E' tempo di manna. Un consorzio per rilanciare il mercato - InformaCibo

E’ tempo di manna. Un consorzio per rilanciare il mercato

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/07/2018

Nel verde incontaminato del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, un consorzio lavora per il rilancio della produzione della manna, prodotto hyperlocal “dimenticato” dai padri e ripreso dai figli, straordinario dolcificante naturale dai tanti possibili utilizzi in ambito alimentare, farmaceutico e cosmetico.

Si, sono i giovani ad aver fatto ripartire le coltivazioni di manna in Sicilia, che grazie con il Consorzio Manna Madonita hanno imparato tecniche antiche dagli anziani per ottimizzarle con le nuove tecnologie.

Un rito antico che si rinnova, e che è guardato con interesse non solo dal mondo del food, ma anche da quello farmaceutico e della cosmesi.

Con il supporto di Fondazione per il Sud, il Consorzio Manna Madonita ha sviluppato, dal 2016, il progetto Quando la manna non cade dal cielo’ che prevede la rimessa in coltura dei frassini in terreni a questo vocati ma ormai abbandonati e la formazione di giovani agricoltori attraverso lo scambio di competenze e conoscenze da parte dei produttori più anziani. Il progetto prevede anche attività di ricerca, marketing, promozione e diffusione con il fine di creare economia e occupazione sul territorio.

Il consorzio a Cibus di Parma
Il consorzio Manna Madonita a Cibus di Parma

Grazie all’iniziativa, sono già stati rimessi in coltura 60 ettari di frassineto e assunte 8 nuove risorse umane.

E’ estate, tempo di raccolta tra i frassineti coltivati tra i comuni di Pollina e Castelbuono: i giovani agricoltori di 4 cooperative si preparano al nuovo raccolto della manna dopo aver inciso seguendo regole antichissime la corteccia dei frassini da cui essa sgorga. Nel biennio 2016-2017 ne sono stati prodotti oltre 1.500 Kg. 

La mission del consorzio

“Le previsioni sono positive anche per il 2018” commenta Vincenzo Barreca, il presidente del Consorzio Manna Madonita, società cooperativa consortile sociale che accorpa al momento quattro cooperative di produttori di manna (La 50, Oasi, Nuova Alba e Il Girasole) con l’obiettivo di rilanciare la produzione di questa antica risorsa locale.

“Sì, di rilancio occorre parlare. In Sicilia la manna viene prodotta fin dalla seconda metà del 1500 e per secoli ha rappresentato un’importante voce economica per il contesto agricolo. A partire dal secondo dopoguerra, però, la coltivazione di frassini da manna ha subito un rapido declino, rimanendo relegata principalmente nelle superfici di Castelbuono e Pollina, due comuni del comprensorio madonita. I nostri sforzi sono tutti mirati a ridare vitalità alla produzione e a mantenere viva la coltura, ma anche la cultura, di questa antica risorsa.”

Un declino dovuto a diversi fattori:

“Il mercato della manna si era perso negli ultimi anni per tutta una serie di motivi, legati a immissione nel mercato di prodotti diversi con prezzo minore,  magari realizzati in laboratorio. Questioni che avevano messo in difficoltà il settore, oggi nuovamente di interesse, grazie a un’aumentata attenzione verso i prodotti naturali”. 

Oggi si registra un nuovo interesse verso la manna naturale, da parte delle giovani generazioni, interessate a coltivarla (oltre 30 giovani imprenditori hanno partecipato ai corsi di formazione realizzati dal consorzio, di chef e non solo.

La manna siciliana vive una nuova stagione di rilancio
La manna siciliana vive una nuova stagione di rilancio

La mission del consorzio Manna Madonita è quindi rilanciare il prodotto e individuare nuovi mercati: non solo food. In sinergia con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Università di Palermo ad esempio è in corso anche una ricerca scientifica per trasformare la manna raccolta contenente alcune impurità in un prodotto assolutamente puro e quindi più pregiato. Sono inoltre in fase di approfondimento alcuni studi sulla componente microbiologica della manna per valutare le possibili implicazioni nei processi di lievitazione e fermentazione.

Come spiega il presidente:

“Le proprietà uniche della manna interessano il mondo del food, dagli chef stellanti all’industria dolciaria alla pasticceria, ma non solo. Ci sono ottime potenzialità nel settore degli integratori alimentari e farmaceutico, e nella cosmesi, visto che la manna ha proprietà emollienti, lenitive, cicatrizzanti”. 

Dolcificante, integratore e prodotto di bellezza

La sua composizione è complessa, costituita prevalentemente da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati. Un mix che le regala qualità benefiche e gustative diverse, rendendola così un prodotto utilizzabile in  svariati settori. In pasticceria, la manna può essere utilizzata per la preparazione di dolci, torte e biscotti. Con il suo potere dolcificante naturale, permette di ridurre o sostituire del tutto gli altri zuccheri aggiunti, come viene sempre più spesso raccomandato dalle direttive alimentari. La mannite (o D-Mannitolo), il suo componente principale, è un alcool incolore, inodore e di sapore zuccherino che, noto con il nome di ‘Zucchero di Manna’, può essere tollerato anche da soggetti diabetici.

In farmaceutica gli impieghi sono numerosi: la manna è un ottimo blando purgante, privo di controindicazioni sia per gli adulti sia per i bambini. La mannite può essere utilizzata nei casi di avvelenamento (produce un aumento della diuresi e, quindi, l’espulsione delle sostanze tossiche attraverso i reni), in caso di edemi polmonari e cerebrali. È inoltre efficace contro i parassiti intestinali. Gli oligoelementi di cui è ricca la rendono un’ottima sostanza detossinante.

Infine la cosmesi. Oltralpe, alcune multinazionali come Biotherm e Roche, stanno già creando creme di bellezza con questo speciale ingrediente. Grazie al suo potere emolliente, rinfrescante e cicatrizzante, la manna viene utilizzata soprattutto in formulazioni cosmetiche per pelli sensibili e in prodotti anti-età.

Scopri di più sulla manna siciliana e il suo territorio

Scopri il consorzio Manna Madonita

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista