Smart Working: così cambia la pausa pranzo

Come cambia la pausa pranzo per chi lavora da casa, tra tempo "guadagnato" e il rischio di perderlo cucinando. Il progetto iColti in Tavola di Elior

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 16/09/2020

Il 50% dei lavoratori che lavorano da casa ritengono più difficile alimentarsi correttamente e con calma a casa piuttosto che quando lavoravano in ufficio.

È quanto emerge dalla ricercaFlessibilità e smart working: come cambia la nuova pausa pranzo degli italiani?” condotta da Praxidia per Elior, realtà leader nella ristorazione, condotta ad inizio settembre su un campione rappresentativo di lavoratori dipendenti e presentata oggi nel corso di un webinar dedicato ad indagare le aspettative e le necessità degli italiani e i servizi messi in campo dalle aziende in questo particolare momento.

Tra gli intervistati che reputano più difficile gestire il break lavorando da casa, il 39% ritiene che sia più complesso mantenere un menu vario e bilanciato, il 42% percepisce il momento della pausa come meno rilassante con l’impossibilità di staccare davvero dal lavoro, mentre il 49% denuncia una minore possibilità di fare movimento e il 30% pensa di avere meno tempo per sè stesso.

Una nuova pausa pranzo richiede nuove soluzioni

Ma come deve essere la nuova pausa pranzo degli italiani per compensare la maggiore difficoltà?

Sempre secondo la ricerca condotta da Praxidia deve essere digitalizzata, dal momento della scelta, all’ordine e al pagamento per una più agevole customer experience, semplice da acquistare ma anche da scegliere con una chiara lettura delle ricette, degli ingredienti e dei loro apporti nutrizionali e personalizzata, ovvero garantire flessibilità e rispetto dei diversi regimi dietetici.

Con un punto fermo: l’italianità, la genuinità e la tradizione degli ingredienti che sono imprescindibili per il 55% degli intervistati.

piatti pronti i colti in tavola

piatti pronti i colti in tavola
Al lavoro o a casa: piatti italiani, gustosi e leggeri per la pausa pranzo

Per rispondere ai nuovi stili di vita dei lavoratori italiani e offrire loro una soluzione concreta, Elior inotroduce sul mercato un nuovo servizio che permette una pausa pranzo veloce, sana e gustosa. Si tratta di “iColti in Tavola”, una nuova linea di piatti pronti, buoni e salutari confezionati in ATP, una tecnologia di packaging innovativa che consente l’estensione della shelf-life fino a 10 giorni senza l’uso di conservanti. Con un ampio catalogo di ricette, caratterizzate da ingredienti genuini e da un’ampia varietà di piatti adatti anche a chi segue un regime alimentare particolare, incluse le intolleranze e le diete personalizzate, I Colti in Tavola grazie alla propria versatilità si prestano a differenti canali di distribuzione: dall’azienda, dove possono essere associati al forme di distribuzione più classiche, al welfare at home al canale Ho.re.ca fino alla GDO.

“Elior già da tempo stava studiando l’evoluzione della società e dei modelli di lavoro, caratterizzati da una crescente flessibilità. L’emergenza sanitaria ha accelerato queste dinamiche ed emerge dunque chiaramente la necessità di soluzioni nuove in grado di assicurare ad ognuno la migliore esperienza in pausa pranzo al fiano del ristorante aziendale, su cui continuiamo a puntare ed innovare” sottolinea Rosario Ambrosino, Amministratore Delegato di Elior. “Per raggiungere questo scopo è fondamentale investire sull’evoluzione tecnologica delle nostre cucine centrali, che oggi più che mai sono in grado di coniugare tecniche innovative per il packaging con le competenze dei nostri chef, la cui preparazione e specializzazione nel food è cruciale“.

“Il nostro impegno è fornire una risposta alla richiesta di massima flessibilità che ci viene posta dai lavoratori e dalle aziende: dal momento della giornata al luogo in cui consumare il pasto, dal mix di ingredienti fino alla possibilità di avere un pasto veloce ma sano e gustoso al tempo stesso. Per questo abbiamo pensato ad una linea, iColti in Tavola, che avesse queste caratteristiche e fosse disponibile in canali di distribuzione diversificati, in modo da interpretare ancora meglio tutte le nuove modalità di lavoro e stili di vita che vediamo emergere nella società” conclude Andrea Cartoccio, Direttore Marketing Communication & Innovation Elior.

La tendenza alla maggiore velocità nella fruizione della pausa pranzo e una maggiore differenziazione delle esigenze alimentari, oltre alla crescente flessibilità dei modelli organizzativi è rilevata anche da San Benedetto. Relmi Rizzato, Direttore HR, ha sottolineato come l’esperienza del lockdown abbia costretto a rivedere le modalità di fruizione del servizio mensa e della pausa pranzo tra esigenze di evitare gli assembramenti e presenza al lavoro. La necessità di consumare il pasto alla scrivania ha fatto emergere il bisogno di pasti leggeri e diversificati. Tendenza cui l’azienda cercherà di dare risposta anche per il futuro. Massimo Rizzato, Direttore amministrazione del personale, ha raccontato come sarà necessario in futuro pensare a menù e modalità di erogazione dei pasti diversificata in funzione delle diverse categorie di lavoratori, nell’ottica del processo di welfare aziendale.

Dove trovare iColti in Tavola (si, anche al supermercato) 

piatti pronti i colti in tavola

Ristorazione aziendale: IColti in Tavola possono essere associati al ristorante aziendale  per una maggiore varietà o essere forniti mediante altre modalità di ristorazione, ad esempio Food Urban 360, il nuovo concept di Elior che prevede delle vetrine refrigerate automatiche per la vendita dei pasti o nel Market IColti in Tavola, che ripropongono in azienda un espositore a libero servizio, oltre che inviati a casa del dipendente – per lui ma anche per tutta la famiglia – nei programmi di Welfare at home

Canale Ho.Re.Ca e GDO: IColti possono essere distribuiti anche alle strutture del fuori casa che generalmente assolvono ai bisogno in pausa pranzo dei dipendenti che non dispongono di ristorante aziendale come bar, mini market, tavole calde, ma anche nei punti vendita della GDO

L’ATP

La conservazione in Atmosfera Protettiva è una modalità di conservazione degli alimenti, ad esempio i piatti pronti, che prevede la sostituzione dell’atmosfera circostante il prodotto prima della sigillatura in materiali barriera, senza alcuna manipolazione del prodotto stesso. Nella confezione viene modificata la percentuale dei tre gas presenti in natura (azoto, ossigeno e anidride carbonica) aumentando azoto e anidride carbonica al fine di migliorare al conservazione e riducendo la presenza di ossigeno, che favorisce le modificazioni del prodotti e la prolificazione microbica.

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