No burro no party. L’ingrediente per i dolci delle Feste

Per tutelare i due prodotti tipici da ricorrenza dal 2005 un decreto stabilisce ingredienti e fasi per la produzione. Tra questi, il burro è irrinunciabile. Scopri perché

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 11/12/2018

Ogni anno, in occasione delle festività natalizie, in Italia si vendono oltre 54 milioni di confezioni di panettoni e pandori, comunicano i produttori aderenti all’Aidepi. Senza il burro non se ne venderebbe neppure una, aggiunge Assolatte, perché questi dolci tipici della tradizione italiana non potrebbero essere prodotti. Il burro è uno degli ingredienti che caratterizzano  dei prodotti da forno tipici del Natale italiano.

Gli italiani sono i maggiori consumatori al mondo di panettone e pandoro, con circa 3 kg annui pro capite. Sono gli italiani ad averli inventati cinque secoli fa, e ne sono i maggiori produttori della Terra. Le aziende dolciarie italiane ne sfornano 6.550 tonnellate l’anno che, per il 10%, vengono vendute all’estero.

Il burro è un ingrediente pregiato e costoso, indispensabile e insostituibile, di questi lievitati da ricorrenza, così come lo sono il lievito naturale da pasta acida, le uova fresche e lo zucchero. Lo dice una tradizione secolare, lo confermano i maestri pasticceri, e lo stabilisce anche la legge italiana.

Infatti, per tutelare queste eccellenze della tradizione dolciaria italiana e difenderle dalle imitazioni di scarso valore, nel 2005 è stato emanato un decreto che ne stabilisce le fasi di preparazione, la ricetta e gli ingredienti, a partire dal burro.

La norma, ricorda Assolatte, stabilisce che il burro deve rappresentare almeno il 16% degli ingredienti del panettone e almeno il 20% di quelli del pandoro. Ma a essere fissato è solo il valore minimo: più burro c’è, più pandoro e panettone risulteranno morbidi, profumati e alveolati.

Nella preparazione di panettoni e pandori il burro non può essere abolito né sostituito con altri ingredienti. Infatti la legge vieta l’uso di ogni altro grasso, con la sola eccezione del burro di cacao.

Meglio dunque leggere l’etichetta e controllare l’elenco degli ingredienti, obbligatorio, per essere certi di festeggiare il Natale con un dolce da ricorrenza di qualità, così come spiega l’utile vademecum all’acquisto di panettone e pandoro realizzato da Aidepi.

Ma non è solo mangiando una fetta di pandoro o panettone che si porta il burro sulla tavola delle feste, afferma Assolatte. Ci sono tanti modi per gustarlo. Qualche idea?

Per affiancare i migliori salumi nel classico antipasto all’italiana, per dare un tocco morbido agli amuse bouche con acciughe o salmone, per accompagnare il caviale o le uova di lompo, e per preparare gli immancabili biscotti al burro e allo zenzero, con cui decorare anche l’albero di Natale.

 

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