TerraFutura: il libro del dialogo sull’ecologia integrale tra il Papa e Petrini di “Slow food”

Il libro verrà presentato in Franciacorta venerdì 18 settembre alle ore 18.30, in collaborazione con la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 18/09/2020

“TerraFutura. Dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale”, è il libro uscito lo scorso 9 settembre per Giunti e Slow Food Editore e che vede Carlo Petrini raccontare il dialogo con Papa Francesco.

Dopo la presentazione a Roma presso la sede di  Radio Vaticana oggi, venerdì 18 settembre alle ore 18.30, iò libro verrà presentato in Franciacorta al Convento dell’Annunciata di Rovato, in collaborazione con la Fondazione Vittorio e Mariella Moretti, nata nel 2018 con l’obiettivo di tutelare e promuovere l’unicità di questo monastero con il quale l’azienda Bellavista intrattiene un legame di amicizia sin dal 1991.

Gli incontri tra il Papa e Carlin Petrini

Negli incontri con Carlo Petrini,  gastronomo-scrittore, e “agnostico pio”, -come lo chiama lo stesso Pontefice – Francesco racconta al fondatore di Slow Food e Terra Madre, la sua “conversione ecologica”.

L’Enciclica “Laudato si’

Nel 2015 Papa Francesco ha rivolto al mondo – non solo ai cattolici, ma anche ai fedeli di altre religioni e ai non credenti – una esortazione di grande valore spirituale, etico e politico, l’Enciclica Laudato si’ : una «riflessione insieme gioiosa e drammatica» sul grave deterioramento ambientale del nostro pianeta, sullo spreco di risorse naturali e umane provocato da sistemi economici e politici scandalosamente ingiusti e irresponsabili. Al tempo stesso, l’Enciclica è un francescano invito alla “riconnessione” con l’insieme delle creature viventi e con la Terra che tutti abitiamo.

Da allora ci sono stati tre colloqui avvenuti in date significative: il primo nel 2018, quando – in seguito al terremoto che nel 2016 ha danneggiato molte aree del Centro Italia -, sorgevano in modo spontaneo e capillare in tutta l’Italia le “Comunità Laudato si'”, aggregazioni di cittadini di ogni credo, orientamento politico, nazionalità, estrazione sociale che operano concretamente nello spirito dell’Enciclica e di Francesco d’Assisi. Il secondo dialogo avviene nel 2019, pochi mesi prima del Sinodo Panamazzonico dei Vescovi degli otto Paesi in cui è compresa l’Amazzonia, dove sono più che mai a repentaglio sia l’ecosistema, sia i popoli indigeni che la abitano e la rispettano. Il terzo si è svolto durante la pandemia mondiale provocata dal Covid-19, quando l’umanità, per dirla con le parole del Pontefice, è «calpestata da questo virus e dai tanti virus che noi abbiamo fatto crescere. Questi virus ingiusti: un’economia di mercato selvaggia, un’ingiustizia sociale violenta». Per comprendere la natura letale di questi virus, l’intreccio di idee e ideali tra Papa Francesco e Carlo Petrini si sostanzia di cinque tematiche nella seconda parte del volume: biodiversità, economia, migrazioni, educazione, comunità. Gli scritti originali di Petrini si alternano ai brani di documenti papali, come l’intensa Esortazione apostolica “Querida Amazonia”, il vivace intervento (Re)thinking Europe, le affettuose esortazioni alle Comunità “Laudato si'”, suggerendo nuovi modi di progettare l’economia e la politica e aprendo orizzonti fraterni al confronto tra laici e religiosi e tra le diverse culture del mondo.

La “conversione ecologica” di Jorge Mario Bergoglio

A Carlo che gli chiede conferma del fatto che la sua attenzione ai temi dell’ambiente “è maturata nel tempo”, Francesco confida che “è stato un percorso lungo”, iniziato nel 2007 ad Aparecida, in Brasile, dove da cardinale arcivescovo di Buenos Aires era presidente della Commissione di redazione del documento finale della V Conferenza generale dell’episcopato latinoamericano e dei Caraibi. Ricorda bene “di aver provato fastidio” per l’atteggiamento dei vescovi brasiliani che in ogni occasione “parlavano dei grandi problemi dell’Amazzonia”, delle loro “implicazioni ambientali e sociali”, e “non capiva questa urgenza e insistenza”. Eppure arrivavano sollecitazioni continue, anche da colombiani ed ecuadoriani, per inserire questi temi nel documento finale. Da allora, commenta il Pontefice, “molto tempo è passato, e io ho cambiato completamente la percezione del problema ambientale”.

“All’inizio non comprendevo nemmeno io questi temi. Poi, quando mi sono messo a studiare ho preso coscienza, ho tolto il velo. Penso sia giusto lasciare a tutti il tempo di capire. Nello stesso tempo però bisogna anche fare in fretta a cambiare i nostri paradigmi, se vogliamo avere un futuro”.

Il cibo, costruttore di ponti e amicizie

Petrini sposta l’attenzione sul cibo, “strumento per la costruzione di ponti”, e Francesco ricorda che per creare un rapporto di amicizia “bisogna mangiare insieme molte volte”, perché il mangiare, se non si spettacolarizza l’atto e non si mette al centro il cibo per il cibo, ma la relazione tra le persone, “fa da tramite di valori e culture”. Segue uno scambio di battute sul matrimonio tra cucina piemontese e argentina nella famiglia Bergoglio negli anni Quaranta e Cinquanta del secolo scorso, con Jorge Mario adolescente, che mescolava cappelletti e asado, e poi bagna cauda e tanta polenta. 

Non basta l’ambientalismo, serve giustizia sociale

I grandi temi da discutere, ricorda Papa Francesco, sono tutti affrontati nella Laudato si’

Non si tratta di ambientalismo, che per quanto nobile non è sufficiente. Qui stiamo parlando di quale modello di convivenza e di futuro abbiamo e di come costruirlo: in gioco c’è l’enorme questione della giustizia sociale che ancora oggi, nel mondo interconnesso e apparentemente prospero in cui viviamo, è ben lontana dall’essere realizzata. 

Greta e la mobilitazione dei giovani, “anche per il presente”

Petrini, promotore di “Terra Madre”, rete ecologista “di contadini, pescatori, artigiani, cuochi, ricercatori, indigeni, pastori”, chiede al Papa come vede il movimento dei giovani nato dalla ragazzina svedese Greta Thunberg. Francesco approva, e cita gli slogan dei giovani, come “il futuro è nostro e non vostro”. Gli interessa poco sapere se Greta sia “spinta da altri”: se il suo attivismo consente a milioni di giovani di mobilitarsi “non c’è che da gioire”. “Mi interessa la reazione dei ragazzi – chiarisce – oltre che il futuro, loro devono prendersi il presente”.

Loro sono coscienti che questa civiltà e questo modello stanno lasciando loro solo le briciole e che se non agiscono ora in prima persona rischiano di trovarsi nei guai.

L’appuntamento in Franciacorta nelle parole di Vittorio Moretti

Di cosa si parlerà nell’incontro al Convento dell’Annunciata?

Certamente del libro con in primis il tema del  clima, e il suo stretto legame con l’economia, l’etica e la spiritualità, e inoltre, nel  corso di questa presentazione dichiara Vittorio Moretti, “vogliamo che possa diventare per noi tutti un momento di riflessione sul futuro del comparto vitivinicolo a partire da istanze di carattere qualitativo. Nel concetto di equilibrio, che da sempre Bellavista sostiene come cardine del proprio percorso di crescita, dovremo poterci ritrovare noi tutti produttori di vino per mettere in atto istanze e percorsi di rinnovamento che diano una risposta concreta e profonda ai grandi interrogativi che la questione ecologica ci chiama a risolvere in modo stringente”.

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