto. Dal 2026 c’è anche la pizza, con 48 ore di maturazione, prosciutto Fiocco valtellinese, bresaola e i formaggi della latteria.

Per una cena lunga c’è La Téa del Kosmo, il fine dining guidato da Siria Fedrigucci con Talarico, aperto su prenotazione tutte le sere tranne il giovedì. Chi preferisce un assaggio più breve può prenotare la Cantina Experience: tre calici scelti dalla sommelier Giada Rosa con un mini percorso dello chef.

Vista, design, après-ski: gli altri premiati

Gli ultimi tre premi di categoria riguardano meno la cucina, ma aiutano a costruire la giornata. Il Best View va al Rifugio Scoiattoli di Cortina d’Ampezzo, davanti alle Cinque Torri. Il Best Design a Oberholz, a Obereggen, per il suo progetto ipogeo; Oberholz era anche sul podio della sostenibilità, con Family Chalet Dosson sulla Paganella.

Per l’après-ski la guida ha scelto Super G a Madonna di Campiglio, uno dei quattro locali del marchio sull’arco alpino.



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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici