Salumi: in Gazzetta Ufficiale l’obbligo di etichetta con l’indicazione luogo di provenienza - InformaCibo

Salumi: in Gazzetta Ufficiale l’obbligo di etichetta con l’indicazione luogo di provenienza

Via libera all’etichetta a sostegno del vero Made in Italy e per smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 19/09/2020

Stop all’inganno.

Via libera all’etichetta con l’indicazione di provenienza su salami, prosciutti e culatelli per sostenere il vero Made in Italy e smascherare l’inganno della carne tedesca o olandese spacciata per italiana.

La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.230 del Decreto interministeriale sulle Disposizioni per “l’indicazione obbligatoria del luogo di provenienza nell’etichetta delle carni suine trasformate”, è un tassello importante per garantire la tracciabilità delle produzioni, la sicurezza alimentare e sostenere le imprese di tutti i territori.

I produttori devono indicare Paesi di nascita, di allevamento e di macellazione

Il decreto sui salumi prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le informazioni relative a: Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali); “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali); “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali). Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile dunque solo quando la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.  Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE.

Il commento del presidente Coldiretti Ettore Prandini

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini evidenzia, con soddisfazione, la pubblicazione e sottolinea che: “in un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta il Paese d’origine di tutti gli alimenti per combattere la concorrenza sleale al Made in Italy” e aggiunge “l’Italia ha la responsabilità di svolgere un ruolo di apripista in Europa, anche sfruttando le opportunità offerte dalla storica apertura dell’Ue all’obbligo dell’origine con l’indicazione dello Stato membro con la nuova Strategia Farm to Fork nell’ambito del Green New Deal”.

Condividi L'Articolo

L'Autore