Dolci dei morti: fave, ossa, torrone e pan dei morti regione per regione
Dalle fave dei morti al torrone napoletano, dal pan dei morti milanese ai pupi di zucchero siciliani: i dolci tipici della festa dei morti in Italia.
di Alessandra Favaro
Ultima Modifica: 20/10/2026
La mattina del 2 novembre, in molte case siciliane, i bambini trovano un cesto pieno di dolci e giocattoli: secondo la tradizione glieli hanno portati i parenti morti, tornati a far visita durante la notte. In Lombardia, negli stessi giorni, i forni sfornano il pan dei morti; a Napoli le pasticcerie espongono il torrone al cioccolato che chiamano ‘o murticiello; a Trieste le favette colorate. I dolci dei morti sono uno dei patrimoni gastronomici più legati alle tradizioni locali, e quasi ogni regione ha il suo.
Ecco i dolci tipici della festa dei morti regione per regione: cosa sono, da dove vengono e, per le fave dei morti, anche la ricetta per farle in casa.
Indice
Perché si preparano i dolci per la festa dei morti
Il 2 novembre è la Commemorazione dei defunti. In molte zone d’Italia si credeva che nella notte tra l’1 e il 2 novembre le anime tornassero a visitare le case, e i dolci erano un modo per accoglierle e ricordarle.
Alcuni simboli vengono da molto lontano. Le fave nell’antica Roma erano legate al culto dei defunti e venivano offerte durante i banchetti funebri: da qui il nome delle fave dei morti, che di fave non ne contengono. Il grano, protagonista dei dolci pugliesi, è simbolo di rinascita. In Lombardia il pan dei morti si collega all’usanza del consolo, il cibo portato ai familiari di chi era appena morto.
Dolci dei morti in Sicilia
La Sicilia è la regione in cui la festa dei morti è più sentita, soprattutto a Palermo, e anche quella con più dolci dei morti siciliani.
Frutta martorana
Frutti, ortaggi e perfino pesci in pasta di mandorle, modellati e dipinti a mano fino a sembrare veri. Il nome viene dal monastero della Martorana di Palermo, dove secondo la tradizione le monache l’hanno inventata. Storia, ricetta e consigli per farla in casa sono nel nostro articolo sulla frutta martorana.
Pupi di zucchero (pupaccena)
Statuette di zucchero colato in stampi di gesso o terracotta a due valve, poi dipinte. Il soggetto più classico è il paladino, spesso Orlando a cavallo, ma ci sono anche il carretto siciliano, la contadina con il tamburello e le scene di famiglia; negli ultimi anni sono comparsi anche personaggi dei cartoni animati. A Palermo si chiamano pupaccena. Una delle storie sull’origine del nome rimanda al banchetto offerto a Venezia nel 1574 al re Enrico III di Valois, dove furono servite sculture di zucchero.
Ossa dei morti
Biscotti a forma di ossa, profumati con i chiodi di garofano. L’impasto di farina, zucchero e acqua viene modellato e lasciato riposare alcuni giorni prima della cottura: in forno si gonfia e diventa croccante e in parte cavo. Si trovano anche in altre regioni del Sud, con ricette diverse.
‘Nzuddi di Catania
Biscotti duri con farina, zucchero, mandorle tostate, miele, albume, scorza d’arancia e cannella. Il nome è un diminutivo dialettale di Vincenzo e ricorda le suore Vincenziane di Catania, a cui si attribuisce la ricetta. A Catania si mangiano il 2 novembre; a Messina invece si preparano per la festa della Madonna della Lettera, il 3 giugno.
Campania: il torrone dei morti napoletano
Il torrone dei morti, in dialetto ‘o murticiello (“il piccolo morto”), è un lungo panetto di cioccolato fondente, al latte o bianco, con un ripieno di cremino e frutta secca, di solito nocciole. A differenza del torrone classico non contiene miele ed è morbido. Oggi le pasticcerie napoletane lo propongono in decine di gusti, dal caffè al pistacchio. Per la sua forma allungata è stato paragonato a una piccola bara, ma è un accostamento simbolico senza basi storiche documentate. Nello stesso periodo a Napoli si trovano anche le ossa ‘e muorto, un torrone duro con mandorle.
Lombardia: il pan dei morti
Il pan dei morti è un dolce povero di Milano e della Brianza, diffuso anche nel Bresciano e nel Varesotto. Biscotti secchi sbriciolati, albumi, cacao, frutta secca e candita, fichi secchi e spezie dolci formano un biscotto scuro, ovale e schiacciato come un piccolo pane rustico. Ogni forno ha la sua ricetta. Si mangia a fine pasto o si regala ai bambini come merenda; secondo la tradizione nasce dall’usanza del consolo, il cibo portato alle famiglie in lutto.
Fave dei morti: da Roma a Trieste
Le fave dei morti sono piccoli biscotti alle mandorle, schiacciati e un po’ bombati, preparati in molte regioni del Centro e del Nord. Nel Lazio si fanno con mandorle, farina, zucchero, burro e uova; in Umbria hanno un profumo deciso di limone e niente burro; in Emilia-Romagna esistono diverse versioni locali. A Trieste le favette sono di tre colori: bianche alla vaniglia, rosa all’essenza di rosa e marroni al cacao.
La ricetta delle fave dei morti
Ingredienti
- 300 g di mandorle tritate finemente
- 120 g di zucchero
- 1 uovo
- la scorza grattugiata di 1 limone
- 1 cucchiaino di cannella
Procedimento
- In una ciotola mescolate l’uovo con lo zucchero, la scorza di limone e la cannella.
- Aggiungete le mandorle tritate e impastate fino a ottenere un composto omogeneo.
- Formate delle palline grandi come una noce e schiacciatele leggermente con un dito.
- Cuocete in forno a 180 °C per 12-15 minuti.
Toscana: il pan co’ santi
Nei giorni di Ognissanti e dei morti in Toscana si prepara il pan co’ santi, un pane dolce, compatto e alto, con noci e uvetta. Non è troppo zuccherato, e si abbina bene anche ai salumi e al formaggio.
Trentino-Alto Adige: i cavalli dei morti
Grandi biscotti a forma di ferro di cavallo, spesso con le estremità ricoperte di cioccolato. Secondo una tradizione popolare la sera dei morti si lasciavano sulla tavola, accanto a una candela, per accogliere le anime.
Puglia: il grano dei morti
In provincia di Foggia si prepara il grano dei morti, chiamato anche colva: grano cotto condito con vincotto, zucchero, frutta secca e candita, chicchi di melograno e a volte cioccolato o cannella. Deriva dall’usanza cristiana di mangiare grano bollito benedetto durante la messa del 2 novembre. Il grano e il melograno sono simboli di rinascita. Gli altri sapori della regione sono nella nostra guida ai prodotti tipici pugliesi. È uno dei miei dolci preferiti.
Sardegna: i papassini
I papassini, o papassinos, prendono il nome dall’uva passa, papassa in sardo. L’impasto unisce farina, uvetta, mandorle, noci, zucchero, uova, scorza di agrumi e strutto (oggi spesso burro); alcune ricette aggiungono sapa, cannella o semi di finocchio. Spesso vengono ricoperti da una glassa bianca.
Dolci dei morti regione per regione: la tabella
| Regione | Dolce | Ingredienti principali |
|---|---|---|
| Sicilia | Frutta martorana | Mandorle, zucchero |
| Sicilia | Pupi di zucchero | Zucchero, coloranti |
| Sicilia | Ossa dei morti | Farina, zucchero, chiodi di garofano |
| Sicilia (Catania) | ‘Nzuddi | Mandorle, miele, arancia, cannella |
| Campania | Torrone dei morti | Cioccolato, nocciole |
| Lombardia | Pan dei morti | Biscotti, cacao, frutta secca, fichi |
| Lazio, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia | Fave dei morti | Mandorle, zucchero, uova |
| Toscana | Pan co’ santi | Noci, uvetta |
| Trentino-Alto Adige | Cavalli dei morti | Biscotto, cioccolato |
| Puglia | Grano dei morti | Grano, vincotto, melograno |
| Sardegna | Papassini | Uva passa, mandorle, noci |
Per chi vuole passare le giornate di inizio novembre in giro per feste e mercati c’è il calendario delle sagre, fiere ed eventi di novembre in Italia. E per un’altra tradizione di fine ottobre, la zucca Lumassa, “l’Halloween” del Polesine.
Dolci dei morti: domande frequenti
Quali sono i dolci dei morti?
Sono i dolci preparati per la Commemorazione dei defunti del 2 novembre. I più conosciuti sono le fave dei morti, il pan dei morti lombardo, il torrone dei morti napoletano, le ossa dei morti, la frutta martorana e i pupi di zucchero siciliani.
Cosa si mangia il 2 novembre in Sicilia?
Frutta martorana, pupi di zucchero, ossa dei morti e, a Catania, gli ‘nzuddi. Sono i dolci che i bambini trovano nel cesto dei regali “portati dai morti”.
Perché si chiamano fave dei morti?
Il nome ricorda il legame tra le fave e il culto dei defunti nell’antica Roma, dove i legumi venivano offerti durante i riti funebri. I biscotti però non contengono fave: sono fatti con mandorle, zucchero e uova.
Che differenza c’è tra pan dei morti e fave dei morti?
Il pan dei morti è un biscotto lombardo scuro e speziato, fatto con biscotti sbriciolati, cacao e frutta secca. Le fave dei morti sono piccoli biscotti chiari alle mandorle, diffusi soprattutto nel Centro Italia e a Trieste.
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