Cella Monte tra i Borghi più belli d’Italia

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 23/07/2018

Il club dei Borghi più Belli d’Italia si arricchisce. Il comune di Cella Monte è entrato infatti a far parte di questa prestigiosa selezione. L’annuncio è arrivato sulla pagina facebook della cittadina della provincia di Alessandria. Prima dell’aggiunta di Cella Monte, la provincia di Alessandria vantava tra i borghi più belli solo due altri comuni: Garbagna e Volpedo.

Cella Monte perché…

Sono diversi i motivi che rendono la cittadina piemontese uno dei Borghi più Belli d’Italia. A cominciare dagli infernòt (patrimonio Unesco), che caratterizzano il borgo monferrino. Legati alla storia della vinificazione in Piemonte, gli infernòt (o infernotti) sono locali sotterranei costruiti scavando la pietra da cantoni – una particolare roccia arenaria – che normalmente venivano adibiti a cantina o dispensa. Caratteristica comune tra le cantine e gli infernòt è l’assenza di luce e di aerazione diretta. Qui venivano conservati i vini più pregiati, quelli per le occasioni speciali.

Buon vino quindi, ma non solo. Cella Monte è anche il paese del tartufo bianco di Valle Ghenza, che viene celebrato ogni anno con una sagra d’importanza regionale. Qui infatti vengono raccolti alcuni dei tartufi migliori del Piemonte, che poi raggiungono le tavole di diversi ristoranti importanti.

E poi, come anticipato, la pietra da cantoni. La presenza di questa pietra non si trova solamente negli infernòt, ma connota tutto il paesaggio monferrino ed è d’ispirazione anche per le opere di molti artisti del territorio. Come illustra e racconta dettagliatamente l’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, che ha sede a Cella Monte dal 2003. Senza dimenticare che il borgo monferrino è anche Comune Fiorito, una denominazione che nasce con l’intento di conivolgere e stimolare le Amministrazioni Comunali nel “far fiorire” i propri territori.

Cella Monte

I Borghi più belli d’Italia

Il club Borghi più belli d’Italia è un’associazione privata con l’obiettivo di promuovere quei piccoli centri italiani che hanno uno spiccato interesse storico-artistico e che, a volte, trovandosi al di fuori dei principali circuiti turistici, rischiano nonostante il grande valore, di essere dimenticati. Nata nel 2001, l’associazione in un primo momento comprendeva circa un centinaio di borghi, successivamente sono cresciuti fino ad arrivare a 271.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.