Clai: buoni, per davvero. Filiera e valori della storica cooperativa imolese - InformaCibo

Clai: buoni, per davvero. Filiera e valori della storica cooperativa imolese

di Fabrizio Salce

Ultima Modifica: 10/09/2021

Sono gli anni Sessanta quando a Imola nasce Clai, una cooperativa nata nel 1962,  da un gruppo di agricoltori e allevatori che si posero un obiettivo ben delineato: produrre salami non solo “Buoni” ma eccellenti.

Quegli uomini avevano la consapevolezza di essere bravi allevatori ed erano coscienti che allevando bene gli animali e trasformando con dedizioni le carni si poteva dare origine soltanto a prodotti di alta qualità dal gusto unico. Non solo, la cooperazione, di cui oggi il sistema gastronomico Italiano non può assolutamente farne a meno e deve mettere in atto, poteva e può tradursi nella condizione di fare conoscere il proprio lavoro al grande pubblico.

I valori della cooperazione, l’attenzione per territorio e persone

Sono volati i decenni dal lontano 62, ma a distanza di tre generazioni la filosofia Clai non è cambiata, i soci della cooperativa, uomini e donne, continuano nel loro percorso. Benessere e corretta alimentazione animale, carni esclusivamente italiane, attenzione per l’ambiente e un lavoro eseguito con cura e amore fanno sì che i prodotti siano sempre all’altezza di quell’eccellenza voluta e ottenuta già dai primi attimi di vita di attività.

Prodotti artigianali realizzati osservando regole severe su tutta la filiera che ha inizio nei campi e termina sulle tavole dei tanti consumatori. Carni nazionali che grazie alla bravura degli esperti norcini e alle più sofisticate attrezzature tecnologiche garantiscono gusti sopraffini e sicurezza alimentare.

Ogni salame Clai racchiude al suo interno la storia e la passione di centinaia di persone che lavorano nel rispetto delle tradizioni e con il dovuto affetto verso la propria terra.

I prodotti Clai

clai salumi

E’ stato un grande piacere trovarsi a Cibus 2021 proprio con alcuni di questi uomini, con il loro gradevole accento romagnolo e la bontà dei prodotti. Prodotti certo, perché Clai non significa solo salame ma un insieme di specialità che arricchiscono il loro paniere. Il salame Imola 1962, il salame Corallina, il Milano, l’Ungherese, il Napoli, il Campagnolo. E poi la Passita, salsiccia stagionata tipica romagnola, la pancetta, la spianata, i prosciutti Parma e San Daniele, il fiocco e la culatta, la mortadella, i ciccioli, lo speck e tanti altri tutti realizzati con i canoni della cooperativa.

Clai Talk

Ma Cibus è stato anche un momento di divulgazione. Presso gli spazi fieristici Clai infatti giornalisti, politici, imprenditori e opinion leader si sono succeduti di fronte alle telecamere per parlare del futuro del mondo gastronomico del bel Paese. Esperienze e considerazioni per comprendere come dare valore al lavoro di milioni di addetti al comparto e ai sapori tipici italiani.

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Comunicare per informare, un concetto fortemente voluto dalla cooperativa che ha predisposto un piccolo studio dove Vatinee Suvimol, avvocato, scrittrice e blogger specializzata in food, ha potuto tramite delle interviste ascoltare la voce di chi nel mondo del cibo ci lavora e divulga. Le interviste verranno postate sui canali social della Clai.

Una cooperativa che abbraccia le tradizioni con un forte respiro di futuro, che porta avanti una storia di ieri e di oggi, che propone piacevolezze per il palato e concetti lavorativi rivolti al domani guardando con positività e fiducia chi merita di essere valorizzato.

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