Consumi al palo anche nel 2020: più tradizione, meno piatti pronti

Le previsioni del Rapporto Coop sugli stili alimentari: vincono ancora prodotti integrali, cereali alternativi, carni bianche e legumi, meglio se biologici

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 07/01/2020

I consumi degli italiani resteranno al palo anche nel 2020. A rivelarlo sono le previsioni del “nuovo” Rapporto Coop, secondo il quale la crescita stimata per quest’anno sarà di circa mezzo punto percentuale. Con un’accelerazione del Pil altrettanto contenuta, quasi impercettibile. In questo scenario di profonda incertezza e immobilismo, aggiunge il rapporto, il cibo sarà comunque uno degli ambiti in cui gli italiani intendono destinare maggiori risorse, facendo scelte che penalizzano il junk food e per la prima volta anche i piatti pronti. Infatti, dai dati emerge chiaramente il desiderio di dedicarsi alla cura di se stessi: il 68% degli italiani lo indica come prima cosa da fare nei prossimi 12 mesi.

 

Spese per alimentazione

 

Il rapporto sottolinea che i consumi, anche grazie al reddito di cittadinanza e alle attese misure sul cuneo fiscale, potrebbero solo lievemente sovraperformare l’andamento del prodotto interno lordo, ma rimarrebbero comunque ampiamente inferiori al punto percentuale (la stima si attesta su un +0,4%). Si tratta, quindi, di una prospettiva di modestissima ripresa che rimane soggetta ai rischi di deterioramento incombenti sul quadro globale e, probabilmente, non avrà impatti percettibili sulla vita quotidiana degli italiani.  La maggior parte dei quali prevede comunque di spendere di più nel 2020. Al top delle spese obbligate e in aumento le bollette, il carburante e le spese per il trasporto e per i servizi sanitari. Oltre a quelle obbligate mantengono saldi positivi anche le spese per l’alimentazione, per i viaggi e ancora la cura personale.

 

Salutismo e tradizione

 

Anche grazie all’esplosione dell’egrocery e del meal delivery, nel 2020 le previsioni di spesa alimentare degli italiani sono molto positive per i consumi domestici (+12% il saldo tra chi intende aumentarla e chi vuole diminuirla) e sono invece leggermente negative per quelle extradomestiche (-3%). Non è un caso che il meal delivery sia in testa alla classifica dei consumi che saranno effettuati per la prima volta dagli italiani e che l’aumento sia a due cifre soprattutto tra i più giovani. Più in generale, nelle scelte di consumo alimentare per il 2020, si afferma un nuovo connubio tra la continua attenzione ad una alimentazione salutare e di qualità e un nuovo ritorno alla tradizione (sono questi i prodotti a cui pensano di destinare maggiori risorse il 30% degli italiani).

 

Junk food e piatti pronti

 

Sia in casa che nei consumi outdoor la maggioranza degli italiani immagina di lasciarsi guidare dalla tradizione e dalla naturalità facendo scelte che penalizzano il junk food (la spesa nei fast food scenderà secondo il 22% degli italiani), la carne rossa e per la prima volta anche i piatti pronti (in calo entrambi secondo il 20% degli italiani). Vincono ancora i prodotti integrali, i cereali alternativi, le carni bianche e i legumi, meglio se biologici. Sebbene in crescita, evidenziano invece saldi meno pronunciati i prodotti che avevano segnato gli stili alimentari emergenti alcuni anni fa. Per i prodotti etnici, vegani, gluten e lactose free la quota di coloro che prevedono di far crescere la spesa supera di poco quanti intendono ridurla.

 

Vendite nella Gdo

 

Secondo il rapporto, nel 2020 la grande distribuzione dovrebbe ancora giovarsi di una favorevole canalizzazione dei consumi e dovrebbe sovraperformare il mercato totale. Alla fine del 2019, infatti, lo sviluppo della rete di vendita in metri quadri è stato di circa 3,5 punti percentuali per i discount e di circa mezzo punto per i supermercati e analoghi tassi di sviluppo sono prevedibili anche nel corso del 2020. Per gli iper, il previsto calo della rete di vendita (-0,6% a fine 2019) dovrebbe essere compensato da un più positivo andamento a parità di rete degli altri negozi. Nelle dinamiche evolutive nel 2020 si segnala anche un lieve rialzo dei prezzi (+1%)  a fronte di circa un mezzo punto registrato nel 2019. Per la distribuzione moderna, quindi, il 2020 si conferma un anno positivo, con previsioni di crescita dell’1,4%, senza peraltro tenere conto della spinta del canale e-commerce: gli acquisti alimentari online nel 2019 si sono, infatti, rivelati brillanti (+26% rispetto al 2018, con una quota sul totale grocery prossimo al 2,5%) e continueranno presumibilmente a rafforzarsi quest’anno, con una ulteriore crescita prevista del 30% che contribuirà a rafforzare le dinamiche positive della distribuzione moderna.

 

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L'Autore

giornalista Osservaitalia