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Vigne libere dal diserbo: la proposta del Roero

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 01/07/2021

I produttori del Consorzio di Tutela del Roero hanno presentato ai Comuni della denominazione una proposta per l’abolizione dei diserbanti chimici

Lavorare con i comuni per rendere le colline del Roero la prima zona del Piemonte libera dal diserbo, a salvaguardia della biodiversità e del paesaggio: è questa la nuova sfida del Consorzio di Tutela del Roero per valorizzare il territorio della DOCG patrimonio UNESCO.

Sotto la guida del presidente Francesco Monchiero, i produttori del Consorzio hanno negli ultimi anni mosso passi sempre più concreti verso il coraggioso obiettivo, nato proprio dai soci due anni fa in assemblea. Con il supporto del tecnico viticolo Edmondo Bonelli, il Consorzio ha presentato ai sindaci e alle commissioni agricole comunali una proposta per far inserire nei regolamenti della Polizia Rurale il divieto di utilizzo di prodotti chimici per il diserbo. Si tratta di un primo passo verso un risultato importante. 

Il nostro obiettivo e la nostra missione come produttori è proteggere e valorizzare il nostro meraviglioso territorio – dichiara Monchiero. – Parte fondamentale della ricchezza delle colline che chiamiamo casa è la biodiversità; i trattamenti chimici per il diserbo mettono a rischio la varietà di specie vegetali e animali che popolano naturalmente l’ambiente vigneto, depauperandolo della sua capacità di autoregolarsi e danneggiando il paesaggio”.

In questo momento storico, in cui anche il consumatore è più attento alla sostenibilità, vogliamo assumerci la responsabilità di ridurre il nostro impatto ambientale.

“Sono molto orgoglioso del coraggio che i soci hanno dimostrato nel perseguire un obiettivo non semplice, ma necessario: è una prova del nostro amore per queste terre“, ha concluso il presidente del Consorzio di Tutela del Roero.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.