Plan de Corones: delizie ad alta quota - InformaCibo

Plan de Corones: delizie ad alta quota

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 30/01/2024

Due paradisi naturali a poca distanza l’uno dall’altro: Plan de Corones (KronPlatz) e San Vigilio di Marebbe, sono due località dell‘Alto Adige incastonate nel cuore delle Dolomiti, patrimonio Unesco. Queste località sono rinomate per i panorami da fiaba, l’infinita rete di sentieri, la cultura ladina, la natura e le piste da sci di alto standard internazionale. Ma qui potete scoprire anche  un patrimonio gastronomico davvero molto interessante.

Plan de Corones: sport con gusto

Plan de Corones, è un’ambita e famosa destinazione per gli amanti degli sport invernali grazie ai suoi oltre 100 km di piste da sci ben tenute che offrono un’esperienza sciistica di prim’ordine. Tuttavia, ciò che attrae visitatori da tutto il globo non è solo lo sport, ma anche la cucina locale di queste zone che svolge un ruolo chiave nell’esperienza turistica. Si distingue il Pusterer Breatl, un formaggio semi-duro e aromatico, prodotto dal latte delle mucche alpine. Un altro pezzo forte per i buongustai è lo speck prodotto anche qui, un prosciutto crudo affumicato, maturato nell’aria fresca di montagna, che si abbina splendidamente con i vini locali come il Sylvaner o il Gewürztraminer.

San Vigilio di Marebbe: after ski goloso

San Vigilio di Marebbe,  incantevole villaggio che si trova nel cuore del Parco Naturale Fanes-Sennes-Braies, è un affascinante borgo montano che offre non solo panorami naturali da sogno, ma anche una cucina ricca di storia e tradizione che mescola la cultura latina con le influenze tirolesi. Qui, i visitatori possono gustare piatti tradizionali come i “Turtres”, fagottini ripieni di spinaci o crauti, e il “Furtaies“, un tipo di frittella avvolta, che può essere dolce o salata o gli spatzle, golosi gnocchetti verdi da gustare con funghi, o a seconda del periodo dell’anno con altri ingredienti di stagione.

Non è possibile andarsene da San Vigilio di Marebbe senza aver assaggiato il “Cajincí“, un piatto di ravioli ripieni di spinaci, ricotta e erbe, un rappresentante principe della gastronomia ladina.

Ma prima, aperitivo con un buon Hugo, lo “spritz” tirolese, che al posto dell’Aperol o del Campari usa sciroppo di sambuco e foglie di menta.

Per provare un’autentica esperienza di gastronomia ladina, l’indirizzo giusto è al ristorante La Fana Ladina a San Vigilio di Marebbe o al Rifugio Corones, sull’altopiano di Plan de Corones, tipica baita alpina.

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