Agriturismi in Italia: crescita costante. Più tipici e “rosa”

Aumentano le produzioni di Dop e Igp nelle strutture agrituristiche Italiane. Il rapporto Istat sul fenomeno.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 26/09/2018

Crescono gli agriturismi che producono alimenti o vini Dop e Igp : dal 2011 al 2016, sono passati da 791 a 2.533 unità. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat sulle strutture agrituristiche in Italia. Un fenomeno in crescita costante e che si lega fortemente a esperienze enogastronomiche legate al territorio e a produzione di tipicità locali.Nel 2017 sono 23.406 le aziende agrituristiche autorizzate, 745 in più rispetto all’anno precedente (+3,3%). L’incremento è dato dalla differenza tra le 2.121 nuove autorizzazioni e le 1.376 cessazioni. Nel Centro Italia gli aumenti più consistenti si verificano soprattutto nel Lazio (+306 unità) e in Umbria (+121 aziende). Nel Mezzogiorno gli aumenti maggiori sono in Sicilia (+99 unità) e Campania (+29 aziende), mentre nel Nord gli agriturismi crescono di più in Alto Adige (+37 unità) e in Trentino (+33 aziende).
Le uniche due diminuzioni di aziende agrituristiche si registrano in Veneto e Molise, dove risultano pari rispettivamente a -59 e -11 unità.

Impennata per le Dop e Igp

L’enogastronomia ricopre un ruolo sempre più centrale, come l’offerta di esperienze e degustazioni. In questo scenario risulta appunto significativa la crescita delle strutture agrituristiche produttrici di prodotti di qualità (DOP e IGP) . Sempre fra il 2011 e il 2016, la crescita dei comuni con agriturismi DOP e IGP  evidenzia lo spostamento del baricentro verso il Centro del Paese.

I conti economici dell’agricoltura consentono di misurare la dimensione economica del settore agrituristico che è pari nel 2017 a 1,36 miliardi di euro, in crescita del 6,7% sul 2016.

Probabilimente il considerevole aumento degli agriturismi contemporaneamente produttori di DOP e IGP costituisce un fenomeno rilevante nel campo della multifunzionalità aziendale in agricoltura; e favorisce l’aumento del valore aggiunto realizzato dalle aziende.
Gli agriturismi inoltre risultano più attrattivi per i clienti che oltre al soggiorno vogliono anche gustare le eccellenze alimentari nella ristorazione, nella degustazione e nella possibilità di acquisto a km 0 delle migliori specialità del territorio. D’altronde il turismo enogastronomico è un treno in crescita nel Paese.

La mappa dei comuni con aziende agrituristiche anche produttrici di Dop e Igp (fonte: Istat)
La mappa dei comuni con aziende agrituristiche anche produttrici di Dop e Igp (fonte: Istat)

Non solo agriturismo…aumentano esperienze a corredo

I comuni nel cui territorio sono localizzate le aziende agrituristiche sono 4.893, rispetto all’anno precedente sono 27 in più (+0,6%). Le presenze dei clienti negli agriturismi ammontano
a 12,7 milioni (+5,3% rispetto al 2016), come emerge dall’indagine Istat sul movimento dei clienti negli esercizi ricettivi.

Prosegue la tendenza a differenziare la tipologia delle attività agrituristiche offerte con pacchetti integrati: 8.225 aziende svolgono sia alloggio sia ristorazione, 10.757 offrono oltre all’alloggio altre attività agrituristiche e 1.987 propongono tutte le quattro tipologie agrituristiche (alloggio, ristorazione, degustazione e altre attività).
Nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno è localizzato il 60,5% degli agriturismi con alloggio, il
56,3% di quelle con ristorazione, il 60,4% di aziende con degustazione e il 63,9% con altre attività.
L’84,2% delle aziende agrituristiche è situato in aree montane e collinari, il restante 15,8% in pianura.

Toscana, centro Italia e Bolzano in vetta

Rispetto all’anno precedente, nel 2017 si registra un incremento di 27 Comuni con agriturismi; l’aumento maggiore (+21 Comuni) si rileva nel Centro. La crescita del numero degli agriturismi, registrata in tutto il Paese, è molto più decisa nel Centro (+6,3%) rispetto al Mezzogiorno (+3,9%) e al Nord (+0,8%).
In Toscana e nella provincia autonoma di Bolzano/Bozen, l’agriturismo si conferma una realtà consistente e radicata, rispettivamente con 4.568 e 3.187 aziende autorizzate, una elevata presenza di turisti e un consistente valore economico del settore.

Più di un’azienda su tre (36,2%) è a conduzione femminile.

La maggiore concentrazione si rileva in Toscana con 1.789 unità, pari al 39,2% del totale degli agriturismi regionali e al 21,1% di quelli nazionali a conduzione femminile.

Sale da 4.259 a 4.893 anche il numero di Comuni dove sono localizzate aziende agrituristiche (+634, con un aumento del 14,9%). Gli incrementi si registrano in tutte le ripartizioni e sono in linea con quelli delle aziende agrituristi che nel medesimo periodo. Gli aumenti maggiori si registrano nel Nord e nel Mezzogiorno; in particolare, i Comuni sono 320 in più nel Nord-ovest (+25,9%), 85 in più al Sud (+11%) e 75 in più al Centro (+10,1%).

Le difficoltà al Sud

Durante il biennio 2012-2013, il calo che era stato registrato nel Sud, sia nel numero di agriturismi sia di Comuni in cui sono ubicati, è dovuto alle difficoltà da parte degli operatori agrituristici meridionali nel corso della fase conclusiva del PSR (Piano di sviluppo regionale) 2007-2013. In tale periodo circa 500 aziende meridionali, che avevano chiesto e ottenuto l’autorizzazione e i contributi previsti per l’attività agrituristica, non sono state in grado di svolgere o proseguire l’attività, cessata quindi nel biennio conclusivo del PSR.

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