Tre cammini a Livigno tra natura alpina e sapori di Valtellina
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 21/01/2026
In montagna l’escursione è un’esperienza che di solito unisce il piacere del viaggio a quello della tavola. E Livigno, in Valtellina, non fa eccezione. Qui i sentieri si snodano tra boschi di larici, pascoli d’alta quota e baitel, piccole baite in legno e pietra che punteggiano il paesaggio come custodi di una tradizione alpina ancora viva.
Lungo questi percorsi, il ristoro non è mai banale e il passo lento della camminata si sposa con il ritmo antico della cucina di montagna: formaggi d’alpeggio appena prodotti, salumi affumicati, polenta taragna fumante e calici di Nebbiolo delle Alpi serviti con lo stesso calore di un’ospitalità che resiste al tempo.
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Indice
Sapori di Livigno: tra formaggi d’alpeggio e liquori alle erbe
A Livigno l’enogastronomia è profondamente legata alla vita di montagna e alle stagioni. Nei mesi estivi, le malghe si animano con la produzione del Bitto e della Casera Valtellina, formaggi che portano con sé il profumo delle erbe e dei fiori di pascolo. Accanto a loro, la bresaola e i salumi affumicati raccontano l’arte della conservazione, mentre il burro di malga, cremoso e dal sapore pieno, accompagna pane casereccio cotto a legna. La polenta taragna con formaggio fuso è il simbolo della cucina valtellinese, spesso servita accanto a verdure di stagione o carni brasate.
Non mancano i dolci, preparati con farina di segale o piccoli frutti di bosco, e il Taneda, liquore aromatico a base di erba iva e fiori di achillea moscata, che racchiude l’essenza della tradizione erboristica alpina.
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Tre cammini a Livigno con soste gourmet

Ecco allora tre cammini, diversi per lunghezza e difficoltà, che offrono panorami spettacolari e soste gourmet.
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Bos’ch dal Réstèl: Bitto, Casera e Taneda dopo il bosco
Lungo appena 2,4 chilometri, con un dislivello minimo di circa 20 metri, questo sentiero è adatto a tutti, famiglie comprese. Immerso fin dall’inizio in un bosco fitto di larici e abeti, regala una camminata breve ma ricca di suggestioni: l’odore del legno bagnato, il fruscio delle fronde, il muschio che tappezza il terreno. All’uscita dal bosco, un baitel accoglie i camminatori con un tagliere di Bitto, Casera Valtellina, bresaola stagionata e pane casereccio. È il luogo perfetto per assaggiare anche un bicchierino di Taneda, il liquore locale ottenuto dall’infusione di erba iva e fiori di achillea moscata, servito spesso dai ristoratori come digestivo.
Cheséira da Federìa: polenta taragna e salumi affumicati

Più impegnativo, ma ancora alla portata di chi è abituato a camminare, è il percorso verso la Cheséira da Federìa: sei chilometri tra andata e ritorno, con un dislivello di circa 360 metri. Si parte da Livigno costeggiando un torrente e attraversando piccoli nuclei rurali, dove sopravvivono le tee, le antiche abitazioni contadine.
L’arrivo è un’immersione nella vita di malga: formaggi freschi e stagionati prodotti in giornata, polenta taragna fumante con formaggio Casera fuso, salumi affumicati e, per chi vuole chiudere in dolcezza, torte casalinghe preparate con farina di segale e piccoli frutti di montagna.
Val delle Mine: formaggio fresco e Nebbiolo delle Alpi

Con una lunghezza di circa 6–6,2 chilometri e un dislivello compreso tra 225 e 337 metri, questo itinerario di difficoltà media costeggia un torrente cristallino e attraversa pascoli punteggiati di rododendri.
Il suono dei campanacci accompagna fino alla Cheséira da li Mìna, una malga ancora attiva dove il latte viene lavorato in grandi caldaie di rame. Qui si può assaggiare il formaggio appena tolto dalla lavorazione, ancora tiepido, insieme a burro e ricotta freschissimi. Chi vuole può fermarsi anche per un pranzo semplice ma memorabile: polenta con formaggio fuso, insalata di patate di montagna e un bicchiere di vino rosso valtellinese, magari un Nebbiolo delle Alpi.
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