Nuova pizzeria Berberè a Milano, con il primo Mikkeller bar in Italia

ospiterà il primo Mikkeller bar in Italia Il nuovo locale milanese dedicato alla pizza artigianale ospiterà al suo interno un corner della brew firm danese, ritenuta tra i pionieri della birra artigianale di qualità in tutto il mondo. Il 12 febbraio l’inaugurazione in Corso Porta Ticinese 1.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 12/02/2020

Dopo i successi ottenuti nel 2019 con l’apertura di due nuovi locali e la riconferma di Berberè tra le pizzerie più innovative e all’avanguardia in Italia (3 spicchi del Gambero Rosso, miglior pizzeria bio d’Italia ai Pizza Awards) e nel mondo (14a posizione nella classifica Top50Pizza), il 2020 si apre con un’importante notizia per il brand di pizzerie, creato dai fratelli Aloe nel 2010. Mercoledì 12 febbraio inaugurerà a Milano, in Corso di Porta Ticinese 1, la quarta pizzeria Berberè in città. La novità sarà la presenza all’interno del locale del primo Mikkeller Bar in Italia.

Mikkeller, brew firm fondata nel 2006 a Copenhagen da Mikkel Borg Bjergsø, si è fatta ben presto conoscere fuori dei confini danesi per il suo approccio innovativo alla produzione birraria, grazie alla collaborazione con alcuni fra i birrifici più creativi al mondo, ed una comunicazione immediata ed efficace. Mikkeller ha contribuito così a riscrivere la storia della birra artigianale contemporanea come Berberè ha fatto con la pizza in Italia.    

Berberè e Mikkeller sono una combo perfetta, pronta a creare nel cuore di Milano una atmosfera unica in Italia. All’interno del nuovo locale saranno disponibili 10 birre alla spina e una selezione di birre in bottiglia e lattina, perfette per accompagnare le pizze con lievito madre realizzate artigianalmente dai pizzaioli dell’insegna o per essere bevute da sole. Le misure alla spina saranno due, media e piccola, e i prezzi varieranno dai 3,50 € ai 7 €.

Sarà possibile trovare proposte sempre nuove per soddisfare tutti i gusti e sperimentare possibili combinazioni con le pizze Berberè, per la clientela appassionata di birra ma anche per quella semplicemente desiderosa di sperimentare: Pilsner, Pale Ale, Hazy IPA, birre a fermentazione spontanea, Wild Ale, birre alla frutta, Stout e tanti altri stili.

Ci saranno ad esempio birre Pilsner dallo stile popolare, come la Water Series, serie di birre in stile tedesco realizzate con diverse fonti di acqua (provenienti da Danimarca, Pacifico, Repubblica Ceca e Burton on Trent* nel Regno Unito), per confrontare come cambia il sapore in base alla diversità di un solo, ma cruciale, ingrediente come l’acqua; la Vesterbro Wit, birra bianca nata nel quartiere trendy di Copenhagen; la Green Gold IPA, in cui il luppolo americano è aggressivo ma mitigato dalle note di caramello e agrumi. Le spine saranno in grado di soddisfare anche i più curiosi, con selezioni quali lab Hallo Ich Bin Berliner Weisse Raspberry, realizzata con l’aggiunta lamponi durante il processo di birrificazione. Non mancheranno le chicche, tra cui birre spontanee come la Sour Ale Spontancherry Frederiksdal, realizzata con le ciliegie di un pluripremiato contadino dell’isola Lolland nell’estremo sud della Danimarca, e invecchiata in botti di rovere. La selezione seguirà lo stesso schema anche per le lattine e le bottiglie, tra cui non mancherà una proposta con basso contenuto alcolico, la Drink’in the sun, Wheat Ale in stile americano dal sapore di pesca e pompelmo con note erbacee, ideale da bere con il giusto sottofondo musicale mentre si guida al tramonto, ma ottima anche per una pausa pranzo fresca e gustosa.

Arriva Mikkeller

La partnership fra Mikkeller e Berberè è frutto di una comune visione caratterizzata da passione e curiosità, che hanno portano entrambe le realtà a ricercare sapori e sfide sempre nuove. In questi anni Mikkeller ha sviluppato, infatti, una serie di progetti affiancati alla produzione birraria: creazione di bar, festival, un running club internazionale, collaborazioni con musicisti e altri ristoranti, come Alinea, El Cellar de Can Roca e Noma. Proprio al Noma di René Redzepi, Matteo Aloe ha non solo lavorato, ma anche conosciuto Copenhagen e Mikkeller più da vicino. Allo stesso modo Berberè, in ascolto di ciò che si muove nel mondo con progetti quali la rivista 24 Hour Pizza People o la propria web radio Pizza or Vinyl, ha la vocazione a sperimentare sempre nuove collaborazioni con persone di talento ed esperienze innovative. Due partner perfetti per questa nuova impresa di cultura e gastronomia.

«La birra Mikkeller è stata disponibile in Italia fin dal principio, quindi è proprio giunta l’ora di aprirvi un bar. Collaborare con una grande pizzeria come Berberè è per noi un’opportunità di accoglienza positiva e Milano è una città bellissima. Non vediamo l’ora di servire la nostra birra direttamente alla spina ai milanesi», così commenta la nuova apertura Mikkel Borg Bjergsø, fondatore e CEO di Mikkeller. Da parte loro, Matteo e Salvatore Aloe accolgono con entusiasmo Mikkeller nella nuova pizzeria: «Amiamo le birre Mikkeller da quando le abbiamo conosciute a Copenhagen e siamo dei veri e propri fan di questa brew firm innovativa, di cui seguiamo le attività e i pub nelle varie città, da San Francisco a Tokyo, passando dalle isole Faroe e da Berlino. Siamo felici di poter dare a Mikkeller il benvenuto in Italia e a Milano, sicuri che la nostra clientela, amante del buono, saprà apprezzare la qualità delle sue birre».

Berberè Pizzeria Milano Colonne sarà aperta tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 12.00 alle 15.00 e dalle 18.30 alle 23.30, e fino a mezzanotte venerdì e sabato. Il locale ha circa 90 posti a sedere, di cui 10 al bancone di fronte alle 10 spine.

12 locali e 10 anni di pizza Berberè

Berberè intanto compie 10 anni. Un decennio in cui in fratelli Aloe sono stati protagonisti dell’evoluzione della pizza in Italia: da prodotto troppo spesso vituperato, oggi è uno dei punti di riferimento assoluti per qualità, innovazione e sperimentazione nella cucina italiana. Il brand, attraverso il proprio lavoro e con un’idea semplice – proporre una pizza buonissima  realizzata con i migliori ingredienti da tutta Italia – ha contribuito ad un nuovo movimento nato attorno a questo piatto. Dietro questa idea, divenuta oggi una realtà solida, sta crescendo una nuova generazione di pizzaioli animati dal fuoco di una tradizione che, grazie alle conoscenze tecniche, continua ad evolvere ogni giorno.

Con la nuova apertura di Milano Colonne, Berberè conta oggi 12 pizzeria in Italia (Milano, Torino, Firenze, Roma, Verona, Bologna e Castel Maggiore) e 3 a Londra.

Tutti i giorni nei locali Berberè si serve una pizza artigianale realizzata da lievito madre vivo, stagionale, leggera e gustosissima ad un prezzo accessibile. Il menu delle pizze parte infatti da 5,90 €.

Novità importante nel menù di questo locale è l’inserimento delle montanare di Berberè, pizze fritte con impasto Berberè in tre varianti: “Pomodoro, parmigiano reggiano e basilico”, “Stracciatella e crudo di Norcia” e “Pomodoro, bufala, acciughe e origano”.

E se da sempre la pizza Berberè è riconosciuta fra le migliori in Italia, la sfida dei fratelli Aloe mette la pizza  al centro di una visione culturale a tutto tondo: parafrasando il filosofo Josè Mourinho, “Chi sa solo di pizza, non sa niente di pizza”, ed è per questo che Berberè, già da anni impegnato nel progetto della web radio Pizza or Vinyl, dallo scorso anno ha lanciato, sotto la sapiente direzione di Martina Liverani, il progetto editoriale di 24 Hour Pizza People: bookmagazine cartaceo indipendente, in doppia lingua (italiano e inglese), un po’ guida urban un po’ rivista contemporanea sulle città, nata con l’obiettivo di raccontarne le mille sfaccettature, tra interviste, indirizzi curiosi e naturalmente cibo, in particolare la pizza. Dopo Bologna e Torino, il prossimo numero sarà dedicato proprio a Milano.

Le caratteristiche della pizza Berberè

Impasto realizzato ogni giorno in ogni pizzeria partendo da acqua, farina e pasta madre viva

farine semintegrali biologiche e macinate a pietra frutto del lavoro di ricerca con Alce Nero, leader nel biologico;

• Impasto a base di pasta madre viva che riposa almeno 24 ore a temperatura ambiente controllata, tra i 20 e i 24 gradi, dando alla pizza quella inconfondibile consistenza morbida dentro e croccante fuori;

Impasti alternativi con cereali diversi dal grano (enkir, farro, Senatore Cappelli) o con idrolisi degli amidi, una tecnica di lievitazione antica, totalmente priva di lieviti aggiunti, basata sul processo di autofermentazione del grano spezzato.

• Guarnizioni con ingredienti freschi di stagione, molti biologici e di alta qualità: Fior D’Agerola caseificio Fusco, Mozzarella di Bufala Ponte Reale, Pomodoro del Piennolo di Maria Coppola, Salumi della macelleria Zivieri.

Pizza servita già tagliata in 8 fette, per stimolare la convivialità e per facilitare la vita al tavolo.

Il nuovo locale

Ogni pizzeria del brand ha un progetto architettonico site specific, realizzato da Comunicattive e Studio Rizoma Architetture, due realtà bolognesi che hanno collaborato alla realizzazione creativa e del design interno anche dei precedenti locali. Ogni locale ha una propria identità unica, forgiata con l’obiettivo di  essere un luogo che contribuisce in modo significativo al quartiere e alla comunità locale.

La nuova pizzeria nei pressi della colonne di San Lorenzo ospiterà 90 coperti in un ambiente completamente ristrutturato distribuito in due grandi sale. L’intonaco è stato eliminato per dare luce al mattone grezzo, mentre la boiserie color senape contribuisce a scaldare gli interni L’utilizzo di colori caldi del legno delle sedie e del bancone, insieme al tessuto color ruggine scelto per le panchine lungo le pareti, rende l’ambiente accogliente e confortevole. La cucina è a vista, altro elemento caratteristico dello stile Berberè, che pone al centro la trasparenza nella preparazione della pizza.

Ovviamente grande importanza in questa location assume il bar, sintesi della contaminazione dei due brand sotto il punto di vista del design. Importante il muro delle birre tipicamente mikkelleriano con la grande lavagna per descrivere le proposte di birra del giorno e i rubinetti che spuntano direttamente dalla parete.

Non poteva mancare il wall-painting, elemento presente in tutti i locali dell’insegna. Le visual artists TO/LET, già autrici delle opere presenti in altri locali del gruppo, sulle pareti della nuova pizzeria milanese hanno realizzato un’opera su due muri frontali raffigurante un gioco divertito e ironico tra due bambine: una si nasconde il viso dietro un piatto con l’immagine di un’emoji sorridente, l’altra guarda con delle lenti 3d a molle, evocando un dialogo di sguardi, tra nascondersi e mostrarsi, interrompere e ricomporre la vista. Le grafiche del locale ripropongono lo stile Berberè, caratterizzato da un immaginario vintage con foto in bianco e nero montate, con la tecnica del collage, su colori accesi e vividi.

Berberè


2 giovani imprenditori, 200 dipendenti, 12 locali in Italia, 3 a Londra e una sola grande passione: quella per una pizza buona, artigianale, realizzata da lievito madre vivo e con prodotti biologici selezionati, servita rapidamente a prezzi accessibili. L’insegna di pizzerie creata nel 2010 a Bologna da Matteo e Salvatore Aloe in 10 anni è divenuta una realtà di successo riconosciuta dal pubblico e dalla critica enogastronomica. Berberè promuove, attraverso la pizza, una vera rivoluzione della cultura gastronomica fondata sull’artigianalità. Berberè è presente in Italia a Milano con 4 locali, a Torino e Firenze con 2, a Roma, Verona, Bologna e Castel Maggiore (Bo). Berberè è “pizza buonissima servita gentilmente in posti bellissimi”.

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