4 Ristoranti di Alessandro Borghese: quali sono i ristoranti di cucina ladina in Val Badia

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 29/05/2020

Il tour itinerante di chef Alessandro Borghese ieri, giovedì  28 maggio ha fatto tappa in Val Badia, culla della cultura e cucina ladina in Alto Adige. Per chi non avesse visto la puntata su Sky NOW TV ecco qui i nomi e gli indirizzi dei protagonisti della puntata di ieri di 4 Ristoranti in Val Badia.

Non vi spoileriamo sul vincitore (potete guardarvi la puntata on demand su Sky o Now Tv) ma vi assicuriamo che questi “magnifici 4” meritano una tappa se state progettando prossimamente una vacanza in Alto Adige.

La cucina ladina

Chef Borghese si è immerso nella natura delle Dolomiti, patrimonio Unesco, per farci scoprire un tesoro della Val Badia. Villaggi che sembrano dipinti (chi scrive questo articolo è innamorato di San Vigilio di Marebbe) o e sono i custodi dell’antica tradizione culinaria ladina, che viene rigorosamente tramandata di generazione in generazione.

Ma che cos’è la cucina ladina? Una cucina di piatti semplici ma molto gustosi, preparati con ciò che offre la terra: canederli, zuppe di orzo, frittelle con ripieno di ricotta e spinaci, strudel di mele e furtaies non mancano mai nei ristoranti e nei rifugi della zona.

Ma questi piatti vengono ancora preparati rispettando le regole delle antiche ricette ladine o la nuova generazione ha deciso di rinnovarli? C’è chi ha fatto una scelta e chi un’altra. Il risultato è sempre molto gustoso e genuino.

I RISTORANTI DI CUCINA LADINA IN VAL BADIA DELLA SESTA PUNTATA 

4 ristoranti alto adige

 

TLÓ PLAZORES (San Vigilio di Marebbe, Val Badia).

 Uli (52 anni) è la titolare e chef ed è nata a pochi chilometri dal suo ristorante. È cresciuta in una famiglia che, possedendo un maso, si è da sempre dedicata all’accoglienza dei turisti. Nel 2000 ha aperto il ristorante e dal 2007 si occupa personalmente della cucina, mentre suo marito si dedica alle coltivazioni.

Uli propone una cucina che si rifà ai piatti tradizionali della cucina ladina rivisitandoli in chiave contemporanea come per esempio i canederli con mozzarella oppure classici, basilico e olive taggiasche, cajincì arrostiti (arrostiti li fanno in pochi), zuppa d’orzo con lo stinco (come da vera ricetta tradizionale) e altri piatti. La location è molto caratteristica: all’esterno ha un bellissimo prato con tavoli e ombrelloni, come fosse un rifugio, mentre all’interno il ristorante si sviluppa come una casa.

FANA LADINA (San Vigilio di Marebbe, Val Badia)

Alma al lavoro a La Fana Ladina (dietro le vetrate potete vedere l’orto)

 Alma (47 anni) è la splendida titolare e la direttrice di sala. Avete presente il sorriso che vedete in queste foto? Lei è sempre così: sorridente, solare, bellissima. E brava: fin dal 2000, anno in cui ha iniziato a gestire il locale, per servire ai tavoli dei propri ospiti indossa i panni tipici ladini.

Alma ama il contatto con la gente, proprio per questo ha scelto di diventare una ristoratrice. Propone un menù tipico ladino con tutres di ricotta e spinaci, crafun salato (le zie sono state pioniere di questo piatto da tutti conosciuto come un piatto dolce), cajincì con papavero caramellato, medaglioni di cervo, costicine.

Il ristorante sembra una classica casa di montagna, arredata all’interno con oggetti tipici del luogo. Ha un orto sul retro con un gazebo esterno e un accogliente patio sul davanti. Le sale sono due: quella a destra è più raccolta e intima, quella principale, invece, è la sala del bar (molto luminosa).

ADLERKELLER (Corvara, Alta Badia)

Svetlana (49 anni) è la titolare e direttrice di sala. È di origine moldava, ma è in Italia da 20 anni per lavoro. È qui che incontra Luis, suo marito e suo attuale socio del locale. Da lui e dalla suocera, Svetlana ha imparato tutte le ricette tipiche ladine. Per Svetlana il suo ristorante è come un figlio, per questo lo gestisce con molta passione.

Il loro piatto forte è l’Adlerkeller – chiamato così in onore del locale – un piatto unico con canederli, polenta, formaggio, funghi, capriolo e salsiccia. Il ristorante è caratteristico tirolese con travi in legno, pavimento in cotto con tavoli e sedie in legno. All’interno della sala ci sono dei tavoli riservati molto particolari con oggetti caratteristici di un maso e tende che garantiscono riservatezza. Il ristorante gode di un giardino e una terrazza.

RIFUGIO LA MARMOTTA (Corvara, Alta Badia)

 Verena (48 anni) è la titolare e gestisce la sala. Ha arredato il locale, che considera a tutti gli effetti un terzo figlio, assecondando il suo gusto personale. A Verena piace il suo lavoro e aiuta sempre tutto il suo staff, infatti anche se prevalentemente è al bar, quando la sua squadra lo richiede, aiuta in cucina o dove hanno bisogno di lei.

Verena, che è vegetariana, propone piatti ladini come tutres fatte in casa, zuppe d’orzo, canederli di ogni tipo, cajincì arstis fritti o cotti nell’acqua, furtaies, cütles da pom.

La location è a tutti gli effetti un rifugio di montagna: ha un grande spazio esterno con tavolate rustiche, panche e ombrelloni, e una sala interna – con annesso bar – più curata e caratteristica con molte decorazioni tipiche montanare. Al piano inferiore ci sono la cucina e un’altra sala, che però vengono utilizzate solo in pieno inverno.

La puntata di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” si è avvalsa della collaborazione dell’IDM SÜDTIROL – Alto Adige.

Tutti i ristoranti che partecipano al programma sono identificabili attraverso un “bollino” Alessandro Borghese 4 Ristoranti esposto all’esterno, una rete di locali testati da chi se ne intende: i ristoratori stessi.

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L'Autore

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