Torino punta a ottenere l’Igp per il Gianduiotto

Creato un comitato tra Università, Camera di Commercio e le aziende artigiane del gianduiotto di Torino

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 14/01/2020

Alleanza tra il cioccolato di Modica e il giandoiotto di Torino per l’Igp.

Oltre due mesi fa, alla Camera di Commercio di Cuneo, durante l’incontro “Strategie di Tutela e Valorizzazione delle Produzioni Dolciarie del Piemonte” il Direttore del Consorzio del Cioccolato di Modica, primo cioccolato europeo a marchio Igp, e il Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, avevano “firmato”  l’impegno di assicurare ogni necessaria assistenza finalizzata al raggiungimento più rapido possibile della certificazione Igp anche per il Gianduiotto di Torino. Il cioccolato di Modica aveva conquistato il riconoscimento europeo nel 2018.

Guido Bolatto sul  Corriere della Sera di Torino

Ora a rilanciare la proposta dell’Igp al gianduiotto piemontese è stato  il segretario della Camera di Commercio di Torino, Guido Bolatto, in una intervista appasa sul Corriere della Sera edizione di Torino. L’obiettivo: per aiutare i piccoli artigiani del gianduiotto piemontese.

«Con alcune aziende abbiamo incominciato a riflettere sul futuro. E, confrontandoci con le altre realtà, è nata l’idea di prendere ispirazione da Modica e provare a lavorare sul marchio Igp del gianduiotto» spiega al Corriere Torino, Guido Bolatto, il segretario della Camera di Commercio. Un «bollino» per migliorare la riconoscibilità del prodotto principe del nostro distretto del cioccolato, ma anche per evitare scippi stranieri come nel caso della Pernigotti. Con il riconoscimento dell’indicazione geografica protetta, infatti, è complicato andare a produrre il gianduiotto lontano dal Piemonte. L’Igp è un marchio attribuito dall’Unione Europea a quei prodotti alimentari per i quali una determinata qualità e la reputazione dipende dall’origine geografica”.

A guidare la battaglia i Maestri del cioccolato, Guido Castagna e Guido Gobino

A credere a questa battaglia sono in tanti. In primis, una trentina di artigiani del cioccolato piemontese capitanati da Guido Castagna e Guido Gobino; alcuni produttori di materie prime (come le nocciole delle Langhe) e appunto la Camera di Commercio che ha offerto un sostegno tecnico con il suo laboratorio di analisi.

A sostegno di questa battaglia  non potevano mancare  due veri cultori del cioccolato, Clara e Gigi Padovani, che attraverso il libro “Gianduiotto Mania” (Giunti editore) ne hanno ripercorso la meravigliosa avventura in tutto il mondo.

Gigi Padovani in un commento a Informacibo: “L’esempio del Vermouth di Torino, che ha ottenuto la IG (Indicazione Geografica) può essere contagioso”

Gigi e Clara Padovani con l’immancabile Gianduiotto di Torino

Sostengo da anni -dice a Informacibo Gigi Padovani, giornalista e scrittore- che il gianduiotto di Torino – e sottolineo di Torino – possa avere una tutela europea attraverso la Igp: per fortuna oggi, grazie alla tenacia di un cioccolatiere come Guido Castagna, maestro nei prodotti nati dal matrimonio tra nocciole e cacao, esiste una comunione di intenti, c’è il sostegno della Camera di Commercio di Torino e un gruppo coeso di produttori. L’esempio del Vermouth di Torino, che ha ottenuto la IG (Indicazione Geografica) può essere contagioso. E anche il successo di Modica, che ha ottenuto la cerfificazione Igp per il cioccolato prodotto secondo un’antica formula portata sull’isola dagli spagnoli, destinata al consumo come bevanda calda. Ora è diventata una moda, è una bandiera del territorio di Modica. Ricordo –sottolinea Padovani- che a fine Anni ’90 fui uno dei primi giornalisti a scriverne come inviato per La Stampa. E’ importante che vi sia la “doppia” Igp: gianduiotto di Torino prodotto soltanto con le Nocciole Piemonte Igp. Anche perché ormai il gianduiotto, specialità nata come “surrogato” nel 1867 a Torino, dopo il blocco Napoleonico delle merci dalle Americhe, è prodotto in tutto il mondo e il cioccolato “gianduia” nel 2000 è entrato come quarta tipologia di cioccolato commerciabile sulla base di una dlibera del Wto (organizzazione mondiale del commercio) pubblicata sul Codex Alimentarius mondiale. Dunque ben venga anche la Igp, per difendere una grande bandiera italiana e torinese nel mondo”.

A fianco della campagna è schierata anche l’Università di Torino con la Scuola di Economia e, in particolare, il dipartimento di Agraria dove è iniziato l’impegnativo lavoro di studio degli ingredienti per poter arrivare nel giro di un anno a redigere un disciplinare.

Il Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari

Al Sigep 2019 il parlamentare europeo Paolo De Castro illustra ai giornalisti il “passaporto digitale” del cioccolato

Da ricordare che esiste il “Passaporto Digitale dei prodotti agroalimentari” che vede il primo prodotto ad Indicazione Geografica proprio il cioccolato di Modica Igp.

Il progetto rientra nel quadro di attività per la valorizzazione delle filiere di qualità italiane frutto dell’accordo tra Poligrafico dello Stato, la Fondazione Qualivita e CSQA Certificazioni, con l’obiettivo di mettere a disposizione degli operatori di settore e dei cittadini le competenze professionali e le soluzioni tecnologiche innovative (adottabili in modo assolutamente volontario) necessarie alla tutela e alla promozione delle produzioni del nostro Paese.

Il Passaporto Digitale,  per verificare in modo semplice tracciabilità e genuinità del prodotto è stato presentato, per la prima volta, al Sigep di Rimini Fiera nell’edizione del 2019.

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