Riforma Pac, discussione al via: “No tagli ai fondi per l’export” - InformaCibo

Riforma Pac, discussione al via: “No tagli ai fondi per l’export”

L’appello dei produttori italiani. E di De Castro: “Se aboliti, una catastrofe per il Made in Italy”. Mondo agricolo all’attacco contro chi specula

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 18/02/2019

E’ partita il 14 febbraio la discussione sulla revisione della “Pac post 2020” da parte del Parlamento Ue per decidere se più di un terzo delle risorse comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita e capace di produrre cibo sano, sostenibile e lavoro nell’interesse di tutti i cittadini oppure continuare come oggi a finanziare il depauperamento del mondo agricolo. La Pac, fino ad oggi, ha utilizzato circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di euro all’anno. Un patrimonio enorme che tuttavia non ha prodotto grande ricchezza nel tessuto produttivo italiano come dimostrano i tanti problemi che affliggono l’intero settore: la crisi del latte di questa settimana, dell’olivicoltura da due anni e di altre filiere del Made in Italy. E’ la legittimazione – dicono le numerose voci critici – del fallimento della Pac. L’accusa è che le promesse di realizzare una politica equa e verde fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. Anzi, i problemi economici delle aziende agricole sono drasticamente aumentati.

 

Futuro delle filiere a rischio

 

Se la “vecchia” riforma Pac si è rivelata inefficace, la “nuova” – “Pac post 2020”  rischia di essere ancora più dannosa della precedente. In gioco c’è l’abolizione degli aiuti europei alla promozione dell’export delle nostre grandi eccellenze agroalimentari quali vino e ortofrutta, verso i paesi terzi, come invece propone la Commissione ambiente del Parlamento europeo. “Se fosse approvata, sarebbe catastrofico per il futuro di tutta la filiera europea, denuncia Paolo De Castro, primo vice-presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo.

La sua preoccupazione nasce dall’indirizzo che la Commissione ambiente vuole dare alla futura riforma. Per questo, De Castro ha deciso di mettere in guardia il settore, con una lettera indirizzata a tutte le organizzazioni agricole e alimentari italiane. Le misure approvate dalla Commissione Envi (Sanità pubblica e Sicurezza alimentare), per De Castro “mettono a repentaglio la sostenibilità economica di migliaia di aziende agricole italiane ed europee”. “Senza contare – conclude l’eurodeputato Pd – che la proposta presenta non pochi fattori di rischio introducendo requisiti sproporzionati per permettere ai nostri agricoltori l’accesso ai fondi Pac”.

 

Sostegno all’agricoltura biologica

 

“E’ il momento di decidere se continuare a promuovere un modello di agricoltura non più sostenibile per l’ambiente, i cittadini e i piccoli agricoltori oppure se è possibile fare un’alleanza tra istituzioni, cittadini, agricoltori e Ong per cambiare le cose”. È questo il messaggio lanciato dalla coalizione #CambiamoAgricoltura, costituita da diverse associazione tra cui Fai, Legambiente e WWF Italia. “Non servono più palliativi per dare risposte concrete alle difficoltà dei nostri agricoltori – è la denuncia -, serve piuttosto una seria riforma della Pac che eviti l’utilizzo di miliardi di euro di fondi pubblici per sussidi perversi e per arricchire coloro che speculano sulla proprietà dei terreni, e favorisca invece le piccole aziende agricole e zootecniche che garantiscono la qualità delle produzioni made in Italy”. Gli obiettivi che la coalizione ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche.

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L'Autore

giornalista Osservaitalia