Monferrato: verdeggiante e solatio, misterioso e segreto

di Ines Roscio Pavia

Ultima Modifica: 18/10/2018

Il Monferrato è una vasta regione collinare tra Alessandria e Asti, tutta ad ampie dorsali, asciutta e ventilata, ricoperta da ricchi vigneti, un ameno paesaggio sparso di borghi, santuari, fortezze e castelli. Una natura incantevole protetta con discrezione dagli abitanti e fatta godere ai turisti con signorile ospitalità. Si estende verso sud a partire dalla destra del Po fino a giungere all’ Appennino ligure. E’ una delle più note regioni vinicole italiane conosciute nel mondo soprattutto per quanto riguarda vini rossi e spumanti.

La serenità e la bellezza del paesaggio, verdeggiante e solatio, ha fatto sorgere deliziosi agroturismi dove, oltre a respirare aria pura, si possono gustare i sapori autentici della tradizione piemontese, vivendo la grande soddisfazione di un ritorno alla natura.

Cibi semplici, saporiti, genuini da gustare con la grissia, il pane a pasta dura realizzato a mano: friciulin alle rane, vitello tonnato, bagna cauda, fritto misto, la finanziera con animelle di vitello, un piatto che riassume la storia del Piemonte: proposta nel 1450 dal Maestro Martino come riutilizzo di frattaglie e scarti di macellazione, ha abbandonato la tavola dei contadini per diventare una vera prelibatezza. Porta il nome della giacca di cerimonia indossata a Torino nel 1800 dai rappresentanti della finanza piemontese che, attraverso la ricchezza del piatto, volevano sottolineare il loro buon gusto e l’invidiabile benessere. Potremmo dire uno “status symbol”.

Gli infernot, ambienti di grande fascino, un paradiso del gusto

Il Monferrato casalese degli Infernot è una porzione di territorio caratterizzata da una concentrazione della caratteristica architetture di locali scavati nella pietra da cantoni. Sono ambienti di grande fascino esistenti solo in Monferrato. Il nome stesso porta a pensare a luoghi misteriosi, profondi, inquietanti. Si trovano al di sotto delle cantine, senza luce ed aereazione, destinati alla conservazione delle bottiglie più pregiate. Gli infernot sono scavati, non costruiti, in un’unica camera, oppure in un labirinto di vani e cunicoli a nicchie sovrapposte. Le pareti sono rifinite con picconatura a vista. Sono realizzati in pietra arenaria “vecchia” di venti milioni di anni, particolarmente morbida e friabile, facilmente lavorabile, in grado di mantenere la temperatura dai 9 ai 12/13 gradi centigradi tutto l’anno e un tasso di umidità perfetto per il vino. Risalgono presumibilmente alla seconda metà dell’ottocento, testimoniano la cultura del vino e il rispetto per la propria terra. Si trovano sotto abitazioni private, quindi aperti al pubblico solo in occasione di feste patrimoniali o eventi gastronomici. Quanti sono? L’ultimo censimento ne ha stimato 78.

Nelle cantine di questi edifici risiede un tesoro, la migliore selezione dei più classici vini monferrini tra cui Barbera e Grignolino, affiancati da Barolo, Barbaresco, Freisa d’Asti, Malvasia di Casorzo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Ruchè di Castagnole, Cortese e Gavi.

I comuni riconosciuti come patrimonio dell’Unesco dal 2014 sono Carmagna Monferrato, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato e Vignole Monferrato.

Per festeggiare la vendemmia, in settembre a Casale Monferrato si celebra la Festa del vino, una piacevolissima e importante manifestazione durante la quale i produttori locali presentano i loro migliori vini per poi partecipare al concorso ecologico Torchio d’Oro.

Ecomuseo della pietra da cantoni Cella Monte

L’Ecomuseo della pietra da cantoni si trova a Cella Monte; la visita è estremamente interessante, sotto di esso è scavato un infernot sempre visitabile (telefono 0142 488161) www.ecomuseopietracantoni.it

Nella sede dell’Ufficio Territoriale di Alba si trova il Centro Vitivinicolo Unesco, uno spazio destinato alla ricerca dei territori vitivinicoli del Monferrato, delle Langhe e del Roero.

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