Weekend ad Amalfi: cosa vedere in due giorni tra mare, limoni e cucina della Costiera
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 11/06/2026
Il suo fascino intramontabile ha attirato negli anni divi di Hollywood, artisti, politici, scrittori e personalità illustri. Una vacanza in Costiera Amalfitana è un viaggio iconico tra il blu del Mediterraneo, il giallo dei limoni di Amalfi, i colori delle ceramiche di Vietri, il verde delle terrazze a picco sul mare e scorci che da Positano arrivano a Ravello e Cetara, sorprendendo per la loro bellezza.
Il tutto accompagnato da una cucina superlativa, alcuni tra gli hotel migliori del mondo, come il Santa Caterina d’Amalfi, gestito da anni dalla famiglia Gambardella, storie antiche che dai Greci passano per le Repubbliche Marinare e arrivano ai giorni nostri, riti e tradizioni ancora vive, come la manna di Sant’Andrea.
Se hai a disposizione due giorni e vuoi capire cosa vedere ad Amalfi durante un weekend in Costiera Amalfitana, questo itinerario nasce proprio da un viaggio personale tra Amalfi, Positano, Ravello e il mare della costa, al ritmo della Dolce Vita.
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Indice
Come organizzare un weekend ad Amalfi
Bastano due giorni per visitare Amalfi? La risposta è sì, purché si accetti l’idea che la Costiera Amalfitana non si visita tutta in un solo fine settimana. Anche perché arrivarci è un’avventura, ammettiamolo.
Per una prima esperienza consiglio di concentrarsi su Amalfi, Positano e Ravello, lasciando magari Cetara, Vietri sul Mare e i paesi dell’interno a un secondo viaggio.
Il modo migliore per muoversi resta il mare. I traghetti consentono di evitare gran parte del traffico che nei mesi estivi può rallentare gli spostamenti lungo la Strada Statale 163 Amalfitana. Inoltre permettono di vedere la costa dalla prospettiva più spettacolare, quella che per secoli hanno avuto marinai e commercianti.
Se si vuole contenere il budget, una buona soluzione può essere dormire ad Amalfi, Minori o Maiori, generalmente più convenienti rispetto a Positano.
Una destinazione iconica
Patrimonio Unesco dal 1997, la Costiera Amalfitana si trova sotto la Penisola Sorrentina. Il suo territorio va da Positano a Vietri sul Mare, includendo lungo la costa i comuni di Praiano, Furore, Conca dei Marini, Amalfi, Atrani, Ravello, Minori, Maiori, Cetara, ai quali si aggiungo Scala e Tramonti nell’entroterra.
È da sempre una destinazione iconica e una meta molto amata dal jet set. Negli anni’60 Jacqueline Kennedy qui era di casa, così come Roberto Rossellini, Grace Kelly, Sophia Loren e Rudolph Nureyev, che nel 1967 acquistò per sé il piccolo arcipelago di isole Li Galli.
Liz Taylor e Richard Burton alloggiavano all’hotel Santa Caterina di Amalfi, dove più tardi arrivarono anche Brad Pitt e Angelina Jolie.
A Positano Brigitte Bardot sfoggiò uno dei primi topless in Italia, scandalizzando mezza Costiera (l’altra metà, invece. apprezzò parecchio), in anni più recenti Leonardo Di Caprio ha sfoggiato in Costiera diverse fidanzate. E ancora, passarono di qui John Steinbeck ed Ernest Hemingway.
Visitare la Costiera Amalfitana
Il panorama va goduto soprattutto dal mare, l’unico modo per ammirare la verticalità del territorio in tutto il suo splendore.
Non si viene in Costiera Amalfitana senza fare un giro in barca, per alternare bagni in calette poco affollate, avvistare le 19 torri costruite lungo la costa a difesa contro gli attacchi pirati, ammirare il fiordo di Furore, dal cui ponte si tengono i campionati di tuffi, indovinare il profilo de L’Africana, il locale notturno più famoso degli anni’70, o le ville di Zeffirelli.
Dal mare si colgono dettagli che dalla strada sfuggono: le limonaie terrazzate, le piscine sospese sul blu, le spiagge ricavate nella costa e le architetture rivestire con le ceramiche di Vietri decorate a mano.
Positano

E poi perché vedere Positano apparire dal mare con la sua cascata di case color pastello è il modo migliore per capire perché sia diventata una delle immagini simbolo dell’Italia nel mondo.
Luogo di villeggiatura fin dai tempi degli antichi Romani, Positano è famosa per le sue scalinate che scendono verso la Spiaggia Grande e le boutique che hanno dato vita alla moda mare locale. Chi arriva in barca può raggiungere anche le spiagge di La Porta, Arienzo e San Pietro Laurito, difficilmente accessibili con altri mezzi.
Ravello e la terrazza più famosa della Costiera

Se Amalfi racconta la storia della Repubblica Marinara e Positano quella della Dolce Vita, Ravello è il luogo della contemplazione.
Arroccata a circa 350 metri sul livello del mare, offre alcuni dei panorami più celebri della Costiera Amalfitana. Villa Rufolo e Villa Cimbrone meritano entrambe una visita, ma è soprattutto la Terrazza dell’Infinito a lasciare senza parole: da qui lo sguardo spazia lungo tutta la costa, in uno di quei panorami che finiscono regolarmente nelle classifiche dei luoghi più belli d’Italia.
Il sentiero dei Limoni
Il Sentiero dei Limoni collega Maiori ad Amalfi attraverso i terrazzamenti di Minori ed è probabilmente il cammino più evocativo di tutta la costa.
Lungo circa cinque chilometri, si snoda tra le limonaie terrazzate dove crescono i celebri sfusati amalfitani, i limoni IGP dalla forma allungata e dalla buccia spessa e profumatissima, usati per il limoncello, per i dolci, per gli spaghetti al limone e per mille altre ricette della tradizione. Si cammina tra questi filari protetti da pergolati di canne intrecciate che filtrano la luce in modo quasi liturgico, con il mare a picco.
Il sentiero richiede scarpe comode e una discreta forma fisica, ma non è tecnicamente difficile. La vista sul mare, ad ogni curva, ripaga ogni sforzo. Consiglio di percorrerlo la mattina presto in estate, quando la luce è ancora morbida e il caldo non è ancora insopportabile.
Cosa vedere ad Amalfi
Il centro che da il nome all’intera Costiera è anche uno dei luoghi più ricchi di storia e spiritualità di tutto il Mediterraneo: Amalfi mantiene tutto il fascino del suo passato di Repubblica Marinara.
La prima domenica di giugno si tiene ancora la regata storica che contrappone le quattro repubbliche marinare (oltre ad Amalfi, Genova, Pisa e Venezia), con oltre 400 figuranti in costumi d’epoca.
Oggi Amalfi conta poco meno di seimila abitanti ma paradossalmente è poco cambiata dai tempi antichi, quando i nemici storici erano i Pisani e si commerciava con Arabi e Bizantini, tanto da essere la prima città italiana ad avere una colonia a Costantinopoli. Amalfi importava vino, frutta e spezie ed era l’anello di congiunzione tra la repubblica romana barbarica e quella bizantina.
Gironzolando per le vie del centro, ci sono ancora i vicoli strettissimi e spesso coperti: servivano a bloccare i pirati, che razziavano i paesi in cerca di cibo, vino, schiavi. Percorrendole si arriva al tesoro di Amalfi, il suo Duomo: qui sono custodite oltre 60 reliquie di santi e il corpo completo di Sant’Andrea, patrono della città, conquistati durante la quarta crociata.
La manna di S. Andrea
In ogni parte del mondo, se volete riconoscere un amalfitano, chiedetegli se ha in tasca un po’ di manna di Sant’Andrea: è l’inequivocabile segno tangibile dell’appartenenza a una piccola comunità ancora tenacemente legata alle proprie radici.
Cos’è la manna? All’interno della cripta del Duomo di Amalfi è conservato il corpo di Sant’Andrea: dal 1304, ovvero un secolo dopo che le reliquie del santo furono trasferite qui da Costantinopoli, sette volte l’anno dal pozzetto sotto la sua tomba scaturisce un liquido oleoso, la manna.
Inodore e incolore, con la manna si imbevono piccoli pezzetti di garza, che poi si distribuiscono ai fedeli. Ogni amalfitano ha il proprio ben custodito nel portafoglio.
Quando andare ad Amalfi
Il periodo migliore per visitare Amalfi va da aprile a giugno e da settembre a ottobre. In primavera le temperature sono piacevoli, le giornate lunghe e i flussi turistici ancora gestibili. Settembre e ottobre regalano invece un mare ancora caldo e una maggiore tranquillità.
Luglio e agosto rappresentano l’alta stagione: l’atmosfera è vivace, ma traffico, prezzi e affollamento raggiungono i livelli massimi. L’inverno è molto più tranquillo e può essere interessante per chi vuole concentrarsi sulla storia, sulla gastronomia e sulla vita quotidiana dei borghi.
Cosa mangiare in Costiera Amalfitana
Dai famosi Limoni di Amalfi IGP, gli sfusati, con i quali si prepara di tutto, dagli spaghetti alla pizza, dal limoncello ai dolci, fino al pesce freschissimo: mangiare in Costiera Amalfitana è un vero e proprio piacere.
Sono tante le eccellenze gastronomiche della zona: imperdibili le alici di Cetara e le conserve di pesce prodotte in zona (tra cui la colatura di alici), la frittura di pesce, i crudi, il tonno rosso, la pasta condita in ogni modo (Gragnano è qui a un passo), tra cui gli scialatielli con cozze e vongole, gli ndunderi, gnocchi tipici di Amalfi con la ricotta fresca nell’impatto.
E ancora, provola affumicata, fiordilatte e poi i dolci, che qui sono da manuale: le sfogliatelle, inventate, si dice, nel Monastero Santa Rosa che sovrasta Amalfi, oggi un hotel cinque stelle lusso, le pastarelle amalfitane ripiene di crema al limone.
Il nostro consiglio? La cucina di Giuseppe Stanzione, chef del Ristorante Glicine di Amalfi, all’interno dell’hotel Santa Caterina: una stella Michelin brillante e meritata, una cucina che attinge dal territorio e che si può assaggiare anche in versione più casual nel ristorante A Mare, sempre all’interno dello stesso hotel.
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Quanto costa un weekend ad Amalfi
Tanto, mettiti l’anima in pace. La Costiera Amalfitana non è una destinazione economica, ma è possibile organizzare un weekend per budget molto diversi.
In bassa stagione si trovano B&B e piccoli hotel a partire da circa 120-150 euro a notte, mentre le strutture più prestigiose possono superare facilmente i 500 euro. Per un fine settimana di due giorni, considerando pernottamento, pasti e spostamenti, si può spendere indicativamente dai 400 ai 700 euro a persona, a seconda anche delle attività che si fanno.
Molto dipende dal periodo scelto e dal borgo in cui si decide di soggiornare: Amalfi, Minori e Maiori risultano generalmente più accessibili rispetto a Positano.
Due giorni ad Amalfi: informazioni pratiche
Quanti giorni servono per visitare Amalfi?
Per visitare Amalfi e i principali luoghi della Costiera Amalfitana servono almeno due giorni. Tre giorni permettono di aggiungere tappe come Cetara, Vietri sul Mare o il Sentiero degli Dei.
Come arrivare ad Amalfi senza auto?
Arrivarci, bisogna dirlo, è parte dell’avventura. In treno, la stazione più comoda è quella di Salerno: da qui partono i bus SITA, che seguono tutta la SS163 con fermate in ogni borgo, e i traghetti e aliscafi che collegano il porto di Salerno ad Amalfi e Positano. Questo è probabilmente il modo più scenografico, e spesso più rapido, per raggiungere la costa.
Da Napoli, oltre ai treni per Salerno, ci sono i collegamenti via mare da Mergellina e dal Molo Beverello, con aliscafi e traghetti che d’estate collegano direttamente Positano e Amalfi. Un’ora di navigazione nel Golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo: difficile immaginare un arrivo più cinematografico.
Se proprio vuoi arrivare in auto, il consiglio è uno solo: arriva presto. La SS163 è spettacolare ma stretta, a tratti a senso unico alternato, e in alta stagione può trasformarsi in un ingorgo prolungato. Molti scelgono di parcheggiare a Positano o Amalfi (i parcheggi sono a pagamento, spesso in struttura) e muoversi poi con i bus locali o via mare. Una scelta saggia.
Qual è il periodo migliore per visitare la Costiera Amalfitana?
Aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre offrono il miglior equilibrio tra clima, prezzi e affluenza.
Qual è il borgo più bello della Costiera Amalfitana?
Non esiste una risposta univoca. Positano è probabilmente il più fotografato, Amalfi il più ricco di storia e Ravello quello che offre i panorami più spettacolari.
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