Pignolata siciliana: la ricetta del dolce iconico di Natale

Pignolata siciliana: la ricetta del dolce iconico di Natale glassato al miele

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 24/10/2025

Piccoli bocconi fritti e glassati con miele caldo, che li lega in un’unica forma: la pignolata siciliana nasce  tra le case di campagna e le feste religiose come dolce da condivisione. Si preparava con ciò che c’era in casa, farina, uova, miele, e si portava in tavola in un unico piatto, dal quale attingere con le mani.

Il nome, pignolata, viene proprio dal modo in cui i bocconcini si accumulano gli uni sugli altri: come le scaglie di una pigna, simbolo di fertilità e abbondanza nella tradizione siciliana. Per questo motivo la pignolata non manca mai a Natale sulle tavole siciliane.

Come molti piatti tipici siciliani, anche la pignolata è figlia delle contaminazioni. Gli Arabi portarono sull’isola miele e agrumi, gli Spagnoli diffusero la frittura come tecnica per i dolci da festa, i Borboni la accolsero nei banchetti di corte, consacrandola a dessert nobile.

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Pignolata messinese o glassata?

Quando si parla di questo dolce, spesso si sente citare la pignolata messinese o la pignolata glassata. La verità è che nel tempo, la ricetta originale ha preso due strade: quella più antica, diffusa in tutta la regione e con i bocconcini immersi nel miele, e la pignolata messinese, dove metà dei bocconcini viene ricoperta con una glassa bianca al limone e l’altra metà con una glassa al cacao.

La glassatura al miele rimane tuttavia la più tradizionale: il miele, colato rigorosamente a caldo, penetra nella superficie croccante creando quella caratteristica consistenza che unisce il croccante all’appiccicoso.

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Pignolata siciliana vs. struffoli: le differenze tra Sud Italia

pignolata-siciliana

Sebbene la pignolata siciliana e gli struffoli campani presentino una sorprendente somiglianza nell’aspetto (entrambi sono piccole palline fritte avvolte nel miele), esistono differenze sostanziali che ne definiscono l’identità regionale. Gli struffoli, tipici della tradizione natalizia napoletana, hanno un impasto che spesso contiene lievito e una maggiore quantità di uova, cosa che rende i bocconcini leggermente più soffici. La differenza cruciale, tuttavia, risiede nell’aromatizzazione e nella finitura:

  • Aromatizzazione: nella pignolata siciliana (specialmente nella versione al miele), l’impasto è arricchito intensamente con scorze di agrumi (limone e arancia) e un liquore come la grappa o l’anice. Gli struffoli, invece, prediligono l’aroma del limoncello, del rum o dell’arancia, ma la loro caratteristica dominante è la copertura di miele e la decorazione.
  • Copertura e decorazione: entrambi usano il miele caldo. Tuttavia, la pignolata glassata messinese si distingue per la sua doppia copertura di glassa bianca (limone) e scura (cacao). Gli struffoli sono quasi sempre decorati con una profusione di confettini colorati (diavoletti) e talvolta frutta candita, un aspetto generalmente meno marcato nella pignolata tradizionale al miele.

La ricetta della pignolata siciliana reinterpretata

All’Adler Spa Resort Sicilia, lo chef Giuseppe Schimmenti propone una versione alleggerita della tradizionale pignolata siciliana, rispettando i profumi originali ma con una mano più delicata. Il miele millefiori locale, il limone e l’arancia danno un profumo naturale, mentre un tocco di liquore, grappa o anice, arrotonda il gusto.

Pignolata siciliana

La ricetta tradizionale alleggerita da Giuseppe Schimmenti, chef dell'Adler Spa Resort Sicilia

Piatto Dessert
Cucina cucina siciliana
Preparazione 25 minuti
Cottura 15 minuti
Tempo di riposo in frigorifero 2 ore
Tempo totale 2 ore 45 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • 400 g farina
  • 80 g burro
  • 40 g zucchero
  • 3 uova
  • miele Millefiori q.b.
  • 1 limone
  • 1 arancia
  • 2 cucchiai grappa o liquore all'anice
  • olio di semi per friggere
  • 1 pizzico sale

Istruzioni

  1. Mettere la farina in una ciotola insieme a un pizzico di sale e al burro ammorbidito.

  2. Aggiungere lo zucchero e profumare con la scorza grattugiata di limone e arancia.

  3. Versare la grappa o il liquore all'anice (in base alle preferenze) e unire i tuorli d’uovo, quindi impastare fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.

  4. Avvolgere l’impasto nella pellicola trasparente e lasciare riposare in frigorifero per almeno due ore.

  5. Dividere l’impasto in piccole porzioni e formare dei cilindri, quindi tagliarli a pezzetti di circa un centimetro.

  6. Friggere i pezzetti in abbondante olio caldo a 170 °C fino a doratura.

  7. Scolare e trasferire in una ciotola capiente. Ricoprire con miele, mescolando bene per distribuirlo in modo uniforme.

  8. Decorare, se desiderato, con codette colorate per un tocco più festoso.

Come conservare la pignolata

La pignolata siciliana, soprattutto quella al miele , si conserva bene a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore. Se correttamente conservata in un contenitore ermetico mantiene la sua fragranza fino a 10 giorni. Per la pignolata messinese glassata, è ugualmente importante conservarla a temperatura ambiente (non in frigo) per evitare che la glassa si rovini o diventi appiccicosa.

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici